Il Consorzio celebra il centenario tra vino, arte e musica. Ma guarda già al futuro: enoturismo, formazione e nuovi mercati per dare più valore a Bardolino e Chiaretto.

Cent’anni di storia e una sfida che parte dalle rive del Garda per arrivare sulle tavole del mondo: fare in modo che chi scopre Bardolino e Chiaretto durante una vacanza continui a sceglierli anche una volta tornato a casa. È questa una delle direttrici su cui punta il Consorzio Vini Bardolino, che dal 9 all’11 ottobre celebra il proprio centenario con degustazioni, incontri e contaminazioni artistiche.

Una festa che diventa anche occasione per interrogarsi sul futuro. Perché il richiamo del lago offre una vetrina straordinaria, ma trasformarlo in un rapporto duraturo con il consumatore richiede accoglienza, identità e una proposta capace di farsi ricordare.

Il Consorzio, attivo dal 1926, rappresenta oggi un vigneto di 2.400 ettari e 817 soci, di cui 600 viticoltori. I dati diffusi in occasione del centenario indicano una produzione Dop equivalente a oltre 18 milioni di bottiglie: 9,5 milioni di Bardolino e circa 8,8 milioni di Chiaretto. Per l’annata 2026, la previsione comunicata è di circa 20 milioni di bottiglie, sostanzialmente ripartite tra i due vini.

Il Bardolino mantiene la testa per numero di bottiglie, ma il Chiaretto accorcia le distanze. Il rosato gardesano, indicato dal Consorzio come il primo italiano, ha registrato lo scorso anno una crescita del 3% e mostra una particolare capacità di trovare spazio anche sui mercati esteri.

È un segnale che racconta l’evoluzione della denominazione: accanto alla tradizione del rosso, espressione della Corvina Veronese, si rafforza il ruolo del Chiaretto, al quale sono dedicati circa mille ettari di vigneto.

L’export vale il 60% del giro d’affari. Germania, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, Scandinavia, Stati Uniti, Canada e Giappone sono le principali destinazioni. Mercati che coincidono in buona parte con i Paesi di provenienza dei visitatori del Garda: un legame sul quale il Consorzio intende lavorare con maggiore continuità.

«Notiamo infatti come – oltre ai consumi in loco generati dalle 15 milioni di presenze turistiche annue – la fidelizzazione dei nostri ospiti permanga una volta tornati a casa», osserva il presidente Fabio Dei Micheli.

La prospettiva è concreta: una degustazione in cantina, un incontro con il produttore o un calice assaggiato durante il soggiorno possono diventare il primo passo di una scelta che si rinnova all’estero.

«Dobbiamo lavorare su questo aspetto, a partire dalla formazione, dalla strutturazione di un’offerta enoturistica a rete lungo l’area lacustre e da una promozione dei nostri prodotti», sottolinea Dei Micheli.

Dal 15 ottobre partirà un percorso formativo aperto a tutti i soci. Al centro ci saranno il racconto della denominazione, la costruzione dell’offerta, l’accoglienza, la vendita diretta, il digitale e la collaborazione tra le realtà del territorio.

L’obiettivo è rendere l’esperienza del vino più riconoscibile e coerente, mettendo in relazione le singole aziende. Anche il programma di promozione 2027 seguirà questa strada, affiancando formazione, dialogo con le istituzioni locali, crescita qualitativa e partecipazione alle principali fiere di settore.

Sul fronte internazionale, dopo l’attenzione riservata alla Repubblica Ceca, il Consorzio guarda alla Polonia, con tasting e degustazioni già in programma a Varsavia.

A dare forma festosa a questa voglia di futuro è il programma del centenario, iniziato venerdì 9 ottobre con masterclass e incontri tra produttori e stampa specializzata italiana e internazionale.

Sabato 10 ottobre, alle 11 al Centro Congressi Garda, il talk «Voltiamoci avanti – Vino: pensare Top e progettare Pop» mette al centro la creazione del valore. All’analisi dei consumi affidata a Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio Uiv, e all’intervento di Dei Micheli si affianca il confronto tra Andrea Amadei, Renato Bosco, Marco Lodola, Andrea Pernigo, Diego Rossi e Margherita Tovo. Esperienze diverse, unite dalla capacità di trasformare prodotti e linguaggi popolari in identità riconoscibili.

Il parco di Villa Carrara Bottagisio ospita invece il Bardolino Pop Garden, aperto al pubblico sabato dalle 17 alle 23.30 e domenica 11 ottobre dalle 11 alle 23.30. Inserito nel palinsesto di ArtVerona, l’evento unisce i vini della denominazione agli abbinamenti della Cruncheria di Renato Bosco, alle opere luminose di Marco Lodola, ai dj set e alla musica dal vivo.

Un modo per raccontare il vino anche fuori dai suoi contesti abituali e avvicinare pubblici diversi. A cent’anni dalla nascita, il Consorzio affida così il prossimo capitolo a una sfida precisa: portare il ricordo del Garda oltre la vacanza e trasformarlo in una scelta che dura nel tempo.

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