Dal 12 ottobre al 2 maggio 2027 vietato fermare i passanti senza il loro preventivo consenso. Multe fino a 500 euro e confisca di materiale e denaro raccolto. Una misura che porta al centro il rapporto tra solidarietà e rispetto dello spazio pubblico.
VERONA — «Scusi, ha un minuto?». È una domanda che molti conoscono: arriva mentre si attraversa una piazza, si passeggia in centro o si corre a un appuntamento. Dietro può esserci una causa da sostenere, un progetto umanitario da finanziare o una petizione da sottoscrivere. Ma quel minuto, quando la richiesta si fa insistente, può diventare motivo di disagio.
Su questo confine interviene il Comune di Verona. Il sindaco Damiano Tommasi ha firmato un’ordinanza che, dal 12 ottobre 2026 al 2 maggio 2027, vieta la raccolta itinerante di fondi e firme nell’intero territorio comunale. Il provvedimento riguarda chi ferma direttamente le persone per chiedere denaro o adesioni senza il loro preventivo consenso.
Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, l’obiettivo è tutelare cittadini, turisti e spazi pubblici dai comportamenti insistenti e molesti nei luoghi più frequentati. Per chi viola il divieto sono previste sanzioni da 25 a 500 euro, oltre alla confisca del materiale utilizzato e delle somme raccolte. Il provvedimento è stato comunicato alla Prefettura e alle autorità di pubblica sicurezza per i controlli.
La questione tocca un metodo conosciuto nel mondo della raccolta fondi come «face to face», cioè il contatto diretto con il potenziale sostenitore. Il suo punto di forza è il rapporto personale: spiegare un progetto, rispondere alle domande, provare a trasformare un incontro casuale in un impegno solidale. Quando la campagna riguarda una petizione, lo stesso incontro serve invece a cercare adesioni e dare visibilità a una causa.
È un’attività che può offrire alle associazioni occasioni preziose per farsi conoscere. Il passante, però, deve poter scegliere liberamente se ascoltare, fermarsi o proseguire. E proprio qui nasce il problema: una proposta può essere accolta con interesse, ma può anche risultare invadente, soprattutto quando il primo rifiuto non basta a chiudere la conversazione.
La portata del provvedimento va quindi descritta con precisione: il divieto annunciato riguarda la modalità itinerante e l’intercettazione dei passanti senza preventivo consenso.
La risposta dell’amministrazione è una restrizione temporanea estesa a tutta Verona. Per le campagne che si affidano al contatto per strada, questo comporterà la necessità di rivedere le proprie modalità operative nel periodo indicato.
La solidarietà ha bisogno di partecipazione e fiducia. E la fiducia si costruisce anche accettando un «no»: perché una firma o una donazione acquistano valore quando nascono da una scelta consapevole, senza pressioni.
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