Domani, sabato 5 aprile, alle ore 15, in Piazza della Scala a Milano, si terrà una manifestazione contro le politiche di riarmo promosse dall’Unione Europea. L’evento è organizzato da Democrazia Sovrana e Popolare (DSP), il partito fondato da Francesco Toscano e Marco Rizzo, e vedrà la partecipazione di diversi esponenti politici e della società civile. In contemporanea, anche a Roma si terrà una manifestazione sullo stesso tema, promossa dal Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte.
Sul palco milanese tra i protagonisti dell’evento ci sarà anche Stefano Valdegamberi, consigliere regionale del Veneto, che prenderà la parola per denunciare quella che definisce «una pericolosa campagna guerrafondaia».
Il popolo può fermare questa follia
Valdegamberi non usa mezzi termini: «L’Unione Europea dei pazzi guerrafondai vuole imporci un riarmo massiccio mentre la nostra società è al collasso, dalla sanità ai servizi sociali fino al drammatico calo della natalità. Non facciamo nuovi debiti per le armi, ma per curare gli italiani».
Il consigliere regionale porta numeri a sostegno della sua tesi: «Nel 2024 la Russia ha speso per la difesa 145 miliardi di euro, mentre l’Unione Europea, insieme al Regno Unito, ha già stanziato 458 miliardi. E ora vogliamo aggiungere altri 800 miliardi! Dobbiamo fare una guerra? Contro chi?».
Le accuse alla Von der Leyen
Valdegamberi critica duramente la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che ha difeso gli investimenti nel settore militare come volano per l’economia: «Lei dice che l’acquisto di armi farà bene all’economia italiana, ma io rispondo che i 140 carri armati commissionati all’alleanza Rheinmetall-Leonardo valgono quanto formare 60mila nuovi medici, specializzazione compresa, nei prossimi 15 anni. E sappiamo bene che ogni euro investito in sanità ne genera quasi il doppio, come dimostra il Censis».
Valdegamberi contesta anche l’idea che l’industria bellica sia un pilastro dell’economia: «Negli ultimi dieci anni i profitti del settore militare sono cresciuti del 773%, ma gli occupati sono calati del 16%. Abbiamo speso 15 miliardi per gli F-35 e altri 7 miliardi sono stati stanziati da questo governo, ma i 15mila posti di lavoro promessi non si sono mai visti».
Priorità ai giovani e alla sanità, non ai carri armati
Per Valdegamberi, l’alternativa esiste: «Dobbiamo creare imprese di qualità coinvolgendo i giovani, superare assistenzialismo e precariato, salvare il nostro sistema sanitario che è in forte difficoltà. E invece spendiamo miliardi in inutili carri armati per difenderci da invasioni inesistenti, mentre non riusciamo nemmeno a controllare l’immigrazione clandestina che sta erodendo la nostra sicurezza ogni giorno».
L’appuntamento è quindi fissato per sabato 5 aprile in Piazza della Scala, dove Valdegamberi lancerà il suo appello: «Solo il popolo può fermare questa follia. Dobbiamo rompere questo circolo vizioso che ci fa apparire il riarmo come una necessità. È tempo di dire basta».
Foto: a sinistra, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea; al centro il manifesto della manifestazione; a destra Stefano Valdegamberi, consigliere regionale del Veneto.
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