Accordo fino al 2028 tra il consorzio del legno-arredo e gli industriali scaligeri. Una filiera da oltre 1.200 imprese e quasi 7mila addetti prova a voltare pagina dopo le difficoltà sui mercati russo e asiatico. Riello: «Vogliamo dare supporto oltre la territorialità». Negri: «Serve un cambio di mentalità»

VERONA – Fare squadra per tornare a crescere. È questo, più ancora dell’aspetto formale, il significato dell’ingresso di Lignum in Confindustria Verona. Un’operazione che porta dentro l’associazione degli industriali scaligeri una delle filiere storiche della Bassa Veronese e, soprattutto, un comparto che dopo anni non semplici cerca nuove strade per tornare competitivo sui mercati internazionali.

L’accordo è stato sottoscritto mercoledì 9 settembre nella sede di Confindustria Verona e sancisce l’ingresso di Lignum come socio effettivo, con un’intesa valida fino al 31 dicembre 2028.

Il consorzio riunisce una sessantina di aziende e detiene la governance del Distretto del Mobile. Ma i numeri dell’intera realtà economica rappresentata sono ben più ampi: oltre 1.200 imprese, quasi 7mila addetti e più di un miliardo di euro di fatturato annuo.

Riello: «Una filiera importante per Verona»

Per il presidente di Confindustria Verona, Giuseppe Riello, l’ingresso di Lignum significa rafforzare la rappresentanza di un settore profondamente radicato nel territorio.

«La filiera del legno è per noi importante, perché questa è una zona ricca, da sempre, di aziende», ha sottolineato Riello.

Il presidente degli industriali non nasconde le difficoltà attraversate dal comparto, che ha pagato in particolare la contrazione di mercati un tempo strategici come quello russo e quelli asiatici.

Ed è proprio qui che la nuova alleanza può diventare qualcosa di più di un accordo associativo.

«Sono un numero elevato di aziende medio-piccole e quindi le accogliamo volentieri nella nostra famiglia per cercare di dare loro un supporto che vada al di là della territorialità», ha spiegato Riello.

In altre parole, uscire dai confini del distretto per cercare opportunità, servizi, relazioni e soprattutto nuovi mercati.

Negri: «Dobbiamo uscire dalla logica dell’isolamento»

È un passaggio sul quale insiste anche il presidente di Lignum, Marco Negri. La parola d’ordine è sinergia, ma dietro c’è soprattutto la necessità di cambiare approccio.

«La sinergia con Confindustria Verona, e il suo consolidamento concreto, è un elemento di valorizzazione unico per la filiera del legno-arredo come elemento centrale per il territorio veronese», afferma Negri.

L’obiettivo dichiarato dal direttivo è favorire un vero «cambio di mentalità», abbandonando quella logica dell’isolamento che in passato ha rischiato di limitare le possibilità di crescita di molte piccole e medie imprese.

Il momento, secondo Lignum, offre qualche segnale incoraggiante.

«Il settore è in leggera ripresa, le aziende stanno capendo dove dirigere le proprie energie e le proprie forze dopo aver avuto una grande battuta d’arresto», osserva Negri.

Europa e Stati Uniti, la nuova sfida dell’export

Se Russia e Asia non rappresentano più gli sbocchi di un tempo, la geografia commerciale del mobile veronese sta cambiando.

Le imprese guardano all’Europa, ma anche agli Stati Uniti, nonostante l’incognita dei dazi.

«Le direzioni sono sia europee sia, nonostante i dazi, l’America», conferma il presidente di Lignum.

E qualcosa si sta già muovendo. Alcune aziende hanno aperto uffici commerciali negli Stati Uniti, altre stanno modificando il proprio modello produttivo e commerciale.

Accanto alla tradizionale produzione di mobili prende così spazio il “terzismo evoluto”, rivolto anche alle grandi aziende del lusso, mentre altre imprese cercano di proporsi come general contractor, capaci cioè di gestire commesse più articolate e complesse.

È il segnale di un distretto che prova a reinventarsi senza rinnegare la propria storia.

A spingere il cambiamento c’è anche il ricambio generazionale: nelle aziende stanno entrando nuove figure imprenditoriali, con maggiore attenzione all’internazionalizzazione, all’innovazione e a modelli di business differenti rispetto al passato.

L’ingresso in Confindustria Verona arriva quindi in un momento delicato ma potenzialmente decisivo. Il mobile veronese ha ancora numeri, competenze e tradizione per pesare. La sfida, adesso, è trasformare una filiera composta soprattutto da piccole e medie imprese in una rete capace di presentarsi con maggiore forza fuori dai propri confini.

E l’accordo tra Lignum e Confindustria potrebbe rappresentare proprio il primo passo di questa nuova fase.

 

Foto: da sinistra, il presidente di Confindustria Verona, Giuseppe Riello e il presidente di Lignum, Marco Negri.

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