VERONA – Cinquant’anni dopo, c’è ancora un posto da aggiungere a tavola. Questa volta, però, la tavola sarà apparecchiata in uno dei teatri all’aperto più celebri del mondo: l’Arena di Verona.
Il prossimo 10 ottobre, “Aggiungi un posto a tavola”, una delle commedie musicali più amate e longeve dello spettacolo italiano, festeggerà il mezzo secolo di vita con un appuntamento destinato a diventare una delle tappe più significative della sua storia. E sarà una serata speciale anche per Lorella Cuccarini, che per la prima volta salirà sul palcoscenico dell’anfiteatro veronese nelle vesti di attrice.
«È una bellissima prima volta che porta con sé un misto di emozioni: da un lato ho un po’ di paura, ma dall’altro non vedo l’ora!», ha confessato Cuccarini.
CINQUANT’ANNI DI UNA COMMEDIA DIVENTATA UN CLASSICO
Lo spettacolo è stato presentato venerdì 25 settembre nella Sala Arazzi di Palazzo Barbieri. Un debutto particolarmente atteso per la produzione firmata Viola Produzioni CPT, con la direzione artistica di Alessandro Longobardi, che porta nell’anfiteatro veronese un titolo ormai entrato nella storia del teatro musicale italiano.
“Aggiungi un posto a tavola” debuttò nel 1974, firmato da Garinei e Giovannini, con Iaia Fiastri, su musiche di Armando Trovajoli. Da allora quella storia sospesa tra commedia, favola, fede e ironia ha attraversato generazioni senza perdere la propria capacità di parlare al pubblico.
Al centro c’è Don Silvestro, parroco di un piccolo paese di montagna che riceve una telefonata decisamente fuori dall’ordinario: dall’altra parte della cornetta c’è Dio, che gli annuncia l’arrivo di un nuovo diluvio universale e gli affida il compito di costruire un’arca per salvare gli abitanti.
Da qui prende vita una storia divertente e surreale, ma anche una riflessione sull’accoglienza, sulla solidarietà, sull’amore e sulla capacità di una comunità di restare unita davanti alle difficoltà.
MAZZI: «MERITA IL PALCOSCENICO DELL’ARENA»
Alla presentazione è intervenuto anche il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che ha ricordato il suo primo incontro con la commedia.
«Quando vidi “Aggiungi un posto a tavola” per la prima volta ero molto giovane e mi colpì il messaggio rivoluzionario che trasmetteva. Quel giorno me ne sono innamorato e oggi sono veramente felice che arrivi a un traguardo così importante come l’Arena di Verona, perché è un prodotto di grandissima qualità che merita di calcare questo palco».
Un traguardo che Alessandro Longobardi, produttore e direttore di Viola Produzioni CPT, considera il risultato di un lungo percorso.
«Dopo quasi dieci anni dalla prima recita, essere arrivati all’Arena è un onore e un segno della forza e della maturità di tutto il nostro gruppo di lavoro e di questa compagnia che, ovunque in Italia, ha riscosso un gradimento commovente».
Longobardi ha ricordato soprattutto i valori che continuano a rendere attuale la storia: «Portiamo in scena una fiaba ricca di valori come l’accoglienza e la solidarietà, il saper perdonare».
E proprio l’arca diventa la grande metafora dello spettacolo: «È la sicurezza del patto sociale per un mutuo soccorso. Ovunque si vada, possiamo ambire ad avere un posto nell’arca per affrontare, uniti, le avversità. L’arca, se lo vogliamo, diventa realtà».
LORELLA CUCCARINI: «NON HO MAI RECITATO SU QUESTO PALCO»
Tra i motivi di maggiore curiosità della serata del 10 ottobre ci sarà certamente Lorella Cuccarini, che interpreta Consolazione.
Per lei l’Arena non è certo un luogo sconosciuto, ma questa volta sarà diverso.
«Sono stata diverse volte all’Arena di Verona, spesso come spettatrice e in alcune occasioni ho partecipato a trasmissioni televisive, ma non ho mai recitato su questo palco!».
Una sfida che arriva dopo anni trascorsi insieme agli altri interpreti della produzione.
«Non siamo solo colleghi, siamo molto affiatati e, dopo anni in tour insieme, siamo diventati una grande famiglia. Ormai funzioniamo perfettamente insieme: in gergo si direbbe che siamo una macchina da guerra, ma noi vogliamo promuovere la pace», ha scherzato Cuccarini.
SCIFONI SARÀ DON SILVESTRO
A vestire i panni di Don Silvestro sarà Giovanni Scifoni, che, impegnato sul set, ha partecipato alla presentazione attraverso un videomessaggio.
«Sono emozionatissimo di vestire i panni di Don Silvestro a ogni singola replica perché so che non è solo una commedia musicale, ma è un pezzo di storia del Paese».
Scifoni ha spiegato di essersi avvicinato al personaggio «in punta di piedi», con rispetto per gli artisti che lo hanno preceduto e per la grande tradizione legata allo spettacolo.
Alla regia c’è Marco Simeoli, che interpreta anche il sindaco Crispino e che non nasconde l’emozione davanti alla sfida dell’Arena.
«Il giorno in cui ho debuttato alla regia di “Aggiungi un posto a tavola” ho tremato. Sapevo che mi stavo confrontando con le figure più importanti del teatro italiano dell’epoca».
Il segreto della commedia, secondo Simeoli, sta proprio nella sua capacità di resistere al tempo: «Ancora oggi portiamo in scena la commedia così come l’hanno immaginata loro e ancora oggi è incredibilmente moderna e attuale. Non vedo l’ora di tremare ancora prima di debuttare all’Arena di Verona».
VERONA AGGIUNGE IL SUO POSTO A TAVOLA
Per l’assessora comunale Alessia Rotta, la scelta dell’Arena aggiunge ulteriore significato a un anniversario già importante.
«È stata scelta una delle cornici più belle d’Italia per festeggiare i 50 anni di uno spettacolo così speciale, che parla di un tema molto caro, che è quello dell’accoglienza».
Ed è forse proprio questa la ragione per cui, mezzo secolo dopo il debutto, “Aggiungi un posto a tavola” continua a riempire i teatri.
Cambiano gli interpreti, cambiano le generazioni degli spettatori, ma rimane intatto quel semplice invito racchiuso nel titolo: fare spazio all’altro.
Il 10 ottobre toccherà all’Arena di Verona aggiungere un posto alla sua lunga storia di musica e spettacolo. E per Lorella Cuccarini, dopo tante apparizioni nell’anfiteatro scaligero, sarà una serata diversa da tutte le altre: la prima volta da attrice sotto il cielo dell’Arena.
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