Il Consiglio di Bacino Veronese, meglio conosciuto come ATO Veronese, l’ente pubblico che ha il compito di governare il Servizio Idrico Integrato su 97 Comuni della Provincia di Verona, ha deciso d’intervenire anche quest’anno in aiuto alle famiglie in difficoltà, contro il caro bollette.

«Il Fondo di solidarietà sociale del Consiglio di Bacino dell’Ato Veronese è uno strumento per aiutare le famiglie in difficoltà economica che non riescono a far fronte al pagamento delle bollette del servizio idrico integrato».
Bruno Fanton, presidente del Consiglio di Bacino dell’Ato Veronese, garante del servizio idrico integrato a Verona e in tutto il territorio scaligero, introduce così il Fondo di solidarietà sociale che, come l’anno scorso, e negli ultimi 14 anni, anche quest’anno l’ente ha attivato a sostegno di chi è in difficoltà.
Un fondo che ammonta a un totale di 274.546 euro, a cui vanno aggiunti 250 mila euro messi a disposizione dalle due società di gestione, andato prima al sostegno delle famiglie in crisi a causa del Covid e, oggi, ad aiuti per il pagamento delle bollette, spesso triplicate per i costi schizzati alle stelle di gas ed energia elettrica. Soprattutto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.

Nel 2020 e fino alla fine dell’emergenza, gli organi istituzionali del Consiglio di Bacino Veronese hanno valutato che, la peculiare situazione socio-economica legata alla pandemia da Co-vid-19 avrebbe comportato, per molte famiglie e cittadini dei comuni dell’Ato Veronese, un’importante riduzione del proprio reddito. Nel maggio 2020 l’assemblea d’ambito ha disposto, al fine poter continuare a beneficiare del Fondo di solidarietà sociale, di destinare l’avanzo di amministrazione non vincolato del Consiglio di Bacino Veronese, pari a 243.065 euro, al rifinanziamento delle risorse del fondo.

Il Fondo dell’Ato è quindi allargato, oltre agli utenti con reddito Isee fino a 10.632 euro, anche a chi ha subito danni economici legati alla pandemia (fino a 40.000 euro) che non riescono a far fronte al pagamento delle bollette del servizio idrico (l’amministrazione locale darà poi al cittadino tutte le informazioni necessarie per poter accedere al fondo).

Come fare domanda e a chi?
«La domanda va fatta al proprio al Comune di residenza. Il cittadino deve semplicemente rivolgersi ai servizi sociali del suo paese – spiega Fanton -. È infatti, il Comune a farsi carico delle bollette del servizio idrico che l’utente non riesce a pagare. Successivamente l’Ato rimborserà l’amministrazione comunale utilizzando il Fondo di solidarietà sociale».

Precedentemente riservato solo a cittadini con reddito Isee fino a 10.632 euro, nel 2020, gli organi istituzionali del Consiglio di Bacino Veronese hanno valutato che la peculiare situazione socio-economica legata alla pandemia da Covid-19 avrebbe comportato per molte famiglie e cittadini del Veronese un’importante riduzione del proprio reddito.

«Tutti cerchiamo di dare una mano a chi è in difficoltà – conclude Fanton -. Per questo facciamo ancora appello ai Comuni e ai servizi sociali: abbiamo ancora disponibilità fondi, se c’è chi deve essere aiutato noi ci siamo».

Il fondo di solidarietà sociale ha anticipato il bonus sociale idrico nazionale, facendo così di Verona un esempio virtuoso di solidarietà: il Fondo è nato nel 2008. È alimentato tramite lo stanziamento di risorse del bilancio del Consiglio di Bacino, debitamente destinate attraverso deliberazioni di Assemblea dei Sindaci; ciò ha consentito, nel corso degli anni, di continuare a pubblicare i bandi per il rimborso ai Comuni dell’Ato Veronese delle somme a sostegno del pagamento delle bollette dell’acqua per i cittadini in difficoltà economica.

Chi può accedere al sostegno?
Il bando per l’accesso al fondo di solidarietà sociale Ato ha stabilito le seguenti condizioni di accessibilità: con riferimento ai consumi del 2021, come negli anni precedenti,
i rimborsi riguardano le bollette del servizio idrico integrato agli utenti con reddito Isee fino a 10.632 euro; con riferi- mento ai consumi del 2020 e 2021, i rimborsi riguardano gli utenti con reddito Isee fino a 10.632 euro, senza ulteriori condizioni di accessibilità; gli utenti con reddito Isee da 10.632 a 40.000 euro che non riescono a far fronte al pagamento delle bollette del servizio idrico a causa di una sopravvenuta perdita della capacità reddituale.

«Il Consiglio di Bacino dell’Ato Veronese, comunque, valuterà anche altri casi particolari che i Comuni riterranno di sottoporre alla nostra attenzione», conclude Fanton.
[da Primo Giornale]

Foto: a sinistra, la sede di Ato Veronese; a destra dall’alto, il presidente Bruno Fanton e Luciano Franchini direttore dell’ente di bacino.

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