L’incendio di via Ca’ de Micheli ha tenuto il paese con il fiato sospeso per ore. Le fiamme, partite da un deposito di gomme, hanno raggiunto un capannone con copertura in amianto. Finita l’emergenza del fuoco, resta quella delle possibili conseguenze ambientali.
SANGUINETTO – Prima le fiamme, poi l’enorme nube nera e infine la preoccupazione per l’amianto. È stato un pomeriggio e una serata difficili quelli vissuti mercoledì 12 agosto a Sanguinetto, dove un incendio divampato in via Ca’ de Micheli ha fatto scattare una vasta operazione dei vigili del fuoco e ha costretto l’amministrazione comunale a invitare i cittadini a rimanere nelle proprie abitazioni con porte e finestre chiuse.
Un’emergenza che, quando sembrava ormai avviata verso la conclusione, ha avuto una seconda e più preoccupante fase: il fuoco si è infatti esteso a un vicino edificio artigianale la cui copertura sarebbe costituita da materiale contenente amianto.
Ed è proprio su questo aspetto che, spento l’incendio, si concentra ora inevitabilmente l’attenzione.
DAL DEPOSITO DI GOMME AL CAPANNONE
L’allarme è scattato nel pomeriggio, poco dopo le 15. Le fiamme avrebbero avuto origine da un container utilizzato per il deposito temporaneo di alcune tonnellate di pneumatici destinati allo smaltimento.
La combustione delle gomme ha prodotto quasi immediatamente una colonna di fumo nero impressionante, tanto alta da essere avvistata a chilometri di distanza, anche dalle zone di Nogara, Legnago e Bovolone.
Sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco, inizialmente da Legnago e successivamente con ulteriori rinforzi. Per alcune ore il lavoro dei soccorritori sembrava aver permesso di riportare la situazione sotto controllo.
Poi, intorno alle 17, il quadro è cambiato.
Le fiamme hanno ripreso forza raggiungendo il capannone vicino. Il nuovo incendio ha generato un’altra pesante nube scura e, soprattutto, ha fatto emergere il problema della copertura dell’edificio, indicata come contenente amianto.
L’APPELLO DEL SINDACO: «NON USCITE DI CASA»
A quel punto la prudenza è diventata massima.
Il sindaco Daniele Fraccaroli, sulla base delle indicazioni ricevute durante le operazioni di soccorso, ha invitato la popolazione a non uscire dalle abitazioni e a mantenere chiuse porte e finestre, in attesa dell’evoluzione della situazione.
C’è preoccupazione perché il tetto del capannone distrutto era di amianto che, sommato alla combustione degli pneumatici, ha creato un grosso problema ambientale per il paese».
Un allarme comprensibile davanti a un incendio nel quale sono stati coinvolti materiali che richiedono particolare attenzione sotto il profilo ambientale.
La raccomandazione è stata rapidamente recepita dai residenti e Sanguinetto, mentre i soccorritori continuavano a combattere contro le fiamme, si è ritrovato con molte famiglie chiuse in casa.
ORE DI LAVORO PER I VIGILI DEL FUOCO
L’intervento è stato particolarmente impegnativo. Quattordici vigili del fuoco, con mezzi e personale arrivati anche in supporto da altri distaccamenti, hanno lavorato per contenere l’incendio, spegnere i diversi focolai e mettere in sicurezza l’area.
Il rogo ha avuto conseguenze anche sulla rete elettrica, con la caduta di un traliccio e disagi per alcune utenze della zona.
In via Ca’ de Micheli sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Sanguinetto, sia per mantenere libera l’area delle operazioni dalla presenza dei numerosi curiosi richiamati dalla colonna di fumo, sia per gli accertamenti necessari a ricostruire l’origine dell’incendio.
Sulle cause serviranno verifiche: al momento appare quindi prematuro attribuire con certezza l’innesco a una particolare origine.
SPENTO IL FUOCO, RESTANO LE DOMANDE
Le fiamme sono state domate in serata, attorno alle 19.30, ma il lavoro dei vigili del fuoco è proseguito ancora a lungo con le operazioni di smassamento e bonifica.
Ed è proprio dopo lo spegnimento che comincia la seconda fase dell’emergenza.
Che cosa ha disperso nell’aria l’incendio? La copertura contenente amianto è stata danneggiata e, in caso affermativo, in quale misura? Ci sono state dispersioni di fibre o altri contaminanti nelle aree circostanti? Saranno necessari controlli ambientali e ulteriori interventi di bonifica?
Sono interrogativi ai quali dovranno dare risposta gli accertamenti tecnici degli enti competenti.
Perché la grande nube nera che mercoledì ha impressionato Sanguinetto è ormai scomparsa dal cielo, ma per il paese l’emergenza potrà dirsi realmente conclusa soltanto quando sarà chiarito anche il possibile impatto ambientale del rogo.
Foto: dal Comune Comune di Sanguinetto
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