Le opposizioni chiedono il riesame del progetto di San Gabriele. Mirandola: bloccare gli atti esporrebbe il Comune a rischi. A Tarmassia sospesa l’attività di quattro siti avicoli e richiesti nuovi controlli sulle emissioni di un impianto di trattamento rifiuti.

ISOLA DELLA SCALA – Quanto può ancora intervenire il Comune sul progetto del nuovo impianto di biometano a San Gabriele? E come tutelare una frazione nella quale abitazioni, risaie e attività agricole convivono con la presenza di altri impianti? Attorno a queste domande si è sviluppato il confronto più acceso del Consiglio comunale di lunedì 19 ottobre, concluso con la bocciatura della mozione che chiedeva di fermare gli atti comunali e sollecitare alla Regione la sospensione e il riesame dell’autorizzazione.

Una seduta nella quale ambiente e salute hanno occupato uno spazio centrale, anche per i provvedimenti annunciati dal sindaco Luigi Mirandola su quattro siti produttivi avicoli a Tarmassia e per le verifiche richieste sulle emissioni di un impianto di trattamento rifiuti.

Il confronto sul biometano è partito da una lettera inviata dal sindaco alla Regione del Veneto a settembre, con richieste di chiarimento su alcune prescrizioni del progetto. Giampietro Falsiroli ha chiesto conto dell’iniziativa e, dopo che Mirandola ha riferito di non avere ancora ricevuto una risposta scritta, ha proposto di rinviare la discussione della mozione alla seduta successiva. Una richiesta condivisa dalle minoranze, ma respinta al voto.

Si è così entrati nel merito della mozione, presentata da Antonio Ruotolo e sottoscritta da Giampietro Falsiroli, Stefano Canazza, Lidia Perbellini e Liliana Bazzani. Il documento chiedeva al sindaco e alla Giunta di rivolgersi alla Regione per ottenere «la sospensione cautelare e la riapertura del procedimento autorizzatorio in autotutela dell’impianto». Alla base della richiesta, i proponenti indicavano la vulnerabilità idrica della frazione, recenti criticità verificatesi in impianti simili e una ritenuta mancata valutazione dell’impatto complessivo delle strutture presenti sul territorio.

Sul versante comunale, la mozione chiedeva inoltre lo stop immediato agli atti di competenza dell’ente: dai procedimenti espropriativi alle autorizzazioni per modificare o allargare le strade vicinali comunali, fino alla sottoscrizione definitiva della convenzione compensativa.

Per le opposizioni occorre, dunque, riaprire la valutazione del progetto alla luce delle condizioni attuali del territorio. Per il sindaco, invece, il Comune deve muoversi entro i limiti delle proprie competenze e di un procedimento già autorizzato.

Antonio Ruotolo, del Gruppo Misto, ha richiamato il peso degli impianti esistenti: secondo i numeri illustrati nel suo intervento, sei strutture di smaltimento rifiuti nel territorio comunale, alle quali se ne aggiungono altre due in un Comune vicino, a circa un chilometro in linea d’aria dal sito previsto a San Gabriele. Ha inoltre ricordato la presenza di circa «400 campi» coltivati a riso e la delicatezza della falda.

Michele Gruppo ha insistito sulla collocazione del nuovo impianto, vicino ad abitazioni, un agriturismo e allevamenti. Il punto, ha sostenuto, non è una contrarietà di principio a queste strutture, ma la scelta di luoghi adeguati per realizzarle. Falsiroli ha chiesto di ricontrollare i dati di alcune relazioni tecniche, ritenendo mutate le condizioni rispetto all’avvio del procedimento. Stefano Canazza ha invece richiamato la responsabilità delle amministrazioni nel dare risposte alle preoccupazioni dei cittadini, indicando nell’approvazione della mozione un segnale positivo per la comunità.

Maddalena Salgarelli, di Isola Nostra, ha rivendicato la continuità della propria posizione: una «motivata contrarietà all’impianto» già espressa durante la precedente amministrazione guidata da Canazza, «e non da quando è diventato politicamente conveniente dichiararsi contrari».

Mirandola ha risposto ricostruendo l’iter, avviato nel settembre 2019, e ricordando che il progetto ha ottenuto il via libera di numerosi enti competenti. Secondo la ricostruzione del sindaco, il parere negativo espresso dal Comune nel settembre 2021 era legato a prescrizioni successivamente accolte dalla Regione: una circostanza che, nella lettura dell’attuale amministrazione, avrebbe fatto venire meno i motivi di quella contrarietà.

Insediatasi a metà ottobre 2021, la Giunta Mirandola avrebbe quindi dovuto prendere atto degli esiti del procedimento. Il sindaco ha sostenuto che un blocco degli atti in autotutela, nelle condizioni illustrate, sarebbe «palesemente illegittimo», con il rischio di esporre il Comune a danni erariali e difficoltà finanziarie. Una valutazione contestata sul piano politico dalle opposizioni. La mozione è stata infine respinta, con il voto contrario della maggioranza e quello favorevole delle minoranze.

Prima del confronto su San Gabriele, il sindaco aveva annunciato quattro ordinanze riguardanti altrettanti siti produttivi avicoli a Tarmassia. Alla base, secondo quanto riferito in aula, i verbali dell’ULSS 9 che segnalano «precarie condizioni igienico-sanitarie» e «strutture fatiscenti e pericolanti».

I provvedimenti dispongono la sospensione immediata e temporanea dell’attività di allevamento e vietano l’ingresso di nuovi animali fino alla loro espressa revoca. Restano consentiti soltanto gli interventi indispensabili alla gestione dell’emergenza: rimozione di rifiuti, carcasse e materiali deteriorati, pulizia, disinfezione, derattizzazione e messa in sicurezza. Ai proprietari viene richiesto di presentare, entro trenta giorni dall’adozione delle ordinanze, un piano di ripristino igienico-sanitario con tempi precisi per gli interventi.

Sempre per Tarmassia, Mirandola ha riferito di avere richiesto ad ARPAV ulteriori verifiche dopo significativi superamenti dei limiti di emissione registrati in un impianto di trattamento rifiuti. Canazza e Falsiroli hanno sollecitato un monitoraggio attento del territorio; Canazza ha chiesto anche un programma che individui tempi ragionevoli per arrivare alla conclusione del procedimento.

La sanità è entrata nel dibattito con l’interrogazione di Salgarelli sulla Casa di Comunità: quali servizi siano effettivamente attivi, con quali orari e con quanto personale. Il sindaco ha letto la risposta trasmessa dal direttore generale dell’ULSS 9 Scaligera, Pietro Girardi, ma la consigliera si è dichiarata insoddisfatta. Mirandola ha condiviso la necessità di continuare a sollecitare il potenziamento dei servizi, richiamando le diffuse difficoltà nel reperire personale sanitario.

Spazio anche al riso, con l’interpellanza di Falsiroli sulla varietà Paganini e sulla trasparenza delle etichette. Il consigliere ha posto il tema della sua commercializzazione con la denominazione generica Vialone Nano, pur trattandosi di una varietà distinta da quella storica, precisando che non è ammessa per il Nano Vialone Veronese IGP. Ha quindi chiesto un confronto con gli enti del settore e iniziative verso Regione e Ministero. Il sindaco ha risposto che dagli organismi preposti non erano emersi rilievi tali da indurlo a dare seguito alle richieste.

Sul piano finanziario, il Consiglio ha approvato una variazione al bilancio di previsione di complessivi 567 mila euro; l’avanzo di amministrazione residuo indicato in aula si attesta a 204 mila euro.

Voto unanime, infine, sul rinnovo della convenzione per la gestione associata della Polizia Locale tra Isola della Scala, Comune capofila, Trevenzuolo ed Erbè. Il nuovo accordo decorrerà dal 1° novembre e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2029. Tra le novità, il parametro di un agente ogni 1.500 abitanti, in base al quale Trevenzuolo assumerà un secondo agente. Falsiroli e Salgarelli hanno chiesto di verificare nel tempo i benefici della gestione condivisa.

In apertura di seduta, Mirandola aveva inoltre riferito delle misure preventive predisposte per una manifestazione annunciata sui social per il martedì successivo, poi non svoltasi: incontro operativo con Polizia Locale e Carabinieri e allertamento di Questura e Polizia Ferroviaria.

 

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