Oltre 30 stand, vino, musica, tradizioni e spettacoli fino a lunedì 5 ottobre. Bertasi: «Racconta chi siamo e da dove veniamo». Domenica il grande giorno della tradizione con pigiatura dell’uva, premiazioni e fuochi piromusicali
BARDOLINO – Ci sono il vino e le cantine, il lungolago vestito a festa, la musica, i profumi delle cucine, gli spettacoli e migliaia di visitatori. Ma dietro la 95ª Festa dell’Uva e del Vino di Bardolino c’è soprattutto un piccolo esercito di circa mille volontari.
Saranno loro, per cinque giorni, a cucinare, servire ai tavoli, versare il Bardolino nei bicchieri, gestire gli stand e accogliere il pubblico dal mattino fino a tarda sera. Una macchina organizzativa enorme che rappresenta forse meglio di qualsiasi altra cosa lo spirito di una manifestazione arrivata a un passo dal secolo di storia.
La Festa ha preso ufficialmente il via con il tradizionale taglio del nastro sul lungolago Lenotti, davanti a Villa Terzi, e proseguirà fino a lunedì 5 ottobre, trasformando Bardolino in una grande vetrina del vino, delle tradizioni e dell’identità gardesana.t
Promossa dalla Fondazione Bardolino Top e dal Comune, insieme alle associazioni del territorio, alle cantine e ai numerosi partner, la manifestazione propone oltre 30 stand enogastronomici e un calendario che coinvolge lungolago, centro storico, piazze e parchi.
BERTASI: «LA FESTA RACCONTA CHI SIAMO»
Per il sindaco Daniele Bertasi, però, questa non è semplicemente una grande manifestazione turistica.
«La Festa dell’Uva è uno dei capisaldi culturali e identitari del nostro territorio. Racconta chi siamo, da dove veniamo e la voglia di fare squadra che unisce cantine, associazioni e volontari».
Parole che acquistano un significato particolare nell’anno in cui Bardolino ha deciso di guardare ancora più lontano, presentando la propria candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029.
«Da novantacinque edizioni – prosegue Bertasi – custodisce la memoria di una comunità e il valore del lavoro che ha modellato il nostro paesaggio. Con la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029, Bardolino guarda al futuro con ambizione, ma sa che ogni progetto di crescita deve partire dalle proprie radici».
Radici che, sul Garda, significano inevitabilmente anche vigneti e vino.
«La cultura di un luogo è fatta anche di questo: di vigne, di mani che lavorano la terra, di riti collettivi che si tramandano di generazione in generazione. Questa festa ne è la prova più viva».
I MESSAGGI DELLE ISTITUZIONI
Alla giornata inaugurale sono arrivati anche i messaggi delle istituzioni.
Il ministro Gianmarco Mazzi ha ricordato il peso assunto dal turismo del vino nell’economia italiana: «Festeggiare il vino significa raccontare la terra, l’identità e la tradizione di una comunità operosa. In Italia l’enoturismo vale più di 3 miliardi di euro ed è una leva strategica, perché unisce paesaggio, cultura, gastronomia e ospitalità, generando valore e opportunità per i territori».
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha sottolineato il valore di una manifestazione arrivata alla 95ª edizione e capace di celebrare «una DOP del nostro territorio», definendola anche «un’importante occasione di incontro e condivisione, all’insegna delle nostre tradizioni e delle nostre radici culturali».
Il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia ha invece posto l’accento sul lavoro organizzativo, riconoscendo «la continuità e la passione con cui il Comune di Bardolino e la Fondazione Bardolino Top valorizzano le eccellenze enogastronomiche, le tradizioni agricole e l’accoglienza del nostro territorio».
MILLE VOLONTARI, IL VERO MOTORE DELLA FESTA
Ed è proprio dietro le quinte che si comprende quanto sia complesso mettere in piedi cinque giorni di Festa dell’Uva.
L’assessore alle Manifestazioni e delegato alla Fondazione Bardolino Top Mirco Fraccarolli, il presidente della Fondazione Enrico Montresor e il consigliere comunale delegato alle Manifestazioni e al Turismo Marco Bertoldi ricordano che la preparazione comincia molti mesi prima.
«Dietro questi cinque giorni ci sono mesi di lavoro e circa mille volontari, che sono la vera forza della festa».
Il programma quest’anno è stato ulteriormente ampliato: «Abbiamo costruito un programma diffuso, che porta gli appuntamenti dal lungolago al centro storico, dai parchi alle piazze, e quest’anno lo abbiamo allungato anche al pomeriggio, con concerti e animazione prima degli spettacoli serali».
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla sicurezza, alla mobilità e alla sostenibilità, con parcheggi dedicati, navette, collegamenti serali gratuiti e il nuovo bus verso l’Alto Garda.
Tra le novità anche la sostituzione delle tradizionali bottigliette d’acqua monouso con i brick d’acqua.
«Novantacinque edizioni sono un patrimonio – sottolineano gli organizzatori – e il modo migliore per custodirlo è continuare a rinnovarlo».
Il taglio del nastro è stato affidato, secondo tradizione, al presidente di una delle associazioni che collaborano alla manifestazione. Quest’anno l’onore è toccato alla Canottieri Bardolino, rappresentata dal presidente Stefano Lonardi.
DALLE VIGNE AL VIDEOMAPPING
La Festa dell’Uva non vive soltanto negli stand.
Con “Tra vigne e uliveti” si può andare alla scoperta dell’entroterra bardolinese attraverso una camminata guidata con degustazione, in programma venerdì e sabato mattina su prenotazione.
Nelle serate di venerdì e domenica, invece, Villa Terzi diventa una grande tela luminosa grazie a “Vino & Arte”, il videomapping di Ben Peretti che proietta sulla facciata storie legate alle vigne e al territorio.
In Sala Preonda è inoltre esposto il nuovo abito celebrativo della Festa, cucito e ricamato a mano dalle socie dell’associazione storica Ucia e Pesseta.
DOMENICA LA GRANDE GIORNATA DELLA TRADIZIONE
Il momento più legato alle radici popolari sarà domenica 4 ottobre.
In programma gli sbandieratori, la sfilata con figuranti e gruppi storici e, alle 12.30, uno dei momenti più attesi: la tradizionale pigiatura dell’uva “Come se fasèa el vin”, capace ogni anno di riportare il pubblico ai gesti e alle atmosfere della vendemmia di una volta.
Alle 18 arriveranno le premiazioni del 16° concorso enologico, al quale partecipano 32 etichette di 23 cantine, insieme all’investitura dei nuovi confratelli della Confraternita del Vino Bardolino.
E alle 22 il cielo sopra il Garda si accenderà con lo spettacolo piromusicale, uno degli appuntamenti più suggestivi e affollati dell’intera manifestazione.
Spazio anche alle famiglie, con gli spettacoli al Parco Bassani e, domenica pomeriggio, la 44ª Corsa dei Pollicini.
IL GRAN FINALE
La festa continuerà fino a lunedì. Prima dell’appuntamento dance che chiuderà la 95ª edizione, alle 19 la Sala della Disciplina ospiterà il “Concerto Divino”, aperitivo lirico con gli allievi dell’Accademia Katia Ricciarelli.
Sul fronte della mobilità, gli organizzatori invitano il pubblico a utilizzare i parcheggi indicati, le navette e il collegamento serale gratuito ATV.
Novità di quest’anno anche il servizio di rientro verso l’Alto Garda organizzato da Destination Verona & Garda Foundation nelle serate di giovedì, venerdì e sabato, con partenze da Piazzale Aldo Moro alle 22.30 e alle 00.30 e arrivo a Malcesine passando per Torri del Benaco e Brenzone.
L’ingresso alla Festa dell’Uva è libero.
Novantacinque anni dopo la prima edizione, Bardolino continua così a brindare alla propria storia. Ma dietro i calici e le luci della festa resta soprattutto l’immagine di mille volontari al lavoro: uomini e donne che per cinque giorni mettono tempo, passione e fatica a disposizione del paese.
Perché una festa può richiamare migliaia di persone. Ma per diventare una tradizione deve essere prima di tutto una festa della sua comunità.
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