Dopo le 953 firme raccolte, si alza il livello dello scontro con l’Ulss 9. Contestati servizi inesistenti o ridotti al minimo, Radiologia aperta poche ore, ambulatori cancellati e nessun medico nella Casa della Comunità Hub. La protesta non si ferma: il Comitato prepara una nuova mobilitazione e chiede risposte precise alla Regione

ISOLA DELLA SCALA – La Casa della Comunità esiste sulla carta. I servizi, secondo l’Ulss 9, ci sono. Ma quando si passa dagli elenchi alla realtà quotidiana raccontata dai cittadini, il quadro cambia radicalmente.

Dopo la grande mobilitazione di sabato 12 settembre, organizzata contemporaneamente in sette Comuni della provincia di Verona, a Isola della Scala lo scontro sulla sanità territoriale diventa durissimo. Il Comitato per l’Ospedale respinge punto per punto la risposta del direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera, Pietro Girardi, definendola «inaccettabile» e, per quanto riguarda la situazione isolana, «un’enorme presa in giro».

Parole pesanti, accompagnate da numeri che dimostrano quanto il problema sia sentito: in appena due ore sono state raccolte 789 firme in piazza Martiri della Libertà. Altre 164 sono arrivate successivamente attraverso le associazioni locali coinvolte. Il totale è salito così a 953 adesioni, con il sostegno di tredici realtà isolane impegnate anche nel settore sociale e sanitario.

E la protesta non è destinata a chiudersi con la raccolta firme. Il Comitato preannuncia infatti che la mobilitazione proseguirà finché dall’Ulss 9 e dalla Regione non arriveranno risposte concrete su personale, orari e prestazioni. Non è stata ancora annunciata una nuova data, ma il messaggio rivolto ai vertici sanitari è chiarissimo: i cittadini non intendono accontentarsi di un elenco di servizi formalmente presenti, se poi questi risultano assenti, ridotti o difficilmente accessibili.

L’Ulss 9: «I servizi sono presenti»

Nella nota diffusa il 12 settembre, l’Ulss 9 ha risposto alle contestazioni dei diversi comitati locali ricordando innanzitutto i dati sul personale. Nel 2025, a fronte di 424 cessazioni, sarebbero state effettuate 431 assunzioni. Nei primi otto mesi del 2026, invece, le assunzioni sarebbero state 289 contro 249 cessazioni, con un saldo positivo di quaranta unità.

Per Isola della Scala, l’Azienda sanitaria ha elencato i servizi presenti nella Casa della Comunità: Punto Unico di Accesso, Continuità assistenziale, medicina specialistica e diagnostica ambulatoriale, otorinolaringoiatria, audiometria, ecografie, oculistica, diabetologia, chirurgia, Infermieristica di famiglia e comunità, Punto prelievi, ambulatorio infermieristico, piede diabetico, elettrocardiogrammi, uroflussometrie, Assistenza domiciliare integrata e uffici amministrativi collegati al Cup.

L’Ulss sostiene inoltre che Radiologia sia garantita dal 2019 su tre turni settimanali, il lunedì, mercoledì e venerdì, con una rimodulazione estiva dovuta alla diminuzione delle richieste e alla necessità di assicurare le ferie al personale.

Una rappresentazione che, però, viene radicalmente contestata dal Comitato.

«Il Punto Unico di Accesso non esiste»

La prima accusa riguarda il Punto Unico di Accesso, indicato dall’Ulss 9 tra i servizi attivi.

«Il Pua non esiste proprio – afferma il Comitato –. Dovrebbe prevedere, con orari differenti, la presenza di un infermiere o di un assistente sociale, ma queste figure non ci sono».

Anche gli altri servizi elencati, secondo i rappresentanti dei cittadini, avrebbero presenze giornaliere estremamente limitate. Gli uffici amministrativi territoriali per prenotazioni, cassa e Distretto sarebbero aperti al pubblico soltanto dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12.30.

La Continuità assistenziale, l’ex Guardia medica, sarebbe invece ancora sistemata nei locali sotterranei dell’ex Pronto soccorso, raggiungibili attraverso «uno scivolo alquanto ripido e in forte degrado».

A questo si aggiungono le segnalazioni raccolte durante la manifestazione: diversi cittadini avrebbero riferito che il numero europeo per le cure non urgenti 116117 «non risponde o non richiama», mentre la cassa automatica della struttura isolana sarebbe «molto spesso fuori servizio».

Una Casa della Comunità Hub senza medici

Il punto politicamente e sanitariamente più pesante riguarda la classificazione della struttura di Isola della Scala come Casa della Comunità Hub, destinata a servire anche Erbè, Nogarole Rocca, Trevenzuolo e Vigasio.

Il modello nazionale previsto per le strutture Hub punta a garantire un’apertura fino alle 24 ore per sette giorni alla settimana, con una presenza medica continuativa e un’assistenza infermieristica organizzata su almeno dodici ore giornaliere. È lo stesso Ministero della Salute⁠ a presentare le Case della Comunità Hub come presidi aperti fino a 24 ore su 24 e sette giorni su sette.

La situazione descritta dal Comitato sarebbe però molto diversa: «Di fatto c’è soltanto un’infermiera di famiglia due volte alla settimana, dalle 8 alle 14. Di medici non si parla».

È proprio qui che la replica dell’Ulss mostra il suo punto più debole: elenca le prestazioni, ma non precisa per ciascuna servizio quante ore sia effettivamente disponibile, quanti professionisti vi siano assegnati e con quale continuità settimanale. Ed è esattamente questo che i cittadini ora chiedono di sapere.

Non basta, infatti, scrivere che un servizio esiste. Occorre spiegare se sia disponibile ogni giorno oppure soltanto per poche ore alla settimana e quante persone riesca realmente a prendere in carico.

Ascensore guasto e porte chiuse

Le contestazioni riguardano anche l’accessibilità della struttura. Dal lunedì al venerdì le porte esterne rimangono aperte fino alle 18, consentendo ai familiari di visitare i ricoverati nell’Ospedale di Comunità situato al secondo piano. Ma l’ascensore principale, denuncia il Comitato, non funziona e dovrebbe essere sistemato soltanto il prossimo anno.

Il sabato la struttura rimane aperta dalle 7 alle 12. Dopo quell’orario, chi deve visitare un familiare ricoverato sarebbe costretto a telefonare direttamente al reparto per farsi aprire la porta automatica esterna.

Un’organizzazione che appare difficilmente conciliabile con l’immagine di una Casa della Comunità Hub pienamente operativa e facilmente accessibile.

Radiologia ridotta e specialistica cancellata

Altro terreno di scontro è Radiologia. L’Ulss 9 parla di tre turni settimanali, rimodulati durante l’estate. Il Comitato replica che nei mesi di luglio e agosto il servizio sarebbe stato disponibile per una sola mattina alla settimana e, da settembre, per due mattine. Le ecografie sarebbero eseguite una volta alla settimana, mentre gli elettrocardiogrammi soltanto il lunedì, dalle 10.30 alle 12.

«È un servizio questo?», domandano provocatoriamente i rappresentanti dei cittadini.

Resta poi senza risposta, secondo il Comitato, la richiesta di ripristinare gli ambulatori specialistici progressivamente soppressi: Cardiologia, Ortopedia, Urologia, Dermatologia, Ginecologia e Pneumologia.

Il direttore generale, accusano, non avrebbe fornito alcuna indicazione sul possibile ritorno di queste prestazioni.

La richiesta del Punto di Primo Intervento

La rivendicazione principale rimane l’attivazione del Punto di Primo Intervento aperto 24 ore su 24, accompagnato da un’automedica, che il Comitato considera previsto dalle schede regionali del 2019 e del 2022.

I rappresentanti dei cittadini ricordano inoltre che lo stesso Girardi avrebbe collegato la realizzazione del Punto di Primo Intervento all’entrata in funzione della Casa della Comunità.

«Ma quale Casa della Comunità, se siamo in queste condizioni?», ribattono.

Il nodo, dunque, non è più soltanto l’esistenza dell’edificio, ma ciò che si trova realmente al suo interno. Una struttura nuova o ristrutturata, se priva di personale e con servizi aperti soltanto poche ore, rischia di diventare quella che il Comitato definisce una «scatola semivuota».

La protesta è soltanto all’inizio

Le 953 firme non rappresentano quindi il punto d’arrivo, ma l’inizio di una vertenza destinata a diventare ancora più rumorosa. Il Comitato vuole portare il caso ai vertici dell’Ulss 9, alla Regione Veneto e ai Comuni interessati dalla Casa della Comunità Hub di Isola della Scala.

La richiesta è che l’Azienda sanitaria renda pubblici, servizio per servizio, gli orari effettivi, il personale assegnato, il numero delle prestazioni erogate e il cronoprogramma per il raggiungimento degli standard previsti. Numeri verificabili, non soltanto denominazioni scritte in una nota stampa.

Sul tavolo rimangono cinque richieste precise: il Punto di Primo Intervento aperto giorno e notte con automedica, il ritorno degli ambulatori specialistici cancellati, Radiologia per almeno cinque giorni alla settimana, una Casa della Comunità Hub realmente funzionante e il superamento delle barriere che rendono difficoltoso l’accesso alla struttura.

Mentre le liste d’attesa continuano ad allungarsi e i Pronto soccorso restano sotto pressione, a Isola della Scala si apre così un confronto che rischia di diventare uno dei primi veri banchi di prova per la nuova sanità territoriale veronese.

Perché, oltre le inaugurazioni, i cartelli e le dichiarazioni ufficiali, la domanda posta dal Comitato resta tanto semplice quanto scomoda: «È così che si garantisce il diritto alla salute dei cittadini?».

 

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