Stato di agitazione dopo l’assemblea dei dipendenti. Cgil, Cisl e Uil chiedono l’applicazione del contratto nazionale di settore: «Non si può raccontare il territorio con contratti che impoveriscono chi lo racconta».
VERONA – Il lavoro di chi ogni giorno contribuisce a portare nelle case l’informazione veronese diventa il centro di una vertenza sindacale. A Telearena (emittente del Gruppo Athesis a Verona) è stato proclamato lo stato di agitazione, con il blocco delle prestazioni straordinarie, supplementari e di reperibilità. La decisione è arrivata dopo l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori: al centro della protesta c’è la richiesta di applicare il Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore radiotelevisivo e delle telecomunicazioni sottoscritto da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil.
A promuovere la mobilitazione sono le segreterie Slc Cgil, Fistel Cisl e UilFpc, firmatarie della presa di posizione del 30 ottobre. Le organizzazioni contestano le scelte contrattuali dell’azienda e chiedono un confronto sulle tutele e sul riconoscimento delle professionalità impegnate nell’emittente.
Il nodo, secondo i sindacati, riguarda il modello con cui viene sostenuta la competizione tra aziende: un modello che, nella loro lettura, finisce per trasferirne il peso sui dipendenti, attraverso condizioni economiche e normative meno favorevoli. Le segreterie denunciano una progressiva riduzione di diritti e salari e una svalutazione delle competenze necessarie a garantire ogni giorno la produzione e la messa in onda dell’informazione locale.
Una contestazione netta, che le sigle riassumono nella richiesta di applicare il contratto nazionale rappresentativo del comparto e nel rifiuto di quelli che definiscono «contratti pirata». È questa la valutazione espressa dalle organizzazioni sindacali, che rivendicano un diverso quadro di garanzie per il personale.
«Non è soltanto una questione economica, è una questione di dignità e di qualità dell’informazione», sostengono le segreterie. «Non si può raccontare il territorio con contratti che impoveriscono chi lo racconta».
La vertenza intreccia così due piani: le condizioni di chi lavora nell’emittente e il valore di un servizio che dà voce alla vita delle comunità. Per i rappresentanti dei lavoratori, riconoscere competenze, salari e diritti significa tutelare anche la qualità dell’informazione offerta ai cittadini.
L’obiettivo della mobilitazione è ottenere l’apertura di un tavolo sull’applicazione del contratto nazionale indicato dai sindacati. Le organizzazioni richiamano anche il caso di Vicenza, dove, secondo quanto riferiscono, questa scelta è già stata compiuta.
Il blocco riguarda straordinari, prestazioni supplementari e reperibilità. Le segreterie annunciano che la protesta proseguirà fino all’avvio di un confronto serio con l’azienda e assicurano che si svolgerà nel rispetto delle norme, senza pregiudicare i servizi minimi di informazione.
L’appello si estende infine alla cittadinanza e alle istituzioni, invitate a sostenere la vertenza. «Chi lavora nell’informazione locale merita le stesse tutele di chi lavora nell’informazione nazionale», affermano i sindacati.
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