Ieri sera al Giardino della Fondazione Fioroni era in programma la serata tributo, per i cento anni dalla nascita, di un genio della musica jazz, di un “bastardo” che mangiava troppo, faceva sesso come un forsennato ma suonava come un dio: Charles Mingus.

Il direttore della Fondazione Fioroni Federico Melotto, il presidente Luigi Tin e la vice Paola Bellinazzo hanno voluto invitare per questo evento Luca Donini, uno dei sax più prestigiosi del panorama jazzistico italiano e non solo, ma mai celebrato abbastanza nella sua città natale, la città di Salieri. Con lui un altro grande interprete musicale, il maestro Mario Marcassa bassista e contrabbassista ad accompagnare la voce meravigliosa di Valentina Fin cantante e maestra di canto . Il tutto raccontato dalla voce recitante di uno straordinario interprete quale è l’attore e regista Mario Palmieri.
Una miscela esplosiva di interpreti per raccontare chi era Charles Mingus, l’uomo che suonava il contrabbasso come un lottatore di catch, lo placcava, lo lavorava ai fianchi. L’uomo che aveva trascorso la vita mordendo l’aria, tempestando di pugni l’infinita schiera di amici-nemici, mangiando troppo, urlando troppo, facendo sesso come un forsennato ma suonando e scrivendo musica come un dio.

E infatti l’esplosione c’è stata. Dovevano essere 70 i posti disponibili nel Giardino del Fioroni per il pubblico e non 170 come invece accaduto, tanto che per le sedie insufficienti si sono dovuti sedere sui muretti, alla meglio.
«Un’altra volta ditecelo che venite in così tanti – ha esclamato al microfono il direttore Melotto – così portiamo le sedie da casa. Questa è davvero una bella sorpresa».

Per tutta la serata oltre alla musica e alla voce degli interpreti si sono sentiti solo gli applausi del pubblico entusiastae protagonista.

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