Messaggio congiunto alle famiglie di Minghetti, Silva-Ricci, Medici e Cotta: materiale consegnato alle forze dell’ordine e attenzione alle aree frequentate dagli studenti. L’appello: lezioni regolari, segnalazioni tempestive e niente diffusione di notizie incontrollate.
LEGNAGO – «La scuola non arretra». Di fronte ai messaggi di minaccia e agli incitamenti alla violenza circolati sui social, il Polo scolastico di Legnago risponde con una voce sola. Una presa di posizione che unisce fermezza e rassicurazione: proteggere gli studenti, difendere la normalità delle lezioni e impedire che la paura finisca per dettare le regole della vita scolastica.
A firmare la comunicazione congiunta alle famiglie, datata 21 ottobre, sono i quattro dirigenti degli istituti superiori: Cristina Ferrazza del Minghetti, Andrea Trentini del Silva-Ricci, Stefano Minozzi del Medici e Lauro Molinaroli del liceo Cotta. Il documento è indirizzato, per conoscenza, anche al dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Verona, al sindaco di Legnago e al comandante della locale stazione dei carabinieri.
Il punto di partenza è una preoccupazione che i presidi riconoscono apertamente. I contenuti intimidatori diffusi in rete possono suscitare apprensione nelle famiglie, ma la risposta indicata dalle scuole passa attraverso il coordinamento con le istituzioni e la verifica delle segnalazioni. «Le scuole del Polo scolastico di Legnago non sono sole e i nostri ragazzi non sono lasciati soli», scrivono i dirigenti.
Fin dalle prime segnalazioni, spiegano, è stata attivata un’interlocuzione con le forze dell’ordine, alle quali è stato consegnato il materiale acquisito per le verifiche e la predisposizione delle misure di prevenzione. Nella lettera viene sottolineato anche il presidio del territorio, con una presenza definita «attenta, discreta e costante» nei luoghi più sensibili, comprese le aree frequentate dagli studenti. Un impegno per il quale i quattro dirigenti esprimono un ringraziamento a nome delle rispettive comunità scolastiche.
Alla rassicurazione si accompagna però un richiamo preciso: non amplificare l’effetto delle intimidazioni. Lasciare che messaggi minacciosi e informazioni non verificate alimentino un clima di paura significherebbe, osservano i presidi, attribuire a chi cerca il disordine una capacità di condizionamento che non deve avere.
È qui che il documento affronta il suo nodo educativo. «La scuola è un luogo di democrazia, non un luogo senza regole». Il diritto degli studenti a esprimere idee, manifestare civilmente il dissenso e partecipare alla vita della comunità viene ribadito insieme al rispetto dovuto alle persone e alle istituzioni. «La libertà di espressione non può mai essere confusa con la libertà di minacciare, intimidire o ricorrere alla violenza».
Parole nette, accompagnate dalla volontà di evitare generalizzazioni sui giovani. Sarebbe «profondamente ingiusto», sottolineano i firmatari, confondere la grande maggioranza dei ragazzi impegnati nel proprio percorso di studi con chi promuove comportamenti violenti o antisociali. Le minacce di pochi non possono gettare un’ombra su intere comunità di studenti che studiano, lavorano e costruiscono il proprio futuro.
Alle famiglie viene chiesta una collaborazione concreta: segnalare tempestivamente ai rispettivi dirigenti eventuali messaggi minacciosi, situazioni sospette o informazioni utili alla sicurezza, evitando di rilanciare contenuti privi di verifica. Distinguere una segnalazione reale da una voce incontrollata diventa così parte della tutela dei ragazzi.
Agli studenti arriva invece l’invito a frequentare regolarmente le lezioni, a evitare assenze ingiustificate e a non sostare senza motivo in luoghi dove potrebbero verificarsi tensioni. Prudenza e rispetto delle indicazioni delle autorità sono le coordinate indicate per questa fase, mentre le scuole assicurano attenzione alle segnalazioni e un rapporto costante con gli organismi competenti.
La risposta del Polo scolastico tiene dunque insieme sicurezza e responsabilità educativa. Difendere il diritto allo studio significa anche impedire che un messaggio sui social decida se un ragazzo debba entrare serenamente in classe. «Le istituzioni non lasciano soli i giovani», conclude la lettera. Una dichiarazione di presenza che i quattro istituti affidano alle famiglie, perché la fiducia continui a trovare spazio anche nei giorni della preoccupazione.
Foto: i quattro dirigenti scolastici, dall’alto, Cristina Ferrazza del Minghetti, Andrea Trentini del Silva-Ricci, Stefano Minozzi del Medici e Lauro Molinaroli del liceo Cotta.
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