Il vicesindaco replica alle critiche della Lega sui progetti di riqualificazione: «Ha il diritto di cambiare idea, ma spieghi perché». Al centro dello scontro il valore dell’area e i precedenti voti in Consiglio comunale.

SAN GIOVANNI LUPATOTO – «Chi oggi denuncia questi progetti, ieri come li ha votati?». È la domanda con cui il vicesindaco Fulvio Sartori risponde alle critiche della Lega sulla riqualificazione delle aree ex Saifecs ed ex Ricamificio, rilanciando lo scontro politico sul futuro dei due grandi comparti industriali dismessi.

Dopo le contestazioni del segretario della Lega lupatotina Mattia Stoppato e dell’architetto Marco Bottacini, Sartori passa al contrattacco. E lo fa chiamando direttamente in causa Stoppato, accusato di avere cambiato posizione rispetto ai voti espressi in passato sull’ex Saifecs.

«Ha tutto il diritto di cambiare idea. Avrebbe però anche il dovere di spiegarci perché», afferma il vicesindaco con delega all’Urbanistica. «Sull’ex Saifecs ha votato a favore dello schema di convenzione e delle perizie. Ricordo che in Consiglio comunale fece i complimenti a me, al sindaco e ai tecnici per l’ottimo lavoro svolto».

Una replica destinata ad alimentare il confronto su una trasformazione che, per dimensioni e conseguenze, inciderà sul volto di San Giovanni Lupatoto per i prossimi decenni.

Il via libera ambientale e le critiche della Lega

La discussione si era riaccesa dopo il parere favorevole espresso il 30 luglio 2026 dalla Commissione regionale del Veneto sui rapporti ambientali relativi ai Piani degli interventi tematici per ex Saifecs ed ex Ricamificio.

Un passaggio importante nell’ambito della Valutazione ambientale strategica, la Vas, che consente all’iter di proseguire, ma non rappresenta l’approvazione definitiva dei progetti.

L’amministrazione guidata dal sindaco Attilio Gastaldello considera gli interventi un’occasione per recuperare due aree abbandonate, riducendo le previsioni edificatorie del passato e creando nuovi spazi pubblici. Tra questi, il grande parco previsto nell’ex Saifecs, di circa 40 mila metri quadrati.

La Lega, invece, aveva ribadito la propria contrarietà, chiedendo di rivedere i progetti prima del passaggio in Consiglio comunale.

Il primo fronte aperto da Stoppato riguarda l’impatto sulla città: secondo il segretario leghista, l’insediamento di circa 650 abitanti teorici e il carico stimato di 1.300 ulteriori veicoli andrebbero a gravare su una viabilità già congestionata.

L’ex assessore all’Urbanistica aveva inoltre sostenuto di aver chiesto, quando ricopriva la delega, una drastica riduzione delle volumetrie, collegando a quella posizione la successiva decisione del sindaco di affidare l’incarico a un altro assessore.

Stoppato nel mirino: «Ci spieghi la sua giravolta»

È proprio sul percorso precedente che Sartori concentra ora una delle critiche più dure. A suo giudizio, Stoppato dovrebbe spiegare come mai oggi contesti scelte e valutazioni che, sostiene il vicesindaco, aveva approvato.

«Oggi denuncia i pericoli di ciò che ieri approvava. Fra le due posizioni mancano le spiegazioni».

E l’affondo si fa ancora più diretto: «Stoppato ci dica dunque che cosa gli era sfuggito quando votava sì e che cosa abbia scoperto nel frattempo. Una giravolta di centottanta gradi, accompagnata dalla pretesa che i cittadini dimentichino il punto di partenza, è uno spettacolo che trovo scandaloso».

La replica di Sartori non si ferma però alla coerenza politica dell’ex assessore. Il vicesindaco entra anche nel merito della questione economica sollevata dalla Lega: quanto vale realmente l’area ex Saifecs e quale beneficio dovrebbe ottenere la collettività dalla sua trasformazione?

La distanza fra i conti: 4,2 milioni contro 416 mila euro

Nell’intervento pubblicato in precedenza dal Nuovo Giornale, Bottacini aveva sostenuto che la convenzione urbanistica del marzo 2019 fosse decaduta e che l’area fosse tornata a essere non pianificata, una cosiddetta «area bianca».

Partendo da questa interpretazione, aveva proposto di attribuirle un valore di 416.628 euro. Applicando tale valore ai criteri della precedente relazione di stima, il responsabile urbanistica della Lega era arrivato a ipotizzare un beneficio pubblico di 5.100.686 euro, nell’eventualità di confermare la volumetria prevista.

Una quantificazione presentata dalla Lega, non una nuova stima ufficiale del Comune.

Bottacini aveva inoltre prospettato, a suo giudizio, un possibile rischio di responsabilità erariali per i consiglieri che avessero votato a favore. Anche in questo caso si trattava di un’ipotesi politica e tecnica avanzata dall’esponente leghista, non dell’accertamento di una responsabilità.

Sartori respinge la ricostruzione e richiama la perizia giurata acquisita dal Comune, che attribuisce all’ex Saifecs un valore di 4 milioni e 200 mila euro.

La differenza rispetto alla cifra proposta da Bottacini è di circa 3 milioni e 783 mila euro. Un divario sul quale il vicesindaco non risparmia l’ironia: «Diciamo che, come approssimazione, lascia un certo margine. Prima di impartire lezioni sulla gestione del patrimonio pubblico, sarebbe bene ritrovare quei tre milioni e passa rimasti fuori dai conti».

«La perizia riconosce la decadenza, ma non considera il terreno agricolo»

Secondo Sartori, il ragionamento della Lega parte da circostanze riconosciute dalla stessa perizia, ma arriva a una conclusione che il documento escluderebbe.

Il vicesindaco richiama le pagine 15 e 16 della relazione: vi si darebbe conto della decadenza degli strumenti attuativi e dell’impossibilità di costruire in attesa dei nuovi. Subito dopo, però, sostiene Sartori, la perizia preciserebbe che l’area conserva una vocazione edificatoria e non è riconducibile ai terreni agricoli.

«Non è un dettaglio: è il punto sul quale poggia la valutazione. La lettura della Lega sembra essersi fermata proprio sul più bello».

Sartori ricorda che il Piano di assetto del territorio, il Pat, inserisce l’ex Saifecs in un ambito di riqualificazione da industriale a residenziale, con un volume massimo da definire attraverso il Piano degli interventi.

«Questa previsione ha un valore. Si può discuterne la misura, ma non farla sparire per ottenere il risultato desiderato», afferma.

La professionista incaricata, aggiunge il vicesindaco, avrebbe considerato anche i tempi e i rischi dell’operazione: almeno due anni per il percorso urbanistico e l’incertezza legata all’ottenimento dei titoli edilizi.

«I 4 milioni e 200 mila euro tengono già conto del fatto che domattina, su quell’area, non si possa cominciare a costruire. Anche questa prudenza era già nella perizia: bastava arrivarci con la lettura».

Il futuro delle aree e la sfida in Consiglio

futuro di ex Saifecs ed ex Ricamificio, nelle scorse settimane, era intervenuto anche il Partito Democratico, con il capogruppo Marco Taietta, chiedendo maggiore condivisione sulle scelte definitive e la convocazione della Conferenza dei capigruppo.

Una posizione distinta da quella della Lega, ma che conferma quanto i due interventi siano diventati centrali nel dibattito cittadino.

L’amministrazione rivendica il ridimensionamento delle precedenti previsioni edificatorie, il recupero delle aree dismesse e la creazione di verde e spazi pubblici. La Lega continua invece a contestare il carico urbanistico, le conseguenze sulla viabilità e la convenienza economica dell’operazione per la collettività.

Sartori chiude la sua replica tornando alla responsabilità delle scelte politiche: «Noi rispondiamo delle nostre scelte: della riduzione delle precedenti previsioni edificatorie, del recupero di un’area dismessa, del parco pubblico previsto. Stoppato risponda delle proprie. A cominciare dai voti favorevoli e dai complimenti».

Il confronto proseguirà nei prossimi passaggi amministrativi e politici. E sul tavolo restano due questioni: come recuperare le aree abbandonate e quali benefici, a fronte delle trasformazioni previste, debbano tornare alla città.

 

 

Foto: da sinistra, il segretario della Lega lupatotina Mattia Stoppato e il vicesindaco Fulvio Sartori;  al centro il Comune lupatotino

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