Shahine e Spedaletti in pole per il nuovo Consiglio di amministrazione della società che gestisce la discarica di Torretta. L’eventuale passaggio dell’avvocato alla partecipata aprirebbe un nuovo capitolo anche all’Ipab. Il sindaco indica la sfida: progettare il futuro oltre l’attuale attività.

A Legnago la partita delle nomine potrebbe muovere contemporaneamente due caselle importanti: Legnago Servizi e Casa di Riposo. Il nome attorno al quale ruota il possibile riassetto è quello dell’avvocato Riccardo Toufik Shahine, attuale presidente dell’Ipab ed esponente di Forza Italia, indicato tra i favoriti per la successione a Roberto Andrea Rettondini alla guida di Le.Se. Ad affiancarlo nel nuovo Consiglio di amministrazione potrebbe essere Laura Spedaletti, già componente dell’organismo uscente.

Per ora si tratta di uno scenario, in attesa dei passaggi formali. Ma la sua portata politica va oltre il rinnovo di un singolo consiglio: sullo sfondo si delinea una possibile staffetta tra Forza Italia e Lega nella guida di due realtà di primo piano della città.

Il punto fermo, intanto, è il perimetro delle competenze. Il sindaco Paolo Longhi interviene per chiarire un meccanismo che, nel dibattito sulle candidature, rischia di essere semplificato.

«Capisco che, in vista della prossima assemblea di Legnago Servizi, ci sia una certa fregola di conoscere le intenzioni del sindaco sulla presidenza della nostra più importante società partecipata. Ma ricordo che non è il sindaco a nominare direttamente il presidente: io designo due dei tre componenti del Consiglio di amministrazione, nel rispetto dell’equilibrio di genere. Il terzo è espressione di S.I.T., società anch’essa pubblica. La presidenza viene poi individuata secondo le disposizioni statutarie».

La scelta si colloca dunque nel confronto interno alla maggioranza, dove rappresentanza politica, rapporti fiduciari e capacità di gestione dovranno trovare un punto di equilibrio. Il possibile ingresso di Shahine, già consigliere comunale, e la conferma di Spedaletti sono i due passaggi attorno ai quali si concentrano le attese.

Longhi non nasconde il confronto con i partiti, ma rivendica la responsabilità delle designazioni.

«Non faccio mistero di ascoltare le indicazioni delle segreterie politiche che mi hanno sostenuto alle elezioni, ma le designazioni sono fiduciarie e la responsabilità della scelta resta mia. Come sempre, cerco persone capaci, delle quali mi fidi e che sappiano lavorare insieme nell’interesse della società. È lo stesso spirito di collaborazione che caratterizza il mio rapporto con Magis Ambiente, società con la quale esiste un’ottima intesa e che esercita il controllo su S.I.T.».

Secondo le indiscrezioni che circolano nella maggioranza, l’eventuale approdo di Shahine alla presidenza di Le.Se. si accompagnerebbe alla rinuncia alla guida dell’Ipab. Si aprirebbe così il percorso per la sostituzione nel consiglio della Casa di Riposo, al quale spetterebbe poi eleggere al proprio interno il nuovo presidente.

Nello stesso scenario, Spedaletti potrebbe assumere il compito di rappresentare Legnago Servizi nel Consiglio di indirizzo della Fondazione Salieri. Passaggi che, se confermati, darebbero forma a un’intesa più ampia tra Lega e Forza Italia, con un’alternanza alla guida dei due enti nell’arco della consiliatura. Un’ipotesi politica che resta da tradurre in atti e sulla quale il sindaco non anticipa nomi né accordi.

Sul fronte dei compensi, il riferimento documentale è la delibera dell’assemblea dei soci del 27 aprile 2026: su proposta di Longhi, con il voto favorevole del Comune e l’astensione di S.I.T., sono stati fissati 20 mila euro annui per il presidente e 12 mila per ciascuno dei due consiglieri, per un totale di 44 mila euro lordi all’anno. Importi stabiliti con decorrenza da quella data e fino alla fine del mandato uscente; per il nuovo Cda occorrerà verificare le determinazioni che saranno adottate al rinnovo.

C’è però una questione che supera gli equilibri della coalizione: che cosa dovrà fare la prossima amministrazione di Legnago Servizi. La società gestisce la discarica di Torretta, un impianto centrale nel sistema veronese dei rifiuti. Il cambio al vertice arriva quindi in un momento nel quale alla continuità gestionale dovrà affiancarsi una prospettiva industriale di lungo periodo.

È su questo terreno che Longhi riconosce il valore del lavoro svolto da Rettondini.

«Andrea è stato un presidente straordinario. Non soltanto perché, con il suo grande cuore, ha saputo creare un clima di autentica armonia tra la struttura tecnica, gli organi di controllo e il Consiglio di amministrazione, ma soprattutto perché ha guidato con intelligenza ed equilibrio una fase di transizione delicatissima, ottenendo un risultato tutt’altro che scontato: la possibilità di proseguire l’attività della discarica fino al 2036».

Un orizzonte che offre tempo per programmare, ma pone anche una domanda precisa sul ruolo futuro della partecipata. La nuova guida sarà chiamata a misurarsi con investimenti, impianti e strategie condivise con il socio.

«Chi gli succederà dovrà essere capace di ripartire da questo lavoro, senza limitarsi ad amministrare l’esistente. La vera sfida sarà progettare, insieme al nostro socio, nuovi impianti, nuove strategie industriali e soluzioni alternative per il futuro, per essere protagonisti della gestione ambientale del territorio anche nei decenni a venire».

Le prossime nomine di Longhi, che arriveranno entro la fine di ottobre, diranno dunque come si assesteranno gli equilibri della maggioranza. Il lavoro del nuovo consiglio dirà quale futuro Legnago saprà costruire per la sua società ambientale.

 

 

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