BOVOLONE – Non una semplice riqualificazione urbana, ma un intervento destinato a segnare il dibattito pubblico. La nuova vasca ottagonale collocata sul sagrato del Duomo di San Giuseppe, in Piazza Vittorio Emanuele II, è diventata il simbolo di una scelta amministrativa che continua a dividere cittadini e forze politiche.
Il cantiere, avviato il 25 agosto 2025, rientra nel progetto di «riqualificazione funzionale degli spazi circostanti la Chiesa di San Giuseppe», con una durata prevista di 172 giorni.
L’intervento complessivo, finanziato a bilancio per circa 543 mila euro, prevede:
• importo contrattuale lavori: 298.626,71 euro (di cui 28.155 euro per oneri sicurezza);
• realizzazione della vasca ottagonale: 45.251 euro;
• impianti idrici di servizio: 8.419 euro;
• eliminazione del gradino d’inciampo: 24.801 euro;
• restauro della scalinata principale: 57.169 euro;
• ripavimentazione della rampa laterale: 15.604 euro;
• ricollocazione e restauro della statua di San Matteo: 6.948 euro.
L’impresa esecutrice è la I.C.E.A.M. srl di Cerea; progettista e direttore dei lavori l’architetto Giampaolo Quirinali; RUP dell’intervento (Responsabile Unico del Procedimento) è l’ingegner Michele Esti.
Il sindaco Orfeo Pozzani: «non è una fontana»
Contrariamente alle voci che circolano anche sui social il sindaco Orfeo Pozzani respinge con decisione l’idea che si tratti di una “fontana” decorativa, rivendicando invece una scelta simbolica e funzionale:
«Due motivi mi hanno fatto decidere per una vasca battesimale ottagonale – attenzione, non una fontana come qualcuno vuole far intendere o non vuole capire –. È un omaggio a San Giovanni Battista e quindi al battesimo: un battistero che richiama San Giovanni, uno dei riferimenti religiosi più amati dai fedeli.
L’altra ragione è tecnica: per pareggiare i due livelli della scalinata del Duomo, come ho detto più volte, bisognava eliminare quel mezzo gradino di dislivello, quello colorato di giallo, causa di continue cadute da parte dei frequentatori del Duomo.
Per raccordare la pendenza, nell’angolo della scalinata, occorreva inserire un elemento architettonico: una statua, un cubo di marmo o un elemento decorativo. La scelta è caduta su un battistero, una vasca ottagonale che conterrà trenta centimetri d’acqua. Un elemento religioso davanti a un luogo religioso mi è sembrata la soluzione più coerente».
Una posizione che l’amministrazione definisce in linea con la valorizzazione del centro storico e con l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Turrini: «Non era questa la priorità»
Di segno opposto la lettura della minoranza. Il consigliere comunale Costantino Turrini (Fratelli d’Italia) esprime forti perplessità sull’intervento:
«Tutto nasce dalla sistemazione e messa a norma della scalinata del Duomo e sostanzialmente l’intervento doveva limitarsi a questo. Invece, a quanto sembra, l’amministrazione ha voluto mettere mano anche al rifacimento della piazza, in un’area che non è di proprietà del clero ma del Comune.
Si è scelto di omaggiare il Duomo con questa vasca ottagonale che probabilmente diventerà una panchina a libero uso, mentre l’architetto la descrive come richiamo al Battistero di San Giovanni.
A mio avviso l’intervento non ha senso. Anche all’interno della maggioranza sembrano esserci perplessità e malumori in merito al risultato finale.
Tutti noi della minoranza abbiamo votato contro, ritenendo che a Bovolone vi fossero altre priorità e soluzioni. Siamo e resteremo contrari alla “vasca”».
Il dibattito tra identità e priorità
Sui social, nel frattempo, il confronto resta acceso. C’è chi apprezza la valorizzazione estetica e simbolica della piazza e chi, al contrario, ritiene che le risorse dovessero essere indirizzate verso manutenzioni stradali, segnaletica e viabilità.
Il punto centrale rimane politico oltre che architettonico: per l’amministrazione si tratta di un’opera identitaria che unisce funzione e memoria storica; per l’opposizione e una parte della cittadinanza, una scelta discutibile in termini funzionali e di priorità.
La vasca ottagonale è ormai realtà e ridisegna il volto del sagrato del Duomo. Se diventerà un elemento condiviso o resterà il simbolo di una frattura cittadina, lo dirà il tempo – e anche il giudizio dei bovolonesi quando i lavori saranno definitivamente conclusi.
Foto: a sinistra, il Duomo con la vasca battesimale sul sagrato in fase di realizzazione; a destra dall’alto, il sindaco Pozzani e il consigliere Turrini.
Copyright © 2026 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti Riservati












