Non crescerà il costo dell’acqua potabile per tutti i cittadini della provincia di Verona: tutti i Sindaci, l’autorità di bacino e le società di distribuzione dell’acqua potabile hanno infatti deciso di non scaricare sugli utenti finali gli incrementi previsti per il 2023.
Sebbene gli incrementi del costo dell’energia e delle materie prime incidano per oltre il 20% del totale dei costi correnti sostenuti per erogare il servizio, non saranno applicate maggiorazioni sul costo dell’acqua, che rimane invariato per tutto il 2023.

Il costo medio dell’acqua oggi è di 0,0025 euro al litro. Con 1 centesimo di euro si copre quindi il costo medio di 4 litri di acqua potabile (un processo che inizia con la raccolta dell’acqua in falda, la sua potabilizzazione, il suo arrivo nelle nostre case controllato e sicuro, perché l’acqua è sottoposta ad analisi frequenti e infine il suo smaltimento e depurazione prima di essere restituita all’ambiente).

Dal 1° gennaio 2023 è confermato l’incremento programmato nel 2020, senza ulteriori aggravi. La possibilità di accedere ai finanziamenti a fondo perduto del PNRR è, inoltre, ulteriore fattore che contribuisce al calmieramento dei prezzi dell’acqua.

Dal 2006 al 2021 sono stati investiti su tutto il territorio veronese oltre 465 milioni di euro.
La previsione al 2023 porta questa cifra a superare i 600 milioni di euro. Le principali opere realizzate, oltre alla manutenzione di acquedotti, fognature, depuratori esistenti, sono: nuove reti fognarie, nuove reti acquedotti, rifacimento e potenziamento di depuratori, estensione nei territori non serviti di reti acquedotto e fognature, installazione di centrali di filtrazione sui pozzi degli acquedotti.

Di particolare importanza si citano le principali opere su cui si concentra l’attenzione in questi e nei prossimi anni: il collettore del Garda (120 milioni di euro), il proseguimento dell’acquedotto per la riduzione dell’esposizione alle sostanze Pfas (50 milioni di euro), l’acquedotto nella Bassa veronese (16 milioni di euro) e il piano strategico di adeguamento delle reti fognarie comunali (comprendendo oltre alle reti fognarie per acque reflue urbane rientranti nel perimetro del servizio idrico integrato anche le reti per la raccolta delle sole acque meteoriche).

A queste quattro macro aree su cui si concentrano i più importanti investimenti oggi se ne aggiunge un’altra, non meno importante e determinante per avere una bolletta meno impattante possibile a favore degli utenti: quella dell’efficientamento energetico.

Gli incrementi del costo dell’energia registrati in questi ultimi mesi rendono necessario accelerare il percorso di ottimizzazione energetica del servizio idrico integrato.
Il recupero dell’efficientamento energetico consiste in una serie di operazioni utili a ottimizzare lo sfruttamento delle fonti elettriche.
Gli interventi di efficientamento sono stati da tempo avviati nelle società di gestione, come per esempio la sostituzione di apparecchiature con rendimento superiore e minor fabbisogno di energia.
In futuro è previsto l’utilizzo delle aree scoperte degli impianti di depurazione per l’installazione di pannelli fotovoltaici (Acque Veronesi). Gli interventi di efficientamento si aggiungono a quelli già fatti in passato, come il funzionamento a biogas del depuratore di Verona, l’unico in tutta la provincia, in cui il 50% dei costi del depuratore è coperto dall’energia elettrica prodotta utilizzando il biogas.

 

Quest’anno, a seguito della recente regolazione ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), che ha definito a livello nazionale la disciplina sulle perdite occulte, l’Ato Veronese ha aggiornato la Carta dei Servizi che, come da normativa, ogni due anni è oggetto di revisione.

 

«È una grande soddisfazione poter dire che le tariffe non subiranno variazioni rispetto al piano già approvato nel 2020» – ha spiegato il presidente di Acque Veronesi Roberto Mantovanelli – «Grazie alla solidità finanziaria dei gestori, al lavoro portato avanti con il Consiglio di Bacino e ai Sindaci, che hanno condiviso la rimodulazione di una parte del piano delle opere, siamo riusciti a farci carico dell’aumento delle materie prime e dei costi dell’energia elettrica. Un aiuto concreto per tutti i cittadini dato che Acque Veronesi solo per l’energia elettrica in questo 2022 spenderà 20 milioni di euro in più dell’anno scorso. Un impatto positivo importante hanno avuto anche le iniziative di efficientamento energetico portate avanti negli ultimi anni e i fondi che siamo riusciti ad attingere dal PNRR per la dorsale Belfiore-Verona Est, ben 23 milioni di euro».

Per Angelo Cresco, presidente Azienda Gardesana Servizi: «Abbiamo fatto uno sforzo molto importante per contenere gli aumenti in bolletta. Di fatto, AGS ha deciso di assorbire aziendalmente i costi maggiori, ben conoscendo le difficoltà che famiglie e aziende stanno affrontando in questo momento, a causa del rialzo del prezzo di energia e gas. Le nostre tariffe continueranno, così, a rimanere tra le più basse del Paese. Questa scelta non inciderà sul piano degli investimenti che abbiamo già definito: non sono previsti tagli, anzi, continueremo ad investire per innovare, per rendere ancora più efficiente AGS e per rispondere al problema della dispersione e della perdita di acqua nelle reti.
Proseguono gli interventi nei territori dei Comuni nostri soci, così come il progetto di rifacimenti, per lotti operativi, anche del nuovo Collettore del Garda, una delle opere più importanti a livello nazionale, a difesa dell’ambiente, del territorio e dell’economia».

Bruno Fanton, presidente del Consiglio di Bacino dell’ATO Veronese, sottolinea: «In un periodo oggettivamente problematico per famiglie e imprese, osserviamo con motivata soddisfazione che le aziende veronesi del sistema idrico integrato, Azienda Gardesana Servizi e Acque Veronesi, di concerto con ATO Veronese e i Sindaci della provincia, hanno tenuto sostanzialmente inalterate le tariffe a fronte del rispetto dei propri piani di investimento pluriennali. Un plauso va pertanto ai rispettivi presidenti, Angelo Cresco e Roberto Mantovanelli e a tutti gli attori, sia tecnici che politici, che con pragmatismo e lungimiranza hanno permesso il raggiungimento di questo importante obiettivo».

 

Foto: a sinistra, Bruno Fanton, presidente del Consiglio di Bacino dell’ATO Veronese; a destra,  il presidente di Acque Veronesi Roberto Mantovanelli.

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