Sei serate per l’opera simbolo del Festival. Daniel Oren sul podio e un cast internazionale per uno degli spettacoli più amati dal pubblico areniano

VERONA – L’opera regina dell’Arena è pronta a tornare protagonista. Da venerdì 19 giugno, nell’ambito del 103° Arena Opera Festival, si alza il sipario su Aida di Giuseppe Verdi, il titolo che più di ogni altro identifica la storia e il fascino dell’anfiteatro veronese. Per sei serate il pubblico potrà assistere all’acclamata versione “di cristallo” firmata da Stefano Poda, un allestimento che ha segnato il centenario del Festival e che continua a stupire per la sua forza visiva e la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione.

L’opera più rappresentata nella storia dell’Arena – quella del 19 giugno sarà infatti la recita numero 778 – torna con un impianto scenico monumentale fatto di giochi di luce, trasparenze, laser, costumi sontuosi e suggestioni che uniscono l’antico Egitto all’arte contemporanea. Un viaggio spettacolare che valorizza la maestosità dell’anfiteatro romano, trasformandolo in un grande spazio rituale dove si intrecciano amore, guerra, potere e destino.

Alla guida dell’Orchestra e del Coro di Fondazione Arena ci sarà il maestro Daniel Oren, una delle figure più amate dal pubblico veronese, forte di oltre cinquecento presenze sul podio areniano. In scena un cast di assoluto livello internazionale, con il soprano Maria José Siri nel ruolo della principessa etiope Aida, il tenore Yusif Eyvazov nei panni di Radamès e il mezzosoprano Clementino Margaine come Amneris. Completano il cast artisti di grande esperienza come Amartuvshin Enkhbat, Simon Lim, Abramo Rosalen e numerosi interpreti che si alterneranno nel corso delle repliche.

L’allestimento ideato da Poda rappresenta una delle produzioni più innovative degli ultimi anni. Le celebri piramidi, i simboli sacri, le scenografie luminose e gli eleganti costumi creano un impatto visivo straordinario che accompagna il dramma verdiano senza tradirne l’essenza. Il risultato è uno spettacolo immersivo che ha conquistato critica e pubblico sin dal suo debutto.

Al centro della vicenda resta l’eterno conflitto tra amore e dovere. Radamès, giovane condottiero egiziano, ama Aida, schiava ma in realtà principessa etiope, mentre Amneris, figlia del faraone, è innamorata di lui. Sullo sfondo della guerra tra Egitto ed Etiopia si sviluppa una delle storie più intense del repertorio operistico, culminando in un finale tragico e commovente che continua a emozionare generazioni di spettatori.

Dopo la prima del 19 giugno, Aida tornerà in Arena il 25 giugno e il 2, 10, 19 e 24 luglio, sempre alle ore 21.15.

L’opera si inserisce in una stagione che si preannuncia tra le più ricche della storia recente dell’anfiteatro veronese. Accanto alla nuova produzione della Traviata, il Festival 2026 propone infatti Nabucco, La Bohème, Turandot nel centenario della prima assoluta, oltre a grandi eventi speciali come il ritorno di Roberto Bolle and Friends, i Carmina Burana e nuove produzioni multimediali pensate per ampliare ulteriormente il pubblico dell’Arena.

Con il ritorno di Aida, Verona rinnova così uno dei suoi riti culturali più prestigiosi, confermando l’anfiteatro romano come uno dei palcoscenici lirici più importanti e affascinanti al mondo.


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