VERONA – L’ATO Veronese volta pagina. Dal prossimo 1° luglio sarà infatti Alessandro Bordin a guidare il Consiglio di Bacino che governa e coordina il servizio idrico integrato dell’intera provincia di Verona. Una nomina che segna l’avvio di una nuova fase per l’ente, chiamato nei prossimi anni a confrontarsi con investimenti strategici, sostenibilità ambientale e gestione delle risorse idriche in un contesto sempre più segnato dai cambiamenti climatici.
La decisione è stata formalizzata dall’Assemblea d’Ambito dei sindaci, riunitasi il 15 giugno scorso, su proposta del Comitato Istituzionale. L’assemblea ha rappresentato anche l’ultima seduta del direttore uscente Luciano Franchini, che il 30 giugno concluderà il proprio incarico dopo aver accompagnato la crescita dell’ATO Veronese fin dalla sua costituzione, avvenuta nel 2006.
Un tecnico esperto per una fase delicata
Cinquantaquattro anni, originario di Rovigo ma con radici veronesi, Alessandro Bordin è ingegnere civile idraulico e attualmente dirige il Consiglio di Bacino Polesine, incarico che continuerà a mantenere parallelamente alla nuova responsabilità veronese.
Il suo curriculum parla di oltre venticinque anni di esperienza nel settore idrico, tra pianificazione degli investimenti, infrastrutture acquedottistiche e fognarie, regolazione dei servizi pubblici e sostenibilità ambientale.
Un profilo tecnico che arriva in un momento particolarmente importante per il sistema idrico provinciale.
Le sfide: investimenti, qualità del servizio e nuove tariffe
Nei prossimi mesi l’ATO Veronese sarà chiamato a gestire dossier di grande rilevanza.
Tra le priorità figurano il completamento delle procedure legate ai finanziamenti del PNRR, l’applicazione delle nuove regole sulla qualità tecnica del servizio e soprattutto l’aggiornamento tariffario per il biennio 2026-2027, con il relativo piano degli interventi che dovrà essere approvato entro il prossimo 31 ottobre.
Temi che riguardano direttamente cittadini, imprese e amministrazioni comunali, chiamati a confrontarsi con la necessità di garantire infrastrutture moderne e resilienti senza perdere di vista la sostenibilità economica del servizio.
«Le sfide climatiche richiedono una pianificazione sempre più efficace»
Nel suo primo intervento davanti ai sindaci veronesi, Bordin ha evidenziato come le problematiche del servizio idrico siano ormai comuni a tutti i territori italiani.
«I nostri enti sono strutture altamente tecniche e specialistiche chiamate a tradurre sul territorio le direttive nazionali e regionali in materia di acquedotto, fognatura e depurazione. Le sfide ambientali e climatiche richiedono una pianificazione sempre più efficace e una stretta collaborazione con i gestori del servizio idrico e con gli enti locali», ha spiegato il nuovo direttore.
Parole che fotografano una realtà in cui la gestione dell’acqua è sempre più legata alla capacità di programmare investimenti e prevenire criticità future.
L’esperienza del Polesine al servizio del territorio veronese
Bordin ha inoltre sottolineato di aver trovato nell’ATO Veronese una struttura «ben organizzata ed efficiente», manifestando l’intenzione di mettere a disposizione l’esperienza maturata in Polesine.
Particolare attenzione sarà dedicata ai cosiddetti Piani delle Acque comunali, strumenti che consentono alle amministrazioni locali di individuare e programmare gli interventi necessari per affrontare problematiche idrauliche e rischi di allagamento nei centri urbani.
«Avrò bisogno di un periodo di conoscenza del territorio, ma mi metto fin da subito a disposizione per raccogliere le istanze degli amministratori e proseguire il lavoro svolto in questi anni dall’ATO Veronese», ha dichiarato.
Il saluto a Franchini e il benvenuto di Fanton
La nomina coincide con il passaggio di testimone da Luciano Franchini, figura storica dell’ente, che lascia dopo vent’anni di attività e dopo aver seguito l’evoluzione del sistema idrico veronese fin dalla nascita dell’ATO.
A salutare il direttore uscente e ad accogliere il nuovo è stato il presidente dell’ATO Veronese, Bruno Fanton.
«Do il benvenuto al nuovo direttore – ha dichiarato – un professionista che, nonostante la giovane età, possiede un curriculum e un’esperienza di assoluto rilievo. Ringrazio personalmente Luciano Franchini per la professionalità e le qualità umane dimostrate in tutti questi anni alla guida dell’ATO Veronese».
L’incarico affidato a Bordin avrà una durata iniziale di almeno un anno, accompagnando l’ente fino alla prossima tornata di elezioni amministrative che interesserà gran parte dei Comuni della provincia.
Un passaggio di consegne che punta a garantire continuità amministrativa ma che apre anche una nuova stagione, nella quale gestione dell’acqua, sicurezza idraulica e sostenibilità ambientale saranno sempre più al centro delle politiche territoriali.
Foto: da sinistra, Franchini, Bordin e Fantoni
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