Martedì 24 febbraio, alle ore 20:45, il palcoscenico del Teatro Salieri accoglie uno dei testi più intensi e moderni del Novecento teatrale: «La grande magia» di Eduardo De Filippo, interpretata da Natalino Balasso e Michele Di Mauro, con la regia di Gabriele Russo.

Lo spettacolo, Premio della Critica 2025, si presenta come una commedia nera, amara e sorprendentemente attuale, capace di interrogare il pubblico su un tema senza tempo: è meglio affrontare la realtà o rifugiarsi nell’illusione?

Un capolavoro scomodo, ieri come oggi

Scritta nel 1948, «La grande magia» fu accolta inizialmente con reazioni controverse. Troppo ambigua, meno lineare rispetto ad altri lavori di Eduardo. Oggi, proprio quella complessità ne rivela la forza.
La regia di Gabriele Russo rilegge il testo con uno sguardo contemporaneo, trasformandolo in uno specchio delle fragilità moderne: relazioni instabili, bisogno ossessivo di controllo, verità negoziabili. Un mondo sospeso tra ciò che è reale e ciò che scegliamo di credere.

La trama: quando l’inganno diventa rifugio

Protagonista è Calogero Di Spelta, interpretato da Natalino Balasso: marito geloso, fragile, incapace di fidarsi. Un uomo che incarna l’insicurezza contemporanea nelle relazioni.
Di fronte a lui Otto Marvuglia, illusionista ambiguo e manipolatore, a cui dà volto Michele Di Mauro. È lui a innescare il cuore drammaturgico dell’opera.
Durante uno spettacolo di magia, Marta – moglie di Calogero – fugge con l’amante. Ma Marvuglia convince il marito che la donna sia stata rinchiusa in una scatola magica, destinata ad aprirsi solo se lui crederà davvero nella sua fedeltà.
Calogero sceglie di credere. Sceglie l’illusione. E così si sospende in una dimensione dove vero e falso si confondono, trascinando con sé anche lo spettatore in un cortocircuito percettivo in cui ogni certezza vacilla.

Un impianto corale tra identità mobili e ambiguità

Accanto ai due protagonisti, un cast di interpreti costruisce un universo scenico stratificato e inquieto: Veronica D’Elia, Gianluca Vesce, Christian Di Domenico, Maria Laila Fernandez, Alessio Piazza, Sabrina Scuccimarra, Manuel Severino, Alice Spisa e Anna Rita Vitolo danno vita a personaggi dalle identità mobili, sospesi tra ciò che mostrano e ciò che nascondono.
Completano l’allestimento le scene di Roberto Crea, le luci di Pasquale Mari, i costumi di Giuseppe Avallone e le musiche con progetto sonoro di Antonio Della Ragione.

Una domanda che resta

«La grande magia» non è solo una storia di tradimento. È una riflessione profonda sulla fragilità umana e sul bisogno, talvolta disperato, di aggrapparsi a una versione più rassicurante della realtà.
In un tempo in cui verità e finzione sembrano sempre più intrecciate, il testo di Eduardo torna con una lucidità sorprendente, dimostrando come il teatro possa ancora essere uno spazio in cui interrogarsi, senza sconti, su ciò che siamo.

I biglietti sono disponibili online su Boxol e alla biglietteria del Teatro Salieri.

 

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