Dall’incontro con gli studenti al teatro Salus all’omaggio del Lions Club Legnago, presieduto da Roberto Iseppi. Il Castello istituisce un riconoscimento ispirato alla duchessa Felicita Bevilacqua e sceglie lo chef che ha trasformato la pasta in un aiuto quotidiano per migliaia di bambini.

C’è un bambino davanti a un sacchetto di patatine, all’inizio di questa storia. E c’è una madre che, vedendolo, invita il figlio a fare qualcosa di semplicissimo: preparargli un piatto di pasta. A oltre vent’anni di distanza, quel gesto è diventato una rete di solidarietà capace di distribuire migliaia di pasti ogni giorno. E il suo protagonista, lo chef Bruno Serato, è tornato nel Veronese per raccontare ai giovani quanto lontano possano portare il lavoro e la generosità.

Martedì 13 ottobre la sua storia ha unito due luoghi e due momenti: prima l’incontro con gli studenti al teatro Salus di Legnago, poi l’appuntamento al Castello Bevilacqua con il Lions Club Legnago e il presidente Roberto Iseppi. Una giornata culminata in un doppio riconoscimento: l’omaggio dei Lions e il conferimento della prima edizione del Premio Carrozza d’Oro, istituito dal Castello e assegnato proprio a Serato.

Il premio nasce per valorizzare personalità che, attraverso il proprio percorso umano e professionale, abbiano lasciato un segno concreto nella società e nella vita degli altri. La scelta del primo destinatario ne rende subito chiaro il significato: riconoscere chi mette il proprio talento al servizio della comunità.

La mattinata ha avuto per protagonisti anche gli oltre 400 studenti riuniti al teatro Salus: circa 200 ragazzi delle classi quarte e quinte dell’istituto Medici, 150 del Minghetti e 80 del Cotta. Davanti a loro, la vicenda di Serato ha offerto una testimonianza nella quale ambizione professionale e responsabilità verso gli altri camminano insieme. L’appuntamento, intitolato «The Power of Pasta», era stato annunciato anche dall’istituto Marco Minghetti come un incontro dedicato a sogni, sacrifici, professionalità e solidarietà. Per chi si prepara a scegliere il proprio futuro, una storia capace di dare un significato concreto alla parola successo.

Il legame con questa terra passa da San Bonifacio. Da lì prende forma il percorso di Serato prima dell’avventura americana: negli Stati Uniti arriva senza conoscere l’inglese, con appena 200 dollari in tasca. Comincia dai lavori più umili della ristorazione e costruisce passo dopo passo la propria strada. Nel 1987 diventa proprietario dell’Anaheim White House, in California, destinato ad accogliere anche presidenti americani, personaggi dello spettacolo e campioni dello sport.

La svolta decisiva arriva però nel 2005. Durante una visita a un centro per ragazzi di Anaheim, insieme alla madre Caterina, scopre che un bambino ha soltanto delle patatine per cena. È lei a spingerlo a tornare in cucina e preparare della pasta. Da quella risposta immediata a un bisogno nasce il Caterina’s Club, l’organizzazione intitolata alla madre che continua a sostenere bambini e famiglie in difficoltà.

Il piatto caldo è il primo passo. Nel tempo arrivano il sostegno alle famiglie che vivono nei motel, per aiutarle a trovare una sistemazione stabile, e i percorsi di formazione per avvicinare i giovani al lavoro nella ristorazione e nell’ospitalità. Nutrire, dare sicurezza, aprire una possibilità: tre aspetti di uno stesso impegno. Oggi l’organizzazione distribuisce ogni giorno migliaia di pasti nella California meridionale.

Anche un incendio, nel febbraio 2017, mette alla prova quel progetto: il ristorante viene devastato, ma l’attività a favore dei bambini continua grazie alla disponibilità di un’altra cucina. L’Anaheim White House riaprirà nell’aprile 2018. Un passaggio che racconta quanto la missione solidale sia ormai parte essenziale della vita dello chef.

Al Castello Bevilacqua, il Lions Club Legnago ha voluto rendere omaggio proprio a questa scelta. Il presidente Roberto Iseppi ha premiato Serato con una targa che riassume il senso dell’incontro: «All’Amico Bruno Serato Chef che ha fatto della pasta uno strumento di bene». Una dedica accompagnata dal simbolo del club e dalla data del 13 ottobre 2026.

Accanto al riconoscimento dei Lions, la giornata ha segnato la nascita del Premio Carrozza d’Oro del Castello Bevilacqua. Il documento istitutivo ne richiama esplicitamente l’ispirazione: l’eredità morale della duchessa Felicita Bevilacqua, figura profondamente legata alla storia del Castello. Filantropia, beneficenza, inclusione, sostegno alle nuove generazioni e ai giovani talenti, accessibilità e visione per il futuro sono i valori ai quali il nuovo riconoscimento si richiama.

A spiegare l’origine del nome è Roberto Iseppi, proprietario del Castello e presidente del Lions Club Legnago: «Il nome Carrozza d’Oro nasce da una leggenda del paese che gli anziani raccontavano ancora venticinque anni fa: si diceva che nelle gallerie del Castello fosse nascosta una carrozza d’oro. Da quel racconto abbiamo tratto l’ispirazione per il premio». Una memoria popolare che diventa oggi il simbolo di un riconoscimento dedicato a chi mette il proprio talento e la propria esperienza al servizio degli altri.

La Carrozza d’Oro intende esprimere gratitudine a chi sa trasformare talento, successo ed esperienza in un patrimonio condiviso, mettendoli al servizio della comunità. Un’identità precisa, che trova nella storia di Serato il suo primo interprete.

La motivazione del conferimento sottolinea il suo straordinario impegno umano, sociale e filantropico, la scelta di fare della professione uno strumento di solidarietà e la capacità di mettere il successo a disposizione di chi ha più bisogno. Il riconoscimento ne valorizza soprattutto l’esempio: aver dimostrato, attraverso azioni concrete, che un gesto di generosità può diventare un progetto capace di cambiare la vita di migliaia di persone.

La pergamena, datata 13 ottobre 2026 e firmata da Roberto Iseppi, indica espressamente Bruno Serato come primo destinatario del premio. Con lui prende dunque avvio un riconoscimento che lega il nome del Castello a un’idea di successo fondata anche su ciò che si restituisce agli altri.

È qui che la storia dello chef incontra il significato della Carrozza d’Oro. Da una parte l’eredità morale di una figura alla quale il Castello lega valori di attenzione alla comunità; dall’altra un uomo che quei valori li traduce ogni giorno in pasti, sostegno alle famiglie e opportunità per i ragazzi. Un filo che attraversa epoche e continenti e trova nella solidarietà il proprio punto d’incontro.

Serato ha ricevuto riconoscimenti internazionali, tra i quali l’inserimento fra i dieci CNN Heroes del 2011. Ma a Legnago e Bevilacqua il suo percorso ha assunto un significato vicino, riconoscibile: quello di una storia legata al Veronese che torna sul territorio per parlare ai suoi giovani e alla sua comunità.

Il primo Premio Carrozza d’Oro comincia così: con il nome di un cuoco e con una lezione che supera i confini della cucina. Il successo può diventare una risorsa per gli altri. E a volte, per cominciare, bastano una pentola sul fuoco e la decisione di non lasciare solo un bambino davanti alla propria fame.

 

 

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