Fortemente voluta dalla consigliera comunale Sonia Ferrari, la manifestazione animerà domenica 27 settembre piazza Martiri della Libertà. Sette realtà agroalimentari e artigianali racconteranno il territorio attraverso prodotti tipici, dimostrazioni e laboratori. A presentare la giornata sarà il giornalista Stefano Cantiero.

ISOLA DELLA SCALA – Dietro la «Festa sull’aia» c’è soprattutto la volontà di Sonia Ferrari, consigliera comunale con delega alle Contrade, che ha creduto fin dall’inizio nella possibilità di riportare nel cuore di Isola della Scala, nel contesto della Fiera del Riso,  i gesti, i sapori e l’atmosfera della civiltà contadina.

Un evento dell’Amministrazione, costruito con passione, pensato non come una semplice rievocazione, ma come un grande momento di incontro fra le generazioni. Perché le tradizioni possono continuare a vivere soltanto se qualcuno sceglie di custodirle, raccontarle e consegnarle ai più giovani.

«La Festa sull’aia rappresenta il senso più autentico della nostra comunità – sottolinea Sonia Ferrari –. Non è soltanto uno spettacolo, ma un’occasione per ritrovarsi, riscoprire le nostre radici e valorizzare i quartieri e le contrade attraverso la memoria viva delle tradizioni».

Domenica 27 settembre piazza Martiri della Libertà tornerà così a trasformarsi in un grande teatro a cielo aperto, dove mani esperte impasteranno, friggeranno, forgeranno il ferro, tingeranno la lana e trasformeranno i prodotti della terra.

A dare voce ai protagonisti sarà Stefano Cantiero, giornalista, blogger e appassionato narratore dell’identità veneta, che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle sette realtà agroalimentari e artigianali selezionate per rappresentare le diverse anime del territorio veronese.

«Sarà un tuffo nel passato, ma non un appuntamento nostalgico – è il messaggio di Cantiero –. Ricordare le nostre radici significa riscoprire non soltanto la fatica di un tempo, ma anche quella socialità che nasceva nelle corti, nelle stalle e attorno alle tavole e che oggi rischia di essere cancellata dai ritmi moderni e dall’abuso della tecnologia».

Dall’uva ai sugoli, il rito della vendemmia

Non poteva mancare uno dei momenti più attesi e coinvolgenti: la tradizionale pigiatura dell’uva con i piedi, allestita dalla Confraternita dei nostalgici del tabar di Sant’Antonio Abate di Concamarise.

Sarà un ritorno alle vendemmie di un tempo, quando il lavoro diventava anche festa e coinvolgeva intere famiglie. Dall’uva nascerà il mosto e dal mosto prenderanno vita i tradizionali sugoli di Clinto, preparati direttamente in piazza e proposti al pubblico come una dolce carezza alla memoria.

I rofiòi di Sanguinetto, una tradizione custodita dalle donne

A rappresentare Sanguinetto saranno le signore della Pro Loco «Le Contrà», custodi della ricetta dei rofiòi. Davanti agli occhi dei visitatori impasteranno la sfoglia, prepareranno il ripieno, chiuderanno con cura ogni dolce e procederanno alla frittura.

Un prodotto povero soltanto nelle origini, ma ricchissimo di storia e significato, nato nelle cucine delle famiglie e tramandato grazie alle donne che ne hanno custodito ingredienti, gesti e piccoli segreti.

Il mandorlato di Cologna Veneta, il «dolce dei Dogi»

La dolcezza continuerà con uno dei simboli della pasticceria veronese: il mandorlato di Cologna Veneta. Dino Garzotto e il suo staff mostreranno dal vivo come nasce questa prelibatezza, conosciuta anche come il «dolce dei Dogi».

Il pubblico potrà seguire le fasi della lavorazione e assaggiare il mandorlato appena estratto dalla caldaia, ancora caldo e profumato. Un momento raro, capace di trasformare una degustazione nel racconto di una tradizione secolare.

Il fuoco, l’incudine e l’arte del ferro battuto

Tra le grandi novità di quest’anno ci sarà il ferro battuto. Marco Bonamini, erede di una dinastia di maestri artigiani, arriverà in piazza con forgia, incudine e martello per mostrare come un materiale duro e apparentemente freddo possa prendere forma grazie al fuoco, alla forza e alla sensibilità delle mani.

Ogni colpo di martello diventerà il battito di un mestiere antico, nel quale esperienza e creatività si incontrano. Un’arte che ha accompagnato per secoli la vita delle campagne e dei paesi e che ancora oggi merita di essere conosciuta, ammirata e tramandata.

Dalla Lessinia tre storie di passione e resistenza

La montagna veronese sarà protagonista con tre esperienze che racchiudono il profumo dei pascoli, delle erbe e della cucina più autentica.

Cristina Ferrarini, con «Lana al Pascolo», proporrà una dimostrazione di tintura naturale della lana di pecora Brogna, razza autoctona della Lessinia che fino a pochi anni fa rischiava l’estinzione. Sarà l’occasione per scoprire come la tutela di un animale possa diventare anche difesa del paesaggio, dell’economia montana e di una preziosa sapienza artigianale.

Da Cenise, piccola e suggestiva contrada alle porte di Bosco Chiesanuova, arriverà Maddalena Zanini, appassionata conoscitrice delle erbe officinali. Attraverso le sue tisane racconterà ciò che coltiva, raccoglie e trasforma nel proprio laboratorio, dimostrando quanto la natura possa offrire a chi sa osservarla e rispettarla.

Infine, spazio agli gnocchi sbatùi. I vincitori del Palio degli gnocchi della Lessinia di Sant’Anna d’Alfaedo mostreranno la preparazione di uno dei piatti più semplici e identitari della montagna veronese. Gli gnocchi saranno poi cotti e il pubblico potrà assaggiarli, riscoprendo il gusto di una cucina nata con pochi ingredienti ma capace di scaldare il cuore.

La mattina dedicata alle scuole e la sfilata delle Contrade

Gli espositori saranno presenti fin dal mattino. A partire dalle ore 10 prenderanno il via i laboratori dedicati alla lana e alle erbe, con una particolare attenzione alle scuole e ai ragazzi.

Coinvolgere le nuove generazioni rappresenta forse il significato più profondo dell’intera manifestazione. Le tradizioni, infatti, sopravvivono soltanto quando qualcuno le racconta e qualcun altro è disposto ad ascoltarle, toccarle con mano e farle proprie.

Alle ore 11, dal piazzale Kennedy, partirà la tradizionale sfilata delle Contrade. Costumi, colori e figuranti attraverseranno il paese, riportando nelle strade di Isola della Scala le atmosfere e l’orgoglio delle antiche comunità rurali.

Alle 15 l’aia torna a vivere

Il momento centrale della «Festa sull’aia» inizierà alle ore 15 in piazza Martiri della Libertà, con lo spettacolo delle tradizioni veronesi e tutte le preparazioni dal vivo.

Armato di microfono e della sua capacità di trasformare ogni prodotto in una storia, Stefano Cantiero seguirà passo dopo passo il lavoro dei protagonisti, invitandoli a raccontare i segreti, i ricordi e le emozioni custoditi nelle loro mani.

La «Festa sull’aia», diventerà ancora una volta un grande momento di comunità: non un museo immobile del mondo contadino, ma una piazza viva nella quale il passato incontra il presente e parla soprattutto ai più giovani.

Perché dietro un rofiòl, una matassa di lana, un ferro modellato nel fuoco o un piatto di gnocchi sbatùi non c’è soltanto una lavorazione. Ci sono famiglie, sacrifici, territori e vite intere. Ci sono le nostre radici.

E domenica 27 settembre, nel cuore di Isola della Scala, quelle radici torneranno a farsi vedere, ascoltare e assaporare.

 

Foto: la locandina dell’evento tra Stefano Cantiero e Sonia Ferrari.

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