Incassi degli stand a 2,4 milioni e crescita del 20% per la manifestazione appena conclusa. Prosegue l’arbitrato sulla revoca dell’ex presidente: lui contesta le ragioni dell’allontanamento, l’Ente Fiera respinge le richieste. Prossima udienza a fine ottobre.
ISOLA DELLA SCALA – La Fiera del Riso chiude con numeri da festeggiare: secondo i dati diffusi al termine della 58ª edizione, presenze e incassi crescono del 20%, segnando il miglior risultato dell’ultimo quinquennio. Dopo 27 giorni dedicati al riso nano vialone veronese IGP, gli stand gastronomici raggiungono i 2,4 milioni di euro, contro i circa 2 milioni del 2025. Una cifra che non comprende gli incassi dei bar gestiti dalle associazioni, quelli degli espositori e l’indotto per le attività del territorio.
Un risultato positivo per la gestione guidata dal presidente Stefano Marzotto. Ma, archiviata la manifestazione, resta aperta una partita delicata per la società interamente partecipata dal Comune: il contenzioso con Alessandro Guarnieri, nominato presidente il 23 aprile 2026 e revocato il 22 maggio. Meno di un mese alla guida dell’Ente, seguito da una domanda economica quantificata complessivamente in 215 mila euro.
Gli incassi degli stand raccontano l’andamento della Fiera, ma non coincidono con l’utile della società, che dovrà emergere dal consuntivo. E sulle prospettive economiche della partecipata rimane anche l’incognita della controversia: stabilire se la revoca dell’ex presidente debba comportare un indennizzo e se siano fondate le ulteriori richieste di risarcimento.
La vicenda comincia in primavera, quando Guarnieri viene scelto per guidare il consiglio di amministrazione insieme a Vincenzo Montesanti ed Elisa Novelli. Il mandato è previsto fino all’approvazione del bilancio dell’esercizio 2028. La situazione di partenza è impegnativa: il bilancio societario 2025 presenta una perdita di 710.143 euro, coperta mediante utili portati a nuovo e riserve straordinarie.
È proprio sui conti che si concentra, secondo la sua ricostruzione, il lavoro del nuovo presidente. Guarnieri chiede bilanci, contratti, scadenze e documentazione contabile: sostiene di dover conoscere le risorse disponibili prima di assumere nuovi impegni e procedere con l’organizzazione della Fiera.
Quella che per lui è una verifica necessaria diventa però, nella lettura dell’Ente, una gestione problematica. Le memorie difensive restituiscono due versioni contrapposte delle stesse settimane.
Guarnieri, assistito dall’avvocato Marco Pedrett, afferma di avere condiviso le attività con gli altri consiglieri attraverso incontri, telefonate e messaggi. Rivendica inoltre la necessità di confrontarsi con professionisti di fiducia per approfondire le questioni contabili e tecniche, alla luce della situazione economica ereditata.
L’Ente Fiera, difeso dall’avvocato Mirko Bruni, contesta invece iniziative prive della necessaria condivisione formale, la trasmissione a soggetti esterni di documentazione riservata senza autorizzazione e un confronto insufficiente con il Comune socio unico. Sostiene inoltre che i rinvii degli incontri con i soggetti coinvolti nella manifestazione ne stessero rallentando l’organizzazione.
Il passaggio decisivo arriva il 14 maggio, quando il sindaco Luigi Mirandola, in rappresentanza del Comune, chiede la convocazione dell’assemblea per revocare il presidente. Il 22 maggio l’allontanamento viene deliberato e alla presidenza arriva Marzotto. Novelli resta nel consiglio, mentre Montesanti si dimette.
Da qui l’arbitrato promosso da Guarnieri nei confronti dell’Ente Fiera. L’ex presidente sostiene che mancasse una giusta causa per interrompere anticipatamente l’incarico. Nelle conclusioni delle memorie chiede almeno 100 mila euro per compensi e contributi che sostiene di avere perso, altri 100 mila per danni all’immagine e alla professionalità e 15 mila per il danno psicofisico lamentato, oltre interessi, rivalutazione e spese.
Sul danno d’immagine pesa, nella sua ricostruzione, anche la notizia dell’imminente allontanamento pubblicata il 20 maggio, due giorni prima della revoca formale. Guarnieri attribuisce la diffusione anticipata al socio unico o a soggetti a esso riconducibili: un’attribuzione contestata dall’Ente.
La società chiede di respingere tutte le domande, sostenendo che i comportamenti dell’ex presidente avessero compromesso il rapporto fiduciario e giustificassero la revoca senza indennizzo. Contesta anche il calcolo dei compensi: i 25 mila euro annui richiamati negli atti, secondo Guarnieri, spettavano al presidente; secondo l’Ente, erano invece destinati complessivamente ai tre amministratori.
La controversia si svolge attraverso un arbitrato: la decisione viene affidata a un collegio di arbitri, che si pronuncerà con un provvedimento chiamato lodo. Il collegio è composto dagli avvocati Nicola Maragna, presidente, Gianluca Germani e Vittorio Casara.
Il nodo è soprattutto economico. Nella memoria di replica, la difesa di Guarnieri precisa che la domanda riguarda l’assenza di giusta causa e le conseguenti pretese economiche, senza chiedere l’annullamento della revoca. Una posizione che non comporta il riconoscimento della fondatezza delle contestazioni dell’Ente, ma concentra il confronto sulle conseguenze patrimoniali dell’allontanamento.
Le memorie esaminate non riportano un lodo definitivo sul merito della controversia: richieste e contestazioni restano dunque le posizioni delle parti, sulle quali è chiamato a pronunciarsi il collegio.
Secondo quanto riferito dal sindaco Luigi Mirandola, la prima udienza davanti agli arbitri si è tenuta ai primi di ottobre; la prossima è prevista alla fine di ottobre. La Fiera archivia così un’edizione dai risultati incoraggianti, mentre resta da definire il contenzioso sulla breve presidenza Guarnieri e sulle sue eventuali conseguenze per i conti dell’Ente.
Foto: da sinistra, il sindaco Luigi Mirandola e Alessandro Guarnieri, per meno di un mese alla guida dell’Ente.
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