Legnago. Si apre una nuova fase per una delle storiche eccellenze dell’industria italiana del riscaldamento. L’acquisizione del Gruppo Riello da parte di Ariston Group segna un passaggio destinato a incidere sul futuro di migliaia di lavoratori e di un comparto strategico per la manifattura nazionale. Una notizia accolta con favore sia dalle organizzazioni sindacali sia dal mondo politico, che leggono nell’operazione un’importante occasione per rafforzare il settore e salvaguardarne il radicamento in Italia.
Per Fim, Fiom e Uilm, l’accordo rappresenta il positivo epilogo di una vertenza avviata circa un anno fa presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, quando crescevano le preoccupazioni per il futuro del gruppo dopo il progressivo disimpegno della multinazionale Carrier.
Le tre sigle sindacali sottolineano come oggi si possa guardare «con maggiore fiducia» all’evoluzione della vicenda, evidenziando soprattutto l’impegno assunto da Ariston a non procedere né alla chiusura di stabilimenti né a licenziamenti, puntando invece a valorizzare le complementarità industriali e produttive tra le due aziende.
I sindacati chiedono ora di conoscere quanto prima il piano industriale dettagliato, che dovrebbe essere definito nei prossimi mesi. L’obiettivo è verificare che gli impegni annunciati trovino concreta attuazione e garantiscano la piena tutela dell’occupazione nelle fabbriche e negli uffici di entrambe le realtà aziendali. Un nuovo confronto con l’azienda è atteso entro la fine dell’anno.
Donazzan: «Una storia italiana che torna a casa»
Sull’operazione interviene anche l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Elena Donazzan, vicepresidente della Commissione Industria del Parlamento europeo, che definisce l’acquisizione «una storia italiana che torna a casa».
Secondo Donazzan il risultato è stato possibile grazie al lavoro svolto dal Governo Meloni e dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che avrebbero favorito un confronto concreto tra istituzioni, impresa e parti sociali.
«Il tavolo al Mimit – afferma Donazzan – non è stato un rito formale ma il luogo in cui è stata costruita una soluzione concreta, capace di garantire la tutela dell’occupazione, la continuità produttiva e il mantenimento degli stabilimenti e dei centri di ricerca e sviluppo in Italia».
L’eurodeputata sottolinea inoltre come il settore del comfort termico rappresenti oggi uno degli assi portanti della transizione energetica europea e invita Bruxelles a sostenere maggiormente le filiere industriali continentali.
«La transizione è giusta solo se difende le catene del valore, protegge i posti di lavoro e tiene insieme competitività industriale e sostenibilità reale. L’Italia, con la vicenda Riello, ha dimostrato come si possa fare una politica industriale seria. Ora anche l’Europa deve imparare questa lezione», conclude Donazzan.
Attesa per il piano industriale
L’operazione apre dunque una nuova fase per due marchi storici dell’industria italiana. Se da un lato il ritorno di Riello sotto il controllo di un gruppo nazionale viene accolto con favore, dall’altro saranno i prossimi mesi a chiarire nel dettaglio il progetto industriale di Ariston.
L’attenzione di lavoratori, sindacati e istituzioni resta concentrata sugli investimenti, sul mantenimento dei siti produttivi e sulle prospettive occupazionali, elementi che determineranno il successo di un’operazione considerata strategica non solo per le due aziende, ma per l’intero comparto manifatturiero italiano.
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