ISOLA DELLA SCALA – Dalle polemiche politiche agli accertamenti amministrativi e giudiziari. Il caso dell’ex supermercato River entra in una nuova fase dopo l’esposto presentato dal consigliere comunale del Gruppo Misto Antonio Ruotolo, che chiede verifiche urgenti sull’utilizzo dell’immobile e il possibile stop delle attività fino al ripristino delle condizioni previste dalla legge.
L’esposto, indirizzato al sindaco Luigi Mirandola, alla Polizia Locale, all’Ufficio Tecnico, al Segretario comunale e, per conoscenza, alla Procura della Repubblica di Verona, riporta al centro del dibattito una vicenda che nelle ultime settimane ha animato il confronto politico cittadino.
Il nodo, tuttavia, non riguarda tanto le ipotesi circolate sul futuro dell’immobile, quanto una questione precisa: la struttura, secondo la risposta ufficiale fornita dal Comune allo stesso Ruotolo, non risulta ancora formalmente agibile per poter essere utilizzata come sede dell’associazione.
L’esposto: «Va verificato l’utilizzo dei locali»
Nel documento depositato il 24 luglio, Ruotolo ricorda di aver già interrogato l’Amministrazione comunale sulla vicenda e richiama la risposta ricevuta dagli uffici, dalla quale emerge che non risulta presentata la Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA).
Secondo il consigliere, fotografie scattate il 17 luglio mostrerebbero un costante afflusso di persone all’interno dell’ex River, circostanza che, se accertata, potrebbe risultare incompatibile con un immobile ancora privo dell’agibilità.
Per questo Ruotolo chiede l’intensificazione immediata dei controlli, la verifica dell’effettivo utilizzo dei locali, l’accertamento di eventuali violazioni, l’applicazione delle sanzioni previste e, se necessario, la sospensione o la chiusura temporanea della struttura fino al completo rispetto della normativa.
Secondo il consigliere, l’utilizzo di un edificio non ancora dichiarato agibile potrebbe inoltre comportare potenziali rischi sotto il profilo della sicurezza.
La pratica è aperta, ma il cambio d’uso non è concluso
Dagli atti comunali emerge che sull’immobile è stata presentata una CILA per il cambio di destinazione d’uso da attività commerciale a sede di un’associazione culturale del Terzo Settore.
Il sindaco Luigi Mirandola interpellato dalla redazione ha chiarito che la proprietà dell’ex River appartiene oggi a un’associazione islamica, precisando però che nella pratica depositata in Comune non compare alcuna richiesta di destinazione a luogo di culto, bensì esclusivamente quella relativa a un’associazione culturale.
Un elemento che l’Amministrazione considera decisivo è che l’iter autorizzativo non è ancora concluso: l’immobile mantiene infatti ancora oggi la destinazione commerciale originaria e il cambio d’uso non è stato ancora approvato.
Mirandola: «Le fotografie non bastano»
Il primo cittadino conferma che il Comune ha già disposto ulteriori verifiche.
«La pratica per il cambio di destinazione d’uso è stata presentata, ma non è ancora conclusa. Finché l’iter non sarà completato, il locale dovrebbe essere utilizzato esclusivamente per consentire l’esecuzione dei lavori necessari da parte degli operatori», spiega Mirandola.
Il sindaco invita inoltre alla prudenza rispetto alle segnalazioni ricevute.
«Le fotografie da sole non bastano. Servono verifiche ufficiali. Ora, faremo ulteriori accertamenti con la Polizia Locale e l’Ufficio Tecnico. Se dovesse emergere un utilizzo difforme rispetto a quello autorizzato, saranno adottati i provvedimenti previsti.»
Mirandola ribadisce che, allo stato attuale, non esistono accertamenti ufficiali che dimostrino un utilizzo dell’immobile come luogo di culto e che ogni decisione sarà assunta esclusivamente sulla base degli esiti delle verifiche tecniche e amministrative.
Scontro politico
La vicenda continua intanto ad alimentare il confronto politico.
Per Ruotolo non basta attendere l’esito degli accertamenti. Il consigliere punta il dito anche contro quella che definisce l’inerzia della sua ex maggioranza.
«La situazione è molto complicata – afferma – e mi sorprende il silenzio di alcuni esponenti di maggioranza della Lega che, a mio avviso, non stanno esercitando alcuna pressione affinché venga fatta piena chiarezza.»
Nel mirino del consigliere finiscono in particolare l’assessore alla Polizia Locale Carlo Ferro, la consigliera Sonia Ferrari e l’assessore all’Edilizia privata Matilde Perbellini, ai quali viene contestata una sostanziale assenza di iniziativa politica sulla vicenda.
Il consigliere assicura infine che non intende fermarsi: «Continuerò a presentare atti ogni volta che riterrò che non venga rispettata la legge. Il compito di un consigliere comunale è vigilare sul rispetto delle regole e tutelare l’interesse pubblico.»
Con l’esposto trasmesso anche alla Procura della Repubblica e i nuovi controlli annunciati dal Comune, la vicenda dell’ex River entra ora in una fase decisiva. Saranno gli accertamenti di Polizia Locale e Ufficio Tecnico a stabilire se l’immobile sia stato utilizzato in modo difforme rispetto a quanto autorizzato e se vi siano i presupposti per eventuali provvedimenti amministrativi.

L’ex River a Isola della Scala
Copyright © 2026 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti Riservati











