«I misteriosi cinque» conquista la 76ª edizione del concorso intitolato a Giulio Nascimbeni. A «Senzacuore» la Targa Giovani Lettori. Una festa della lettura che rinnova il legame fra autori, scuole e territorio.

SANGUINETTO – Un teatro tutto esaurito per festeggiare i libri e chi li scrive, ma soprattutto chi li legge. Domenica 18 ottobre il teatro Zinetti ha accolto la conclusione della 76ª edizione del Premio nazionale Castello di Sanguinetto – Giulio Nascimbeni, con due protagonisti: Pier Vittorio Mannucci, vincitore del Premio Castello con «I misteriosi cinque», pubblicato da Mondadori, e Fabrizio Silei, al quale è andata la Targa Giovani Lettori per «Senzacuore», edito da San Paolo.

Due riconoscimenti che hanno un valore particolare: a decretarli sono i ragazzi. Lettori chiamati a confrontare storie, riconoscersi nei personaggi e scegliere il romanzo capace di conquistarli. Il teatro pieno ha restituito l’immagine di una comunità che continua a credere nella lettura come occasione d’incontro e di crescita.

Mannucci si è imposto nella terna che comprendeva anche Vichi De Marchi, con «Il segreto del naso di Rioba», e Daniela Palumbo, con «La promessa del9 Samurai». Il suo «I misteriosi cinque» accompagna la giovane Anna in un’avventura nella quale i personaggi della serie televisiva creata dal nonno sembrano prendere vita. Fra messaggi cifrati, enigmi e un misterioso manufatto di Leonardo da Vinci, la protagonista deve trovare il modo di dare un seguito alla loro storia. Un intreccio che gioca sul confine fra immaginazione e realtà e sul potere di chi inventa e racconta.

Di tutt’altro tono, ma altrettanto vicino alle domande dell’adolescenza, è «Senzacuore». Silei racconta Damiano, un ragazzo segnato dalla morte della madre che, dopo una bravata, viene condannato a sei mesi di lavori socialmente utili in una comunità per persone con disabilità. L’incontro con quel mondo mette in discussione la sua indifferenza e lo costringe a interrogarsi sulle proprie scelte e sulla persona che desidera diventare. Nella sezione dedicata ai lettori delle superiori erano finalisti anche Benedetta Bonfiglioli, con «Incorporea», e Manlio Castagna, con «Quegli oscuri presagi».

Dietro la proclamazione c’è un percorso durato mesi. Sono 165 le ragazze e i ragazzi coinvolti, con la collaborazione di undici scuole, in una rete che abbraccia Verona e numerosi centri del territorio, spingendosi fino a Montagnana. Le letture estive, il ritorno in classe, il confronto e il voto trasformano il concorso in un’esperienza che va oltre la cerimonia conclusiva.

A tenere insieme questo lavoro è l’assessorato alla Cultura e Istruzione del Comune, guidato da Lisa Baldi, insieme agli insegnanti e alla commissione tecnica presieduta da Maria Fiorenza Coppari, con Elena Trevenzoli, coordinatrice dei rapporti con le scuole, e Mariachiara Pavan.

Già alla presentazione il sindaco Daniele Fraccaroli aveva sottolineato il profondo legame della manifestazione con il paese: «Il Premio Castello appartiene alla storia di Sanguinetto». Un patrimonio che l’amministrazione continua a coltivare offrendo ai giovani occasioni per ampliare i propri orizzonti.

L’assessore Lisa Baldi aveva richiamato la sinergia costruita con gli istituti scolastici e il contributo degli insegnanti che credono nel valore della lettura. Maria Fiorenza Coppari, dal canto suo, aveva riassunto il criterio della selezione in una frase: «Abbiamo scelto libri da amare, com’è nella nostra tradizione». Prima ancora del verdetto, dunque, l’obiettivo era mettere nelle mani dei ragazzi storie appassionanti e ben scritte.

È una vocazione che arriva da lontano. Nato nel 1951 per intuizione del professor Giulio Accordi, sindaco negli anni della ricostruzione, il Premio ha fatto della cultura uno strumento per guardare al futuro. Oggi, intitolato a Giulio Nascimbeni, conserva quella missione attraverso il dialogo fra generazioni.

Al teatro Zinetti, domenica, quella storia si è arricchita di due nuovi nomi. E il tutto esaurito ha dato un segnale incoraggiante: attorno ai libri si può ancora riempire un teatro, soprattutto quando ai ragazzi si affida la libertà di scegliere.

 

A Fabrizio Silei la Targa Giovani Lettori per «Senzacuore», edito da San Paolo.

 

Photo credit: Liliana Ghellere
Foto di copertina: Pier Vittorio Mannucci, vincitore del Premio Castello con «I misteriosi cinque», pubblicato da Mondadori.

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