Dal 15 ottobre all’8 novembre torna la manifestazione nata sul piazzale della chiesa e cresciuta fino a raggiungere, nelle ultime edizioni, 120 mila presenze. Quattro tensostrutture, dodici cucine e spettacoli a ingresso libero per la 28ª edizione.

VIGASIO – Prima c’era il piazzale della chiesa, un gruppo di volontari e un’idea semplice: far conoscere il mais del proprio paese. Oggi ci sono quattro tensostrutture, dodici cucine e oltre 130 portate. Ma al centro resta lei, la polenta: un piatto che ha accompagnato generazioni di famiglie e che a Vigasio continua a raccontare un territorio, mentre si concede abbinamenti sempre nuovi.

Da giovedì 15 ottobre a domenica 8 novembre 2026 torna la Fiera della Polenta, giunta alla 28ª edizione. Venticinque giorni nei quali la tradizione contadina incontra la voglia di stare insieme, tra gastronomia, musica, teatro e intrattenimento. Una formula che, secondo quanto ricordato dal sindaco Eddi Tosi, nelle ultime edizioni ha portato la manifestazione a toccare le 120 mila presenze.

Quest’anno cresce anche la capacità di accoglienza: le quattro tensostrutture potranno ospitare ogni sera fino a 4.500 visitatori. La Fiera aprirà tutti i giorni dalle 18.30; il sabato, la domenica e nei festivi sarà possibile fermarsi anche a pranzo, dalle 11.30. L’ingresso e gli spettacoli saranno gratuiti.

La presentazione al Mercato Coperto di Campagna Amica ha messo in evidenza il legame fra la manifestazione e le produzioni locali. Per Umberto Panarotto, presidente di Vigasio Eventi, che organizza l’appuntamento, il punto di partenza resta la qualità della materia prima.

«La peculiarità di questo evento rimane la valorizzazione della nostra polenta, un prodotto di altissima qualità, senza alcun trattamento né manipolazione a livello genetico, coltivato esclusivamente nel territorio di Vigasio», ha dichiarato.

Un’identità sulla quale ha insistito anche il presidente della Provincia Flavio Pasini: «La polenta, protagonista di questa Fiera, viene da produzioni di mais locali, controllate ed eccellenti». È questo radicamento, ha sottolineato, a rendere la manifestazione «espressione autentica delle tradizioni e delle competenze agricole di un territorio», con caratteristiche che la rendono unica e non replicabile altrove.

Il sindaco Eddi Tosi ha ripercorso gli inizi: una festa promossa da pochi volontari, nata «quasi per scherzo», con l’obiettivo di valorizzare il mais vigasiano. Da quella prima intuizione è cresciuto un appuntamento capace di richiamare visitatori da tutta Italia e dall’estero. Franca Castellani, vicepresidente provinciale di Coldiretti, ne ha rimarcato il merito di esaltare le eccellenze del territorio, a partire dal mais e dal suo ruolo nell’alimentazione.

Le dodici cucine proporranno oltre 130 portate: una scelta che affianca ricette della tradizione e abbinamenti contemporanei. Fra le novità figurano la polenta con luccio in salsa, quella con insalata di mare in saor e la versione con pulled pork. Spazio anche al manzo al sugo bianco, alle polpette alla messicana e alla polpetta di manzo con salsa all’Amarone e cipolla rossa caramellata.

Il menù si allarga inoltre al risotto con zucca e salsiccia, agli spaghettoni alle sarde e stracciatella o allo scoglio, alle lasagne al forno e al fritto misto di pesce con verdure e polenta fritta. Arriva anche la pizza senza glutine, proposta nelle varianti margherita, wurstel e patate, tonno e cipolla e “polentona”.

A rappresentare le eccellenze vigasiane saranno Facci la pizza e Riseria Gazzani, presenti con una propria cucina, insieme a Molino Martini e Vigasio Eventi, che promuoveranno i loro prodotti in uno stand dedicato.

C’è poi il tema dei prezzi. «Abbiamo cercato di calmierare i prezzi dei piatti nonostante l’aumento del costo delle materie prime», ha spiegato Panarotto: un impegno che guarda anche alle famiglie e a chi desidera tornare più volte durante la manifestazione.

Fra le novità più significative c’è l’adesione al progetto “Inclusione Sociale” dell’ULSS 9 Scaligera, rivolto alle persone con disabilità e alle loro famiglie. L’iniziativa punta a far conoscere servizi e opportunità disponibili sul territorio, costruendo una rete fra istituzioni, terzo settore, imprese e cittadini.

La partecipazione della Fiera apre quindi una prospettiva di collaborazione che va oltre il calendario gastronomico. Per Maurizio Facincani, direttore dell’Unità Operativa Complessa Sociale dell’ULSS 9, «si tratta di una adesione che potrà darci la possibilità di sviluppare ulteriori opportunità di collaborazione».

Il programma degli spettacoli, illustrato dal responsabile Denis Zorzi, accompagnerà tutte le giornate della manifestazione. I giovedì sera saranno dedicati al teatro; il 17 ottobre debutterà il Karaoke Song Festival, mentre il 1° novembre tornerà il Talent Show in Fiera, dopo il successo della prima edizione. La chiusura dell’8 novembre vedrà protagoniste le Drag Queen. Ad accogliere il pubblico ci sarà anche Tina, la mascotte della manifestazione.

Ogni lunedì, martedì e mercoledì, alle 22.30, si terrà inoltre l’estrazione gratuita a premi: per partecipare basterà utilizzare il biglietto consegnato alla cassa dopo ogni ordinazione. Fra i premi, a ogni estrazione, anche un televisore da 55 pollici.

La tradizione incontra anche la tecnologia. L’app della Fiera consentirà di consultare il menù e selezionare i piatti dal proprio smartphone. Il QR code ottenuto potrà essere mostrato alle casse dedicate; sarà inoltre possibile completare il pagamento agli appositi totem. L’applicazione è disponibile su App Store e Google Play.

Prosegue infine l’impegno per ridurre i rifiuti plastici, attraverso il servizio di Ecolinea e l’impiego di piatti riutilizzabili in melamina e posate in acciaio.

La dimensione è quella di una grande Fiera, ma la forza resta nella storia da cui tutto è cominciato: un paese che ha scelto di mettere in tavola il proprio prodotto e, attorno a quel piatto, ha costruito un appuntamento capace di attraversare le generazioni.

Programma completo su www.fieradellapolenta.it⁠

 

 


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