Dal 22 al 25 settembre Veronafiere accoglierà oltre 1.300 espositori provenienti da 54 Paesi. Attesi 50 mila operatori internazionali. Bricolo: «Un patrimonio condiviso dall’intera filiera»
VERONAFIERE. Sessant’anni di storia, innovazione e relazioni internazionali. Marmomac celebra nel 2026 un anniversario importante e riporta Verona al centro dell’industria mondiale della pietra naturale.
Dal 22 al 25 settembre, i padiglioni di Veronafiere ospiteranno la sessantesima edizione della manifestazione, punto d’incontro di una filiera che riunisce materiali, tecnologie, macchinari, architettura e design. Un appuntamento che, nel corso dei decenni, ha saputo trasformarsi da esposizione legata al territorio veronese in una piattaforma globale per il settore lapideo.
Più di 1.300 espositori da 54 Paesi
I numeri raccontano la dimensione raggiunta da Marmomac. Nei dodici padiglioni e nelle otto aree scoperte del quartiere fieristico, per una superficie complessiva di circa 81 mila metri quadrati, saranno presenti più di 1.300 espositori provenienti da 54 Paesi.
Sono attesi circa 50 mila operatori da 140 nazioni, mentre delegazioni commerciali arriveranno da 58 Paesi grazie alla collaborazione tra Veronafiere, Agenzia ITA-ICE e Confindustria Marmomacchine.
Marmomac si conferma così non soltanto una grande vetrina espositiva, ma soprattutto un luogo nel quale si incontrano produttori, progettisti, architetti, compratori e operatori alla ricerca delle nuove tendenze del mercato.
Un settore italiano che guarda al mondo
L’Italia può contare su circa 300 varietà di pietra naturale e su una filiera che continua a rappresentare un’eccellenza del Made in Italy. Il comparto nazionale comprende 3.200 aziende e occupa 34 mila addetti, con una produzione destinata per il 70% ai mercati esteri.
Secondo i dati di Confindustria Marmomacchine, nel 2025 il settore ha generato un valore pari a 5 miliardi di dollari, in crescita del 4,6% rispetto all’anno precedente. Le esportazioni hanno raggiunto i 3,5 miliardi, con un saldo commerciale positivo di 2,9 miliardi.
Numeri che spiegano perché la manifestazione veronese sia considerata uno strumento strategico per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
«Marmomac celebra quest’anno 60 edizioni, un traguardo che racconta la forza di una manifestazione che non è soltanto patrimonio di Veronafiere, ma un asset condiviso dall’intera filiera nazionale e internazionale della pietra naturale», ha sottolineato Federico Bricolo, presidente di Veronafiere.
Bricolo ha inoltre evidenziato il lavoro svolto insieme alle istituzioni e alle associazioni di categoria per favorire l’arrivo a Verona di compratori e operatori qualificati da tutto il mondo.
A Verona 180 aziende associate
Per Flavio Marabelli, presidente onorario di Confindustria Marmomacchine, Marmomac rimane «un appuntamento fieristico imprescindibile, dove confrontarsi dal vivo con tutti i protagonisti della business community globale».
L’associazione sarà presente con 180 aziende associate e coordinerà l’arrivo di 350 tra compratori e progettisti internazionali, contribuendo a rafforzare ulteriormente la componente professionale della manifestazione.
Dall’industria al design
Nata a Sant’Ambrogio di Valpolicella e successivamente trasferita a Verona, Marmomac ha accompagnato l’evoluzione di un comparto profondamente legato alla storia e all’identità economica del territorio scaligero.
Oggi la rassegna non parla più soltanto di estrazione e lavorazione del marmo, ma mette in dialogo l’industria con l’architettura, la tecnologia, la ricerca e il design.
Nel padiglione 10 sarà allestito lo spazio culturale “The Bedrock – Leading the Future of Natural Stone”, dedicato agli utilizzi più innovativi della pietra naturale e alle sue applicazioni nell’architettura contemporanea.
Marmomac conquista il centro di Verona
La manifestazione uscirà anche dal quartiere fieristico grazie a “Marmomac & The City”. Il centro storico di Verona diventerà un percorso espositivo diffuso, con installazioni in pietra realizzate da designer internazionali in collaborazione con la rassegna “White Carrara”.
Un modo per avvicinare la città alla fiera e mostrare come un materiale antico possa ancora assumere forme sorprendenti, dialogando con gli spazi storici e con la creatività contemporanea.
Sostenibilità, premi e formazione
Tra le novità dell’edizione del sessantesimo anniversario figura il Premio internazionale “Eccellenze Sostenibili”, patrocinato dall’Università di Verona. Il riconoscimento sarà assegnato ai progetti e ai macchinari capaci di ridurre i consumi, migliorare l’efficienza produttiva e limitare l’impatto ambientale.
Tornerà anche il “Best Communicator Award”, giunto alla diciottesima edizione e dedicato agli allestimenti fieristici che meglio riescono a comunicare identità, materiali e capacità progettuale.
L’inaugurazione ufficiale, in programma martedì 22 settembre, sarà aperta da una lezione dell’architetto Carlo Ratti sul rapporto tra tecnologia e architettura.
Dopo sessanta edizioni, dunque, Marmomac non si limita a celebrare il proprio passato. Guarda già al futuro di una filiera chiamata a coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità, confermando Verona come capitale mondiale della pietra naturale.
Foto: da sinistra, Marabelli, Bruno, Santolin, Zivelonghi, Sacripante e Bricolo durante la presentazione di Marmomac 2026
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