La cantina biologica conquista il Best of Wine Tourism 2027 nella categoria dedicata alle pratiche sostenibili. Biodiversità, tutela dell’ambiente e identità del territorio al centro del riconoscimento assegnato dalla Camera di Commercio di Verona.

LEGNAGO – Un vigneto può raccontare molto più del vino che produce. Può diventare un luogo in cui scoprire un paesaggio, comprendere il valore della biodiversità e ritrovare il legame tra la terra e chi se ne prende cura. È questa la strada che ha portato Cantina Bio Annafrancesca di Legnago a conquistare il Best of Wine Tourism 2027 per le «Pratiche sostenibili nell’enoturismo», uno dei sette riconoscimenti assegnati dalla Camera di Commercio di Verona.

La proclamazione, avvenuta nella serata di giovedì 8 ottobre nell’ambito della decima edizione del premio, porta sotto i riflettori anche la Bassa Veronese. Accanto ai territori più conosciuti del vino scaligero, trova spazio la Pianura dei Dogi, con la sua identità e la possibilità di farsi conoscere attraverso un’accoglienza capace di unire vino, ambiente e cultura del territorio.

Il cuore del riconoscimento ad Annafrancesca è proprio qui: aver trasformato il vigneto in un’oasi di biodiversità, facendo della tutela ambientale e dell’amore per questa terra gli elementi di un racconto definito, nella motivazione del premio, elegante e sincero. Un risultato che valorizza il modo in cui la cantina interpreta l’esperienza del visitatore: entrare nel vigneto significa incontrare un ambiente da conoscere e rispettare, oltre che avvicinarsi al vino.

Per Legnago è un riconoscimento significativo. Il premio offre infatti una vetrina a un territorio che può affiancare alle proprie tradizioni agricole nuove occasioni di scoperta. La campagna, spesso attraversata senza fermarsi, può diventare una destinazione: un luogo in cui il paesaggio e il lavoro delle aziende acquistano valore anche agli occhi di chi arriva da fuori.

Annafrancesca si è distinta in una terna di finalisti che comprendeva Cantina Le Carezze e Cantina Leonildo Pieropan. Il successo nella categoria dedicata alla sostenibilità la inserisce ora tra le sette realtà chiamate a rappresentare Verona nel confronto internazionale delle Great Wine Capitals.

Il prossimo appuntamento sarà in Nuova Zelanda, a Hawke’s Bay, dal 18 al 22 ottobre, durante la plenaria annuale della rete. Fra i sette vincitori veronesi sarà scelto il Global Best of Wine Tourism, con una selezione analoga per ciascuna delle altre capitali aderenti. Per la cantina legnaghese, dunque, il riconoscimento apre anche una prospettiva internazionale, portando il nome della Pianura dei Dogi in un circuito che mette in relazione alcune delle più importanti destinazioni del vino.

Il quadro dei premi restituisce la varietà dell’offerta veronese. Con Annafrancesca sono stati premiati Monte del Frà per «Arte e cultura», Monteleone21, l’offerta firmata da Masi, per le «Esperienze enogastronomiche», Siridia per le «Esperienze innovative nell’enoturismo», Azienda Agricola Val di Venere per la «Ricettività», Viaggia e Assapora per i «Servizi per l’enoturismo» e Villa del Brolo per «Architettura e paesaggio».

Per Paolo Arena, presidente della Camera di Commercio di Verona, il vino rappresenta una risorsa strategica anche per il turismo. L’obiettivo indicato è coinvolgere nelle esperienze di cantina una parte sempre più significativa dei milioni di visitatori che raggiungono la provincia, attraverso una strategia condivisa e relazioni internazionali più forti. Nel video saluto alla cerimonia, il ministro della Cultura Gianmarco Mazzi ha richiamato il valore di un settore che intreccia paesaggio, cultura, gastronomia e ospitalità.

Verona è l’unica rappresentante italiana delle Great Wine Capitals, rete nata nel 1999 che riunisce undici capitali internazionali del vino. Entrare in questa vetrina significa confrontarsi con realtà di grande richiamo, da Bordeaux a Napa Valley, da Porto a Mendoza.

Il successo di Annafrancesca porta in quel confronto una voce della Bassa Veronese. Una voce che parte dal vigneto e dalla cura dell’ambiente, e che invita a guardare la Pianura dei Dogi con occhi nuovi: una terra capace di accogliere, raccontarsi e trovare nel vino una strada per far conoscere il proprio valore.

 

 

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