Il talento della Bassa Veronese trionfa nei 200 farfalla con la Nazionale italiana dopo una squalifica che avrebbe potuto abbatterlo. «Sul podio è stato il momento più emozionante della mia vita»

Ci sono vittorie che valgono una medaglia e altre che raccontano una storia. Quella di Riccardo Zanarotto, giovanissimo nuotatore di Castagnaro, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Perché dietro l’oro conquistato alla Mediterranean Swimming Cup – Coppa Comen, disputata a Novi Sad, in Serbia, dal 19 al 21 giugno, c’è il coraggio di rialzarsi dopo una delusione, la forza di credere nel proprio talento e il sacrificio quotidiano di un ragazzo che, a soli 15 anni, sta già scrivendo pagine importanti del nuoto italiano.

Classe 2011, il più giovane dell’intera spedizione azzurra – tutti gli altri convocati erano del 2010 – Riccardo ha regalato all’Italia una splendida vittoria nei 200 metri farfalla, imponendosi contro i migliori giovani nuotatori dei 19 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Un successo costruito con pazienza, chilometro dopo chilometro. Ogni giorno parte da Castagnaro accompagnato dai genitori per raggiungere la piscina di Legnago, dove si allena con Legnago Nuoto, pur gareggiando per Padova Nuoto. Ore di vasca, disciplina, rinunce e una maturità che colpisce chiunque lo incontri.

Ma la medaglia d’oro non è arrivata senza ostacoli.

Nella giornata precedente Riccardo aveva disputato una straordinaria finale dei 100 farfalla, chiusa al secondo posto. Poi la doccia fredda: una virata giudicata irregolare gli è costata la squalifica.

Per molti sarebbe stato un colpo difficile da assorbire. Per lui, invece, è diventato la scintilla della rivincita.

«Per me è stata un’esperienza unica – racconta – dalla quale porto con me una nuova consapevolezza. Ho imparato a gestire le gare, ma anche i momenti di sconforto».

E proprio quel momento difficile gli ha dato la forza per trasformare la delusione in energia.

«Dopo la squalifica nei 100 farfalla – spiega – invece di scoraggiarmi mi sono caricato ancora di più. Merito anche del gruppo della Nazionale: allenatori, compagni e accompagnatori mi sono stati vicini. Il giorno dopo, quando sono entrato in vasca per i 200 farfalla, ero concentratissimo e convinto di poter fare una grande gara. Sapevo che non gareggiavo soltanto per me, ma per la mia società e soprattutto per l’Italia».

Una convinzione trasformata in realtà.

Riccardo domina la finale e conquista l’oro, regalando agli azzurri uno dei momenti più belli dell’intera manifestazione.

E quando gli si chiede quale immagine porterà per sempre nel cuore, non ha dubbi.

«Il momento più bello è stato salire sul podio. Vedere alzarsi la bandiera italiana mentre risuonava l’Inno di Mameli, con tutti i miei compagni che cantavano e applaudivano, è stata un’emozione indescrivibile».

Parole semplici, sincere, pronunciate con l’umiltà di chi sa che ogni traguardo rappresenta soltanto un nuovo punto di partenza.

La convocazione in Nazionale non è arrivata per caso.

Nel corso della stagione Riccardo ha collezionato risultati straordinari. Ai Campionati italiani di categoria di Riccione ha conquistato il titolo nei 200 misti, 400 misti, 50 farfalla e 200 farfalla, stabilendo il record della manifestazione sia nei 50 che nei 200 farfalla. In quest’ultima gara è diventato il primo atleta della categoria Ragazzi 1 a scendere sotto il muro dei due minuti, ottenendo anche la qualificazione ai Campionati Italiani Assoluti.

Sempre a Riccione, agli Assoluti di aprile, ha poi raggiunto uno storico secondo posto nella finale Junior riservata ad atleti anche di tre anni più grandi di lui, confermando di poter già competere ai massimi livelli nazionali.

Numeri che hanno convinto il responsabile delle squadre giovanili, Marco Menchinelli, a inserirlo nella selezione italiana composta da 32 giovani talenti.

Anche lontano dalla piscina Riccardo dimostra la stessa maturità.

La trasferta con la Nazionale è stata la prima senza mamma e papà.

«Ci siamo ritrovati tutti a Roma e siamo partiti insieme. È stata la prima volta da solo, ma siamo diventati una vera famiglia. Questo spirito di squadra ci ha aiutati tantissimo e alla fine l’Italia ha chiuso al primo posto nella classifica generale di una Coppa Comen che molti tecnici hanno definito la più competitiva degli ultimi dieci anni».

Non c’è soltanto il delfino nel suo repertorio. Riccardo gareggia anche nei misti, nello stile libero, nella rana e nel dorso, affrontando con naturalezza distanze che vanno dai 200 fino ai 1.500 metri.

Ora il pensiero è già rivolto ai prossimi Campionati Italiani, in programma a Roma dal 31 luglio al 2 agosto, dove cercherà di confermare tutto il proprio valore.

E poi c’è la scuola.

«Studio, tranquillo – risponde sorridendo –. Ho concluso l’anno con ottimi voti. Con una mamma professoressa e un papà direttore di banca non posso certo deluderli proprio nello studio».

Una risposta che racconta forse meglio di qualsiasi medaglia chi sia davvero Riccardo Zanarotto: un ragazzo con un talento straordinario, ma soprattutto con la testa sulle spalle, educato al sacrificio, all’impegno e all’umiltà.

Qualità che, spesso, valgono quanto un oro internazionale e che fanno pensare come il trionfo di Novi Sad possa essere soltanto l’inizio di una carriera destinata a regalare ancora molte emozioni, non solo a Castagnaro e alla Bassa Veronese, ma a tutto il nuoto italiano.

Francesco Occhi


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