Monsignor Gino si è spento questa mattina alla Casa del Clero di Negrar. Il ricordo del parroco don Marco: «Ci ha sempre testimoniato con fede, umanità, carità e vicinanza l’amore del Padre». Martedì 13 ottobre alle 16 l’ultimo saluto a Casette, con il Vescovo; mercoledì alle 10 la celebrazione a Tarmassia.

Ci sono persone che lasciano un segno attraverso le parole. Altre lo fanno, prima ancora, con un sorriso: un modo semplice di accogliere, di far sentire ciascuno importante, di dire senza bisogno di spiegazioni «per te ci sono». È questo il ricordo che accompagna oggi il saluto a don Gino, monsignor Gino, la cui scomparsa addolora la comunità di Casette di Legnago e quanti gli hanno voluto bene.

Si è spento alle 5 di questa mattina, domenica 11 ottobre, alla Casa del Clero di Negrar. Negli ultimi tempi le sue condizioni si erano progressivamente indebolite, fino a condurlo, piano piano, alla fine della sua vita terrena. Una fragilità nella quale, come testimonia chi gli è stato vicino, non era mai venuta meno la preghiera per gli altri.

A ricordarlo con parole cariche di affetto è don Marco, parroco di Casette. Il suo racconto restituisce il ritratto di un sacerdote per il quale la fede passava attraverso l’umanità dei gesti quotidiani e l’attenzione alle persone.

«Don Gino ci ha sempre testimoniato con fede, umanità, carità e vicinanza l’amore del Padre, anche concretamente nel suo sorriso con cui ha sempre accolto tutti prima ancora che a parole. La comunità tutta di Casette e non solo lo ha amato e apprezzato, come uomo, come prete, come guida».

Tre parole, uomo, prete e guida, che racchiudono il senso di un legame profondo. Per una comunità, salutare un sacerdote amato significa anche ritrovare nella memoria gli incontri, le confidenze, le parole di conforto e quella presenza discreta capace di accompagnare i momenti felici e quelli più difficili.

Nel ricordo condiviso in queste ore emerge proprio questa capacità di esserci: vicino alle persone e ai sacerdoti, parte di una comunità nella quale nessuno doveva sentirsi meno importante. Il suo sorriso era il primo segno di un’accoglienza che trovava nella fede la propria sorgente.

Anche nella sofferenza, il pensiero di don Gino è rimasto rivolto a quanti aveva incontrato lungo il cammino. Lo sottolinea ancora don Marco: «Fino all’ultimo ha pregato e ha offerto questo momento di difficoltà per le persone che ha incontrato e amato e non ha smesso di invocare Maria, perché gli fosse guida e lo accompagnasse all’incontro col suo Figlio, nel quale ha creduto e sperato per tutta la vita».

È forse questa l’immagine più intensa del commiato: un sacerdote che, mentre le forze si facevano più deboli, continuava a custodire gli altri nella preghiera. Un ultimo gesto di vicinanza, nel solco di ciò che aveva testimoniato.

L’ultimo saluto sarà celebrato martedì 13 ottobre alle 16 nella chiesa parrocchiale di Casette di Legnago, dal Vescovo di Verona Mons. Domenico Pompili e in diretta streaming in comunione spirituale per chi non può partecipare
https://www.youtube.com/live/tySE7Yh0VSY?si=QRniYxHpnMgsfGCG

Mercoledì 14 ottobre alle 10 si terrà una celebrazione a Tarmassia, senza la presenza del Vescovo. Due appuntamenti nei quali il dolore potrà farsi preghiera e gratitudine.

La redazione de Il Nuovo Giornale si unisce con sincera commozione al cordoglio dei familiari, di don Marco, delle comunità di Casette e Tarmassia e di tutte le persone che hanno conosciuto e amato monsignor Gino. A loro rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze.

Resta il bene donato. Resta il ricordo di un sorriso che sapeva accogliere, di una presenza che sapeva accompagnare. E nel saluto della comunità, insieme alla tristezza, trova spazio una parola semplice: grazie.

Ciao, don Gino.

 

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