Il Teatro degli Orti/Modus apre la stagione 2026/27 nel segno del decennale. Quattro nuove produzioni, il ritorno di «Tu Donna», arte, musica e nuovi percorsi. E il direttore artistico rilancia la sfida al pubblico: «Noi abbiamo fatto 10… voi potrete metterci la lode».
VERONA – Loro, il dieci, se lo sono già preso. Al pubblico lasciano la possibilità di aggiungere la lode. Con lo slogan ironico «Noi abbiamo fatto 10… voi potrete metterci la lode», il Teatro degli Orti/Modus di piazza Orti di Spagna, nel cuore di San Zeno, apre la sua decima stagione culturale e festeggia un traguardo che racconta anche la crescita di una realtà teatrale indipendente ormai stabilmente inserita nella vita culturale veronese.
Il cartellone 2026/27 mette insieme oltre cento serate, tra spettacoli di prosa, produzioni interne, compagnie ospiti, incontri dedicati all’arte, narrazione, musica ed eventi fuori cartellone.
Un programma particolarmente fitto che conferma la filosofia costruita negli anni dal direttore artistico Andrea Castelletti: fare del teatro non soltanto il luogo nel quale si assiste a uno spettacolo, ma uno spazio da frequentare e nel quale incontrarsi.
Una dimensione che sembra aver trovato il proprio pubblico. Già nella precedente stagione Castelletti parlava di oltre 120 serate annuali e di una presenza complessiva tra gli 8 e i 10 mila spettatori, numeri significativi per una sala indipendente.
Quattro nuovi spettacoli “fatti in casa”
Il cuore della decima stagione sarà rappresentato anche da quattro nuove produzioni di casa Modus.
Ad aprire le novità, in novembre, sarà Teatro Impiria con Comics, commedia dalle tinte poliziesche nella quale realtà, immaginazione e linguaggio del fumetto finiscono per mescolarsi.
Il debutto assume un significato particolare perché arriva nell’anno in cui Teatro Impiria celebra vent’anni di attività: la compagnia nasce infatti nel 2006. La nuova produzione, indicata anche come Comics. Assassinio in casa Wilson, è una commedia giallo-noir dal taglio fumettistico, diretta da Nicolò Gazzaniga.
Dicembre porterà invece sul palco Laura Murari con Anna. La Magnani, spettacolo che chiude idealmente la trilogia dedicata dall’attrice alle grandi figure femminili dopo Frida Kahlo e Maria Callas. Al centro questa volta c’è Anna Magnani, una delle interpreti simbolo del cinema italiano: una donna e un’artista capace di imporre personalità, talento e indipendenza in un mondo nel quale per le donne conquistare spazio era tutt’altro che scontato.
A gennaio tornerà invece, completamente riallestito, Sognavamo di vivere nell’assoluto, spettacolo prodotto originariamente nel 2009 da Teatro Impiria in occasione del centenario del Manifesto futurista e ora recuperato da Modus Produzioni.
Infine, ad aprile, una prima assoluta anche nella coppia artistica: Andrea Castelletti e Laura Murari insieme sul palco per Buongiorno tesoro!, commedia a due costruita attraverso un dialogo brillante fra umorismo, vita quotidiana e quelle piccole verità nelle quali è facile riconoscersi.
Da Pirandello ad Hannah Arendt
La stagione non dimentica le produzioni che hanno già incontrato il favore degli spettatori.
Ad aprire il calendario sarà Sogno ma forse no, gioco teatrale costruito attorno a Pirandello. Tornerà anche Rainer, l’indicibile, dedicato a Rainer Maria Rilke e proposto nella stagione che conclude le celebrazioni per il centenario della morte del poeta.
Lo spettacolo attraversa il rapporto epistolare fra Rilke e Lou Andreas-Salomé attraverso l’interpretazione di Michele Matrella, con Laura Murari in voce fuori campo.
A febbraio sarà nuovamente protagonista Hannah Arendt, riportando sulla scena il pensiero di una delle intellettuali più influenti del Novecento e la sua riflessione sulla responsabilità individuale e sulla capacità di giudizio.
Torneranno inoltre alcuni titoli ormai entrati nel repertorio di Modus: Frida, Sogno di un uomo ridicolo, Maria la Callas, Teatrottanta, Giulia, Ah! e Il sabato del villaggio.
Accanto alle produzioni veronesi arriveranno compagnie e artisti professionisti indipendenti provenienti da varie parti d’Italia, compresi alcuni spettacoli selezionati attraverso i Fringe Festival di Milano e Torino, dei quali Modus è partner.
“Tu Donna” arriva alla decima edizione
Dieci anni anche per Tu Donna, uno dei percorsi che maggiormente hanno caratterizzato l’identità culturale del teatro.
La rassegna, realizzata con il sostegno e la collaborazione dell’Assessorato alle Parità di Genere del Comune di Verona, continuerà a utilizzare il linguaggio teatrale per affrontare la condizione femminile, gli stereotipi, le discriminazioni e la violenza di genere.
Un percorso che nella precedente edizione aveva già riunito spettacoli dedicati a grandi figure femminili e appuntamenti legati alle ricorrenze del 25 novembre e dell’8 marzo.
Arte, follia e una Verona da raccontare sorridendo
Ma il Teatro degli Orti non sarà soltanto prosa.
Arriva alla terza edizione “La Cattedra dei Folli”, con nuovi spettacoli e due riprese di successi di Marco Campedelli, tra affabulazioni, “lectioni” e incursioni teatrali.
Quinta edizione invece per Visionari, il ciclo di incontri condotto dalla storica e critica d’arte Roberta Tosi, affiancata da attori e musicisti. La formula porta lo spettatore dentro la vita e l’opera di artisti capaci di cambiare il corso della storia dell’arte. Nelle precedenti edizioni, per esempio, il percorso aveva affrontato figure come Tamara de Lempicka.
E poi c’è una Verona che decide di guardarsi allo specchio, possibilmente senza prendersi troppo sul serio.
Tra le proposte spicca infatti Via dei Matti 37100, percorso nel quale Andrea Castelletti legge racconti di Renzo Segala, accompagnato dalla musica, facendo emergere vizi, virtù, contraddizioni e piccole manie della città.
Il progetto prende spunto dall’omonimo libro di Segala, pubblicato nel 2021: tredici racconti che osservano Verona con uno sguardo ironico e satirico, ben lontano dalla sola immagine da cartolina della città di Romeo e Giulietta.
“Visionari”, “La Cattedra dei Folli” e “Via dei Matti 37100” completano così una programmazione che vuole muoversi continuamente fra spettacolo, approfondimento e convivialità.
Il teatro come un salotto della città
Non è casuale che negli ultimi anni Modus abbia insistito sempre più sul concetto del teatro come “salotto fuori casa”: uno spazio nel quale lo spettacolo è importante, ma lo è altrettanto la comunità che gli cresce attorno.
Il legame con San Zeno è diventato ancora più evidente dalla scorsa stagione, quando lo spazio ha assunto la denominazione “Teatro degli Orti/Modus”, recuperando esplicitamente il riferimento a piazza Orti di Spagna e al quartiere.
La decima stagione prova dunque a consolidare proprio questo modello: produzioni proprie, ospitalità, artisti emergenti e affermati, teatro civile, comicità, arte e iniziative capaci di uscire dai confini tradizionali del palcoscenico.
Con una piccola ma significativa novità organizzativa: gli spettacoli del sabato inizieranno sempre alle 19. Una scelta pensata per permettere agli spettatori di abbinare più facilmente il teatro alla cena e alla vita serale della città.
Dopo dieci stagioni, insomma, il Teatro degli Orti/Modus non festeggia semplicemente un compleanno. Rilancia una scommessa: quella di un teatro indipendente capace di restare aperto per oltre cento serate e di diventare luogo di spettacolo, ma soprattutto di incontro.
Il “10” è raggiunto. Per la lode, come suggerisce provocatoriamente lo slogan della nuova stagione, la parola passa ora agli spettatori.
Foto: a sinistra, Laura Murari sarà Anna Magnani a dicembre; a destra, Andrea Castelletti nell’ interpretazioni di Antonio Salieri.
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