Inaugurata dal ministro Adolfo Urso la nuova linea robotizzata per le soluzioni infusionali. La capacità delle confezioni in plastica crescerà del 62,5%. Lo stabilimento veronese copre già circa il 40% del fabbisogno ospedaliero italiano
ISOLA DELLA SCALA – Un investimento da 28,4 milioni di euro, una capacità produttiva destinata a raggiungere 200 milioni di flaconi all’anno e uno stabilimento che consolida il proprio ruolo strategico per la sanità italiana ed europea.
Sono i numeri della nuova linea produttiva inaugurata lunedì 21 settembre nello stabilimento Fresenius Kabi di Isola della Scala, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Un’operazione che va ben oltre i confini della provincia veronese: riguarda infatti la sicurezza degli approvvigionamenti farmaceutici, la competitività dell’industria nazionale e la capacità dell’Europa di ridurre la propria dipendenza dalle produzioni extraeuropee.
Da 80 a 130 milioni di flaconi in plastica
La nuova area è dedicata alla produzione di soluzioni infusionali in contenitori di polietilene, utilizzati quotidianamente negli ospedali per somministrare farmaci, garantire l’idratazione e la nutrizione clinica e supportare gli interventi chirurgici e le terapie intensive.
Grazie alla nuova tecnologia robotizzata, la produzione annuale di flaconi in plastica passerà dagli attuali 80 milioni a 130 milioni di unità, con un incremento del 62,5%. A questi si aggiungono circa 70 milioni di flaconi in vetro, portando la capacità complessiva dello stabilimento isolano a 200 milioni di pezzi l’anno.
La linea utilizza la tecnologia Blow Fill Seal, un processo nel quale il contenitore viene formato, riempito e sigillato all’interno di un unico ciclo automatizzato. Una soluzione che consente elevati standard di sterilità, sicurezza e continuità produttiva.
Un investimento che vale quasi un terzo del piano italiano
I 28,4 milioni destinati a Isola della Scala rappresentano più del 28% del piano triennale da circa 100 milioni di euro programmato da Fresenius Kabi in Italia. Una quota significativa, che conferma la centralità dello stabilimento veronese nelle strategie industriali del gruppo tedesco.
Il sito contribuisce già oggi a soddisfare circa il 40% del fabbisogno ospedaliero nazionale di soluzioni infusionali. Non si tratta, quindi, soltanto di una fabbrica, ma di una vera infrastruttura sanitaria strategica: un eventuale rallentamento produttivo avrebbe conseguenze dirette sulla continuità delle cure negli ospedali.
L’ampliamento assume ancora maggiore importanza in una fase internazionale segnata da guerre, tensioni commerciali e difficoltà nelle catene logistiche. Produrre più medicinali essenziali in Italia significa diminuire l’esposizione alle importazioni e rendere il sistema sanitario maggiormente resistente alle crisi.
La strategia «local for local»
L’investimento rientra nella strategia «local for local» adottata da Fresenius: produrre i medicinali nelle stesse aree geografiche nelle quali vengono utilizzati. L’obiettivo è accorciare la catena delle forniture, ridurre la dipendenza dai Paesi terzi e garantire una maggiore disponibilità dei prodotti sanitari essenziali.
«Il progetto rappresenta anche un segnale concreto di fiducia nel sistema produttivo italiano e nel ruolo che il nostro Paese può svolgere nella manifattura farmaceutica europea», ha dichiarato Marco Pianta, Country general manager di Fresenius Kabi.
«In uno scenario in cui la disponibilità dei medicinali critici è entrata stabilmente nell’agenda delle istituzioni europee – ha aggiunto – investire nella capacità produttiva significa investire nella sicurezza dei pazienti. In una fase in cui molte produzioni farmaceutiche si sono progressivamente spostate fuori dall’Europa, continuiamo a investire nella capacità industriale locale, rafforzando il contributo dell’Italia alla sicurezza sanitaria europea».

Farmaceutica, uno dei motori del Made in Italy
La presenza del ministro Urso sottolinea il valore nazionale dell’operazione. L’industria farmaceutica rappresenta infatti uno dei comparti più innovativi, produttivi e orientati all’esportazione del Made in Italy, capace di attirare capitali internazionali e generare occupazione altamente specializzata.
Fresenius Kabi conta in Italia circa 1.400 collaboratori, cinque stabilimenti produttivi, un centro di distribuzione e due centri di ricerca e sviluppo. Le attività comprendono antibiotici, principi attivi, soluzioni infusionali e dispositivi per il trattamento del sangue. Inoltre, oltre il 90% dei prodotti commercializzati dal gruppo in Europa viene fabbricato nel continente.
Per Isola della Scala e per la Bassa Veronese, l’apertura della nuova linea rappresenta dunque una notizia economica di primo piano: non soltanto per l’entità dell’investimento, ma per la prospettiva di innovazione, valorizzazione delle professionalità e crescita occupazionale collegata all’ammodernamento del sito.
In un territorio spesso associato soprattutto all’agricoltura e alla risicoltura, lo stabilimento Fresenius Kabi conferma l’esistenza di un polo industriale ad alta tecnologia capace di competere sui mercati internazionali. E da Isola della Scala partiranno milioni di flaconi che, ogni giorno, contribuiranno a garantire terapie essenziali negli ospedali italiani ed europei.
Foto: da sinistra, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; la sede veronese di Fresenius Kabi; Marco Pianta, Country general manager
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