Fp Cgil, Uil Fp e Csa Ral rilanciano le richieste per i dipendenti comunali: «Non basta un fondo ricco se i soldi restano inutilizzati». Il 17 novembre il confronto si sposta in Prefettura.

LEGNAGO – La camomilla non placa la vertenza in municipio. Dopo le polemiche sulle provocazioni social del sindaco Paolo Longhi, Fp Cgil, Uil Fp e Csa Ral riportano il confronto sulle risorse destinate ai dipendenti comunali, sui criteri per distribuirle e sul metodo della contrattazione. Il prossimo passaggio è fissato per martedì 17 novembre, alle 12.30, in Prefettura, dove è previsto il tentativo di raffreddamento della vertenza.

A intervenire unitariamente sono Valentino Geri per Fp Cgil Verona, Marco Bognin per Uil Fp Verona e Nicola Cavedini per Csa Ral. La richiesta all’amministrazione è netta: «Ai dipendenti del Comune di Legnago servono risposte concrete: risorse effettivamente distribuite, impegni rispettati e un confronto che affronti e risolva i problemi. Le battute e le provocazioni social del sindaco Paolo Longhi non possono sostituire le responsabilità dell’amministrazione».

Il nodo, spiegano le tre sigle, non riguarda soltanto quanto denaro viene stanziato per incentivi e welfare, ma quanto arriva effettivamente ai lavoratori. È su questa distinzione che i sindacati insistono, contestando l’idea che la consistenza del fondo sia da sola sufficiente a rispondere alle ragioni della protesta.

«Vantare un fondo tra i più ricchi della provincia non basta se poi, ogni anno, decine di migliaia di euro rimangono inutilizzate», sostengono Geri, Bognin e Cavedini. «Sono risorse destinate a valorizzare il lavoro dei dipendenti: occorre rimuovere gli ostacoli tecnici e contrattuali che ne impediscono l’erogazione».

Secondo la ricostruzione sindacale, dunque, il problema è rendere pienamente distribuibili le somme disponibili, intervenendo sui meccanismi che ne ostacolerebbero il riconoscimento ai dipendenti. Una contestazione che le organizzazioni chiedono di affrontare nel merito della contrattazione.

Anche il funzionamento del tavolo è oggetto di critica. Le tre sigle riferiscono che, dopo oltre un’ora e mezza di confronto, sarebbe stato presentato un documento già predisposto, senza recepire le richieste avanzate.

«Un metodo che mette in discussione l’utilità stessa del tavolo e che non offre risposte a chi attende il riconoscimento del proprio lavoro», è il giudizio dei rappresentanti. La richiesta è che il negoziato possa incidere concretamente sui contenuti dell’accordo e sciogliere i problemi sollevati.

Accanto alla questione economica, resta aperto il fronte dei rapporti tra amministrazione e personale. I sindacati criticano le uscite social del primo cittadino e l’episodio della camomilla lasciata nella buvette, che leggono come una banalizzazione della protesta.

«I dipendenti garantiscono ogni giorno i servizi ai cittadini e il funzionamento del Comune. Sbeffeggiarli sui social o lasciare camomilla nella buvette mentre è aperta una vertenza sindacale significa banalizzare problemi concreti», dichiarano.

Per Fp Cgil, Uil Fp e Csa Ral, lo stato di agitazione nasce dalla necessità di tutelare i diritti economici e contrattuali del personale, a fronte di quelli che definiscono «impegni rimasti senza seguito, risorse non distribuite e insufficiente ascolto».

Ora il confronto si sposta in Prefettura. L’appuntamento del 17 novembre sarà il passaggio nel quale le organizzazioni chiederanno di tradurre le risposte dell’amministrazione in impegni verificabili, indicando soluzioni e tempi di attuazione.

«In quella sede serviranno impegni concreti, seri e verificabili per consentire ai lavoratori di ricevere quanto deve essere loro riconosciuto», concludono Geri, Bognin e Cavedini. E chiudono con una critica esplicita ai toni assunti dalla vicenda: «Chiediamo responsabilità, rispetto e cultura istituzionale, non sketch da avanspettacolo».

 

 

Foto: da sinistra, il sindaco Paolo Longhi; il municipio di Legnago; Valentino Geri di Fp Cgil Verona

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