Dal 30 luglio al 10 settembre sette rappresentazioni dell’opera simbolo dell’Anfiteatro. Attesa per Anna Netrebko, Jonas Kaufmann e Roberto Alagna. Lo storico allestimento di Franco Zeffirelli si avvicina a un traguardo straordinario: un milione e mezzo di spettatori.

VERONA – L’Arena di Verona si prepara a vivere uno dei momenti più attesi del suo 103° Opera Festival. Da giovedì 30 luglio torna in scena Aida, il titolo che più di ogni altro identifica l’Anfiteatro veronese nel mondo, questa volta nell’imponente e sontuoso allestimento firmato da Franco Zeffirelli, destinato a conquistare ancora una volta migliaia di spettatori.

La prima rappresentazione è già sold out, segno di un entusiasmo che non accenna a diminuire per quello che è considerato il vero simbolo dell’opera areniana. Seguiranno altre sei recite, il 9, 15, 23 e 30 agosto, quindi il 4 e il 10 settembre.

L’opera che ha fatto la storia dell’Arena

Se c’è un titolo che racconta l’identità dell’Arena di Verona, quello è proprio Aida. Fu infatti l’opera scelta per inaugurare il primo Festival lirico nel lontano 1913 e, da allora, è diventata la produzione più rappresentata nell’Anfiteatro, raggiungendo oggi 783 recite.

Dopo il suggestivo allestimento firmato da Stefano Poda, protagonista della prima parte della stagione, il Festival cambia completamente atmosfera e riporta il pubblico nell’antico Egitto immaginato da Zeffirelli: un universo dominato dall’oro, dalla luce e dalla monumentalità, dove piramidi, templi, sfingi e preziosi costumi trasformano il palcoscenico in uno spettacolo che va ben oltre la lirica.

L’impianto scenografico, ideato nel 2002 dal grande regista fiorentino, continua ancora oggi a stupire per la capacità di alternare grandiose scene corali a momenti di intensa intimità, accompagnando lo spettatore dal fragore delle piazze egizie fino alle confessioni più profonde dei protagonisti.

Un traguardo storico: un milione e mezzo di spettatori

L’edizione 2026 sarà anche quella di un importante record.
Secondo le previsioni della Fondazione Arena, proprio a metà agosto questo storico allestimento raggiungerà la straordinaria quota di 1 milione e 500 mila spettatori, confermandosi una delle produzioni liriche più amate della storia dell’opera italiana.

Merito anche dell’imponente macchina organizzativa che porta sul palco centinaia di artisti tra orchestra, coro, ballerini, mimi, figuranti e le celebri trombe egizie, dando vita a uno spettacolo che continua a rappresentare uno dei simboli culturali della città di Verona.

Un cast da grandi occasioni

A rendere ancora più prestigiosa questa serie di rappresentazioni sarà un cast internazionale di assoluto livello.

Sul podio salirà il maestro Francesco Ommassini, alla guida dell’Orchestra della Fondazione Arena e del Coro preparato da Roberto Gabbiani.

Ad alternarsi nel ruolo della principessa etiope saranno alcune delle voci più celebri del panorama mondiale.

Per tre recite il pubblico applaudirà Aleksandra Kurzak, affiancata dal debuttante tenore sudcoreano SeokJong Baek nella serata inaugurale e da Roberto Alagna nelle repliche del 9 e 23 agosto.

L’evento più atteso arriverà però il 30 agosto, quando sul palcoscenico dell’Arena vestirà i panni di Aida Anna Netrebko, protagonista di una serata destinata a richiamare appassionati da tutta Europa.

Gran finale il 10 settembre, con il ritorno del celebre tenore Jonas Kaufmann nel ruolo di Radamès.

Completano il cast artisti di primo piano come Maria José Siri, Yusif Eyvazov, Clémentine Margaine, Ludovic Tézier, Alexander Vinogradov, Simon Lim e numerosi altri interpreti di fama internazionale.

Lo spettacolo totale di Zeffirelli

L’allestimento ideato da Franco Zeffirelli rimane uno degli esempi più riusciti di spettacolo operistico monumentale.

L’antico Egitto prende forma attraverso scenografie maestose, giochi di luce, cambi scena rapidissimi e una tavolozza di colori che richiama l’oro, le pietre preziose e i tessuti più raffinati. I costumi disegnati da Anna Anni e le coreografie di Vladimir Vasiliev completano una produzione capace di fondere eleganza, spettacolarità e intensità drammatica.

È proprio questa miscela a rendere l’Aida di Zeffirelli una delle produzioni più amate dal pubblico internazionale, capace di emozionare tanto gli spettatori alla prima esperienza quanto gli appassionati che tornano ogni estate ad assistere al capolavoro verdiano.

Il cuore del Festival

Con il ritorno di Aida, il Festival areniano entra nella sua fase più intensa.

Accanto al capolavoro di Verdi proseguono infatti gli altri grandi titoli della stagione – Nabucco, La Bohème, Turandot e la nuova Traviata – oltre agli appuntamenti speciali che arricchiscono l’estate veronese, confermando ancora una volta l’Arena come uno dei palcoscenici lirici più prestigiosi al mondo.

 

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