La Lega prende le distanze dal progetto della famiglia Giarola proprio alla vigilia del Salieri Circus Award. Una sortita giudicata da alcuni osservatori gratuita e fuori tempo, ma che apre un vero confronto sull’identità culturale della città.
A Legnago non si litiga soltanto sui bilanci, sulle opere pubbliche o sulle alleanze politiche. Ora a dividere la maggioranza sono perfino i sogni. Da una parte quello coltivato dalla famiglia Giarola: trasformare la città di Antonio Salieri nella capitale italiana del circo d’arte. Dall’altra la visione della Lega, che invita a guardare altrove, verso la storia millenaria della città, le fortificazioni, i musei e, naturalmente, lo stesso Salieri.
Due idee che, almeno sulla carta, potrebbero persino convivere. Invece sono finite l’una contro l’altra, con una tempistica che non è passata inosservata: la durissima presa di posizione del Carroccio è arrivata il 22 settembre, ad appena due giorni dal debutto della sesta edizione dell’International Salieri Circus Award, in programma dal 24 al 28 settembre al Teatro Salieri.
A firmare politicamente l’affondo è Roberto Danieli, presidente del Consiglio comunale e figura di riferimento della Lega legnaghese. Il comunicato diffuso dal gruppo consiliare e dal direttivo locale non lascia spazio a interpretazioni:
«Non è nelle nostre intenzioni seguire il “sogno” della famiglia Giarola».
Una frase destinata a fare rumore, non soltanto per il contenuto, ma soprattutto perché pronunciata dall’interno della coalizione che governa Legnago. Fratelli d’Italia, Forza Italia e la stessa Lega, con l’amministrazione Lorenzetti, hanno infatti sostenuto negli anni il percorso del Salieri Circus Award, manifestazione diretta da Luciano Giarola e affidata artisticamente ad Antonio Giarola. Nella Giunta siede inoltre l’assessore alla Cultura Gianluca Cavedo, presidente della Commissione consultiva per i circhi e lo spettacolo viaggiante del Ministero della Cultura.
Più che una semplice precisazione, dunque, quella della Lega di oggi appare come uno strappo politico e culturale dentro la maggioranza.
La frase che ha acceso la miccia
A provocare la reazione di Danieli sono state le parole pronunciate da Antonio Giarola durante la presentazione de «La Grande Sfida», evento dedicato all’inclusione e alla disabilità.
Giarola aveva ricordato l’attenzione riservata dal Salieri Circus alle persone sorde e ipovedenti e la partecipazione di artisti con disabilità, tra cui Silke Pan, rimasta paraplegica dopo un incidente e successivamente protagonista nei principali circhi internazionali. Nell’edizione 2026 saranno inoltre in gara due artisti filippini con un numero aereo realizzato utilizzando una carrozzina in titanio.
Da qui la dichiarazione che ha acceso lo scontro:
«Il nostro sogno è che Legnago diventi la capitale del circo d’arte a livello nazionale e, quindi, tutto quello che potremo fare per la città come circo d’arte, lo facciamo volentieri».
Una frase formulata come aspirazione degli organizzatori, non come programma ufficiale dell’amministrazione. Ma la Lega ha voluto ugualmente mettere agli atti la propria distanza.
Danieli: «Non perdiamo il senso della misura»
Il Carroccio propone per Legnago un’altra strada. Nel comunicato richiama i ritrovamenti archeologici preistorici e romani, la rocca quattrocentesca descritta da Marin Sanudo, la fortezza cinquecentesca progettata da Michele Sanmicheli e il sistema difensivo austriaco del Quadrilatero.
«Vogliamo che Legnago punti a difendere e a valorizzare la propria storia millenaria», sostiene la Lega, indicando tra le priorità anche i due musei cittadini e la figura di Antonio Salieri.
Fin qui, una legittima proposta politica. È la conclusione a rendere molto più tagliente il messaggio:
«Pur capendo le differenti sensibilità e orizzonti imprenditoriali, invitiamo tutti a non perdere il senso della misura e a pensare di più al bene dei legnaghesi».
Parole che sembrano andare ben oltre il dibattito sull’identità culturale della città. Il riferimento agli «orizzonti imprenditoriali» attribuisce infatti alla manifestazione una dimensione di interesse privato e trasforma una divergenza di vedute in una vera censura politica.
Un attacco fuori tempo?
La Lega ha certamente il diritto di chiarire che il progetto di fare di Legnago una capitale nazionale del circo non rappresenta la posizione dell’intera maggioranza. Resta però il dubbio sulla necessità e sull’opportunità di aprire il caso proprio alla vigilia di uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario artistico e culturale cittadino.
Per alcuni osservatori la sortita di Danieli è apparsa fuori luogo, gratuita e poco comprensibile nei tempi. Il rischio è che la polemica politica finisca per oscurare il debutto di una manifestazione capace di portare al Teatro Salieri oltre cinquanta artisti provenienti da 25 Paesi, con sette spettacoli e ospiti internazionali come Eugene Chaplin e Liana Orfei.
C’è poi una domanda inevitabile: perché la valorizzazione della storia di Legnago dovrebbe essere considerata alternativa al circo d’arte? La città può riscoprire la rocca, il Quadrilatero, i musei e il proprio passato senza rinunciare a una manifestazione contemporanea che porta il nome di Salieri oltre i confini locali. Le identità culturali più solide non vivono di esclusioni, ma della capacità di tenere insieme memoria, creatività e futuro.
Il vero problema, dunque, potrebbe non essere il sogno di Giarola, ma la decisione di trasformarlo in un terreno di scontro interno alla maggioranza.
A due giorni dall’alzata di sipario, il Salieri Circus Award conquista così una ribalta inattesa. Prima ancora che entrino in scena acrobati, giocolieri e artisti, il numero più spericolato è già cominciato fuori dal teatro: quello di una coalizione che tenta di restare in equilibrio mentre discute su quale sogno Legnago abbia il diritto di inseguire.
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