MARIÁNSKÉ LÁZNĚ (Repubblica Ceca) – C’è anche una significativa firma italiana dietro una delle più importanti riscoperte artistiche degli ultimi anni in Europa. Il 21 maggio scorso, nella prestigiosa cornice dell’Hotel Nové Lázně, nel cuore della rinomata località termale di Mariánské Lázně, è stata presentata ufficialmente la monumentale monografia dedicata a Vlastimil Košvanec (Praga 1887-1961), artista cecoslovacco di straordinario talento rimasto per decenni ai margini della storia dell’arte.
L’evento, significativamente intitolato «Il Ritorno del Maestro Perduto», ha rappresentato il momento culminante di un lungo percorso di ricerca che ha visto protagonisti tre italiani: l’esperto d’arte bresciano Giuseppe Franzoni, scopritore dell’artista e autore di oltre trentacinque anni di indagini e studi, il professor Mino Colosio, autore dei testi della monografia, e il pittore veronese Charlie, Accademico onorario dell’Accademia delle Arti della Russia, chiamato a firmare la presentazione critica dell’opera.
Il volume, pubblicato in inglese, ceco e italiano, raccoglie oltre quattrocento pagine di documentazione, analisi e immagini che restituiscono finalmente dignità storica a un protagonista dimenticato dell’arte europea del Novecento.
Un evento internazionale tra diplomazia, cultura e arte
La cerimonia è stata diretta dall’ambasciatore della Repubblica Ceca negli Stati Uniti, Hynek Kmoníček, e ha visto la partecipazione di alcune tra le più alte autorità istituzionali del Paese. Presenti il vice ministro della Cultura Adam Godi Kocian, che ha portato l’alto patrocinio del Ministero della Cultura ceco, e Karel Beran, ambasciatore permanente presso le Nazioni Unite a Vienna.
Per il Rotary Club sono intervenuti Stanislav Perkovec, presidente di Praga, e Giuseppe Carbone, vicepresidente di Roma. Fondamentale anche il lavoro di coordinamento svolto da Hana Da Ross, direttrice della Camera di Commercio e Cultura Italo-Ceca di Milano, che ha curato i rapporti tra Italia e Repubblica Ceca e l’organizzazione dell’intera iniziativa.
Charlie relatore ufficiale del «Ritorno del Maestro Perduto»
A testimoniare il prestigio internazionale dell’iniziativa è stato anche l’invito ufficiale rivolto a Charlie in qualità di relatore dell’evento.
Nella lettera firmata da Hana Da Ross si sottolinea come il contributo dell’artista veronese alla ricerca documentale e alla ricostruzione biografica di Košvanec rappresenti «il cuore scientifico di questo progetto».
«Sarà l’occasione ideale per condividere con il pubblico e le autorità presenti i dettagli della curatela e l’importanza del lavoro di riscoperta svolto», si legge nell’invito, che evidenzia come la sua partecipazione avrebbe conferito «ulteriore prestigio e autorevolezza scientifica all’evento».
«Da questa notte nel cielo della Boemia ci sarà una nuova stella».
Particolarmente apprezzato l’intervento tenuto da Charlie durante la conferenza. «Porto dall’Italia il mio saluto alle autorità della Repubblica Ceca e a tutti gli invitati presenti. Da questa notte nel cielo della Boemia ci sarà una nuova stella. Dopo ottant’anni ritorna a risplendere la luce di Vlastimil Košvanec, un intellettuale cosmopolita che ha regalato alla storia un indiscutibile patrimonio artistico».
Parole che hanno sintetizzato il significato più profondo dell’intero progetto. «Questa nuova luce si espanderà per tutta Europa e anche nel resto del mondo grazie all’idea visionaria dello scopritore Giuseppe Franzoni, alla magia della penna del professor Mino Colosio e al prezioso supporto di Hana Da Ross. Essere stato scelto per presentare questo volume mi onora e mi gratifica».
Un ponte tra Boemia, Italia e Francia
Nella sua analisi critica, Charlie definisce Košvanec «un ponte mistico con la storia dell’arte». Nato a Praga nel 1887, l’artista parlava e scriveva diverse lingue, viaggiava in tutta Europa e intratteneva rapporti con importanti musei e gallerie internazionali.
La sua pittura riuscì a fondere la cultura classica greca, il Rinascimento italiano e l’Impressionismo francese in una sintesi originale e personale. Nelle sue opere convivono l’eredità di Michelangelo e Botticelli, la luce di Monet, le suggestioni di Cézanne e la sensibilità della grande tradizione artistica europea.
Pittore, illustratore, insegnante e vignettista satirico, Košvanec fu una figura centrale nella vita culturale cecoslovacca tra le due guerre mondiali, contribuendo a diffondere nel proprio Paese le più importanti correnti artistiche europee.
Dall’oblio alla rinascita
La sua carriera venne però spezzata dal cambiamento politico del secondo dopoguerra. Accuse rivelatesi infondate e una progressiva emarginazione culturale lo condannarono a un lungo periodo di isolamento e povertà.
Morì nel 1961, praticamente dimenticato.
Per oltre settant’anni il suo nome rimase nell’ombra, fino alla scoperta di Giuseppe Franzoni e al lavoro di ricerca che ha coinvolto studiosi, istituzioni e appassionati d’arte.
Oggi quella lunga ingiustizia storica sembra finalmente sanata.
Con la pubblicazione della monografia e con il successo dell’evento internazionale di Mariánské Lázně, Vlastimil Košvanec torna infatti a occupare il posto che gli spetta nella grande storia dell’arte europea del Novecento.
Una rinascita culturale che porta anche un’importante firma italiana e che dimostra come la ricerca, la passione e la collaborazione tra Paesi possano ancora restituire alla memoria collettiva figure straordinarie che il tempo aveva ingiustamente cancellato.
Foto: da sinistra, l’Hotel Nové Lázně, nel cuore di Mariánské Lázně (Repubblica Ceca) ; il volume “ Vlastimil Košvanec. Il pittore sepolto dalla storia”; il pittore veronese Accademico onorario dell’Accademia delle Arti della Russia, Charlie.
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