Venerdì 27 giugno al via il terzo titolo del 102° Opera Festival: torna l’allestimento di Hugo De Ana in una sontuosa Parigi fin de siècle

Dopo il successo di Nabucco e Aida, il 102° Opera Festival dell’Arena di Verona accende i riflettori su un altro capolavoro verdiano: La Traviata. L’attesa produzione firmata da Hugo De Ana torna sul palcoscenico dell’anfiteatro a nove anni dall’ultima edizione, in un allestimento raffinato e simbolico ambientato nella Parigi della Belle Époque.

Il debutto, in programma venerdì 27 giugno alle 21.30, è già sold-out e segna due esordi di rilievo assoluto: quello del soprano statunitense Angel Blue, per la prima volta protagonista in Arena, e della direttrice d’orchestra Speranza Scappucci, al suo primo podio operistico areniano dopo il Requiem verdiano del 2021.

Un’opera nella memoria

L’allestimento di De Ana, creato nel 2011 in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, si ispira direttamente alla fonte letteraria dell’opera, La Signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio. L’opera inizia mostrando “ciò che resta” di Violetta, le sue ultime cose all’asta, per poi ripercorrere la sua storia a ritroso, come in un sogno. Un’ambientazione fatta di specchi, arazzi e cornici vuote crea una sorta di pinacoteca vivente, dove l’amore e il sacrificio della protagonista diventano icona, arte, mito.

«Un dramma intimo come quello di Traviata in uno spazio particolare come l’Arena, il palcoscenico più grande del mondo, è una sfida che offre mille possibilità ed altrettante difficoltà», dichiarava De Ana nel 2011. «Violetta vince la morte con le sue stesse forze, è un personaggio eterno come l’amore è eterno».

Un cast di stelle

A guidare l’Orchestra e il Coro della Fondazione Arena (preparato da Roberto Gabbiani), sarà Speranza Scappucci, prima direttrice italiana a salire sul podio dell’Opera di Vienna, qui impegnata per la prima volta in una produzione lirica all’Arena.

Nel ruolo di Violetta, Angel Blue porterà la sua voce intensa e carismatica per le prime tre recite. Accanto a lei, Galeano Salas nel ruolo di Alfredo e Amartuvshin Enkhbat, già applaudito nel recente Nabucco, sarà Giorgio Germont. Tra i comprimari: Sofia Koberidze (Flora), Francesca Maionchi (Annina), Carlo Bosi (Gastone), Gabriele Sagona (Douphol), Jan Antem (d’Obigny), Giorgi Manoshvili (Grenvil), Hidenori Inoue e Alessandro Caro, con il ritorno nelle repliche di Matteo Macchioni, Nicolò Ceriani e Francesco Cuccia.

Danza, memoria e spettacolo

Le scene saranno animate dal Corpo di Ballo areniano, coordinato da Gaetano Bouy Petrosino su coreografie storiche di Leda Lojodice. L’intera produzione si sviluppa su un impianto visivo che riflette l’interiorità della protagonista, tra illusioni, ricordi e condanne sociali, in una “Parigi piena e vuota al tempo stesso”, come la definisce De Ana.

Una storia sempre attuale

L’opera, oggi la più rappresentata al mondo, suscitò scandalo al suo debutto veneziano nel 1853: raccontava la storia di una cortigiana redenta, mettendo a nudo le ipocrisie della società borghese. Un tema che Verdi conosceva bene, avendo vissuto l’ostracismo del suo paese natale per la relazione con Giuseppina Strepponi. Ma è proprio in questa materia viva che l’opera si fa eterna, come la parabola tragica di Violetta.

Le repliche

Dopo la prima, La Traviata sarà in scena all’Arena anche il 5, 11, 19, 25 luglio e 2 agosto, con alternanza di grandi interpreti come Rosa Feola, Erika Grimaldi, Lisette Oropesa, Mariangela Sicilia, Celso Albelo, René Barbera, Luca Salsi e Ludovic Tézier, diretti anche da Alvise Casellati e Marco Armiliato.

 

Video: intervista alla sovrintendente alla Fondazione Arena Cecilia Gasdia e alla direttrice d’orchestra Speranza Scappucci. Nel video l’interpretazione  del brano “Libiamo ne lieti calici”.

 

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