Giordano Bruno Guerri ambasciatore del progetto che riunisce tre regioni, 37 Comuni e oltre 160 realtà. Venerdì 18 settembre la firma del «Patto per il Lago di Garda», poi il dossier sarà depositato al Ministero della Cultura
BARDOLINO – Non più soltanto una delle destinazioni turistiche più conosciute d’Europa, ma un grande laboratorio culturale capace di superare confini comunali e regionali. Bardolino lancia una sfida di risonanza nazionale e si candida, insieme all’intero Lago di Garda, a diventare Capitale Italiana della Cultura 2029.
Un progetto ambizioso che prova a fare ciò che per molti anni è apparso difficile: riunire le tre sponde del lago, appartenenti a Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige, attorno a una sola identità e a una visione condivisa.
Ad accompagnare il percorso sarà una personalità di primo piano del panorama culturale italiano: Giordano Bruno Guerri, storico, saggista, presidente del Vittoriale degli Italiani e direttore generale di GardaMusei, scelto come ambasciatore della candidatura.
Il progetto è stato presentato nella Sala Matrimoni del Comune di Bardolino. Al termine dell’incontro, la bandiera di «Bardolino – Lago di Garda Capitale Italiana della Cultura 2029» è stata issata sullo storico veliero in legno San Nicolò. Da qui è partita una breve navigazione simbolica: la prima tappa di un viaggio che punta ora al traguardo nazionale.
Il dossier ufficiale sarà depositato il 23 settembre al Ministero della Cultura.
UNA CANDIDATURA CHE SUPERA I CONFINI
Bardolino sarà l’ente capofila di una candidatura costruita insieme alla Comunità del Garda, al Consorzio Garda Unico e a Destination Verona & Garda Foundation. La direzione del progetto è stata affidata all’architetto Daniela Cavallo.
La forza dell’iniziativa sta soprattutto nei numeri e nell’ampiezza del fronte che si è costituito: hanno già aderito formalmente oltre 160 soggetti, tra i quali 37 Comuni gardesani e delle aree limitrofe.
Ci sono tutti i 24 Comuni rivieraschi delle tre sponde, distribuiti in tre regioni, oltre alla Regione Veneto, alle Province di Verona e Mantova e alla Provincia autonoma di Trento. Alla candidatura partecipano inoltre 56 tra istituzioni, fondazioni, università, consorzi e imprese e più di 70 associazioni.
Un’alleanza destinata ad ampliarsi e che vuole presentare il Garda non come una somma di località concorrenti, ma come un unico sistema culturale, ambientale ed economico.
Al centro del racconto ci sarà l’acqua: elemento naturale, storico e identitario che unisce territori differenti e diventa il simbolo di una comunità più grande dei propri confini amministrativi.
BERTASI: «UN’EREDITÀ CHE DOVRÀ ANDARE OLTRE IL 2029»
«Questa candidatura nasce dalla volontà di riunire l’intero lago attorno a una progettualità culturale condivisa, capace di valorizzare ciò che unisce le nostre comunità e di trasformare la cultura in uno strumento di sviluppo duraturo», ha dichiarato il sindaco di Bardolino Daniele Bertasi.
L’obiettivo non si limita quindi alla conquista del titolo. Il progetto punta a rafforzare l’identità gardesana, costruire nuove opportunità e lasciare risultati concreti anche dopo il 2029.
«La forza di questa sfida sta nella capacità di fare rete e di coinvolgere tutte le sponde del lago – ha aggiunto Bertasi –. Sono felice che ad accompagnarci sia Giordano Bruno Guerri, figura di riferimento del panorama culturale nazionale e capace di rappresentare al meglio l’identità culturale del Garda».
GUERRI: «UN PASSAGGIO DI GRANDE IMPORTANZA»
Giordano Bruno Guerri ha accolto con convinzione il ruolo di ambasciatore.
«Questo percorso mi rende particolarmente felice perché esprime un’unione di intenti e una volontà di collaborazione che promuovo da molti anni, a partire dall’esperienza del Vittoriale degli Italiani e dalla nascita di GardaMusei», ha spiegato.
Per Guerri, la capacità delle tre sponde di presentarsi insieme rappresenta «un passaggio di grande importanza» e l’apertura di una nuova prospettiva.
«È una proposta che sostengo con convinzione e che mi emoziona, perché testimonia la capacità del Garda di riconoscersi in una visione comune e di continuare a costruire, insieme, il proprio futuro culturale».
GELMINI: «IL GARDA È UNO»
La senatrice Mariastella Gelmini, presidente della Comunità del Garda, ha sottolineato il valore sovracomunale dell’iniziativa.
«La candidatura ha la forza di andare oltre i confini di una singola città per diventare il progetto di un intero territorio. Il Garda è uno e deve imparare sempre più a pensarsi e a raccontarsi come un unico sistema».
Una prospettiva condivisa anche dalla presidente di Garda Unico, Stefania Lorenzoni, che individua nella qualità l’obiettivo centrale per il futuro del lago: qualità della vita per i residenti, maggiore vivibilità della riviera e dell’entroterra, migliore esperienza per i visitatori e tutela più attenta di un territorio unico.
Per Paolo Artelio, presidente di Destination Verona & Garda Foundation, la candidatura può inoltre offrire nuove motivazioni di viaggio, far conoscere i luoghi meno noti, intercettare pubblici differenti e favorire una stagione turistica più lunga, meno concentrata nei mesi tradizionalmente più affollati.
CAVALLO: «IL LAGO NON PUÒ ESSERE SOLTANTO UNO SFONDO»
La direttrice del progetto, Daniela Cavallo, ha riassunto il cambio di prospettiva sul quale si fonda la candidatura.
«Il Lago di Garda non può più essere considerato soltanto uno sfondo, una destinazione o un patrimonio da contemplare, ma ha tutto per diventare un luogo capace di generare cultura, relazioni e futuro».
Un primo risultato, secondo Cavallo, è già stato raggiunto: mettere in collegamento istituzioni, associazioni e operatori culturali ed economici, facendo maturare la consapevolezza che il Garda possa riconoscersi come un’unica e più ampia comunità culturale.
VENERDÌ LA FIRMA DEL «PATTO PER IL LAGO DI GARDA»
Il prossimo passaggio si terrà venerdì 18 settembre alle ore 18, nel Parco di Villa Carrara Bottagisio a Bardolino, con l’appuntamento intitolato «Tre sponde, un’unica identità culturale. Un lago cuore del mondo».
I rappresentanti istituzionali delle tre sponde sottoscriveranno il «Patto per il Lago di Garda», assumendo l’impegno formale a promuovere il lago come un patrimonio culturale unitario.
La serata si concluderà con un brindisi augurale affidato ai vini del territorio. Pochi giorni dopo, il 23 settembre, il dossier raggiungerà il Ministero della Cultura.
La sfida sarà complessa e la concorrenza nazionale certamente agguerrita. Ma il primo risultato politico e culturale è già evidente: per una volta il Garda prova a non dividersi tra province, regioni e interessi locali. E sceglie di presentarsi all’Italia con una sola voce.

Foto: la bandiera di «Bardolino – Lago di Garda Capitale Italiana della Cultura 2029» è stata issata sullo storico veliero in legno San Nicolò
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