Destination Verona & Garda replica alle critiche del sindaco Davide Bendinelli e incassa il sostegno di Camera di Commercio, amministratori e categorie economiche. Artelio: «Non siamo la Fondazione di un singolo Comune». Arena avverte: l’uscita potrebbe avere conseguenze anche sull’accesso delle imprese gardesane ai bandi regionali.

Lo strappo del Comune di Garda non passa sotto silenzio. Dopo l’annuncio del sindaco Davide Bendinelli di voler abbandonare Destination Verona & Garda Foundation, giudicandone insufficienti «incisività, concretezza e risultati», arriva una replica corale. E il messaggio, questa volta, è altrettanto netto: le critiche sono legittime, ma i risultati – sostiene DVG – ci sono e sono misurabili.

Attorno alla Fondazione fanno quadrato la Camera di Commercio, diversi sindaci del Garda, il Comune di Verona e le associazioni di categoria. Una risposta che trasforma quello che poteva sembrare un semplice divorzio amministrativo in un confronto molto più ampio sul futuro della promozione turistica veronese.

Artelio: «Costruito qualcosa che prima non esisteva»

A rispondere direttamente a Bendinelli è Paolo Artelio (nella foto), presidente di Destination Verona & Garda Foundation.

«Le osservazioni del sindaco Bendinelli sono naturalmente legittime e saranno considerate con l’attenzione che riserviamo alle indicazioni provenienti da ogni territorio. Non possiamo però condividere un giudizio che descrive come poco incisivo o privo di concretezza il lavoro svolto in questi anni».

Artelio rivendica soprattutto il progetto che sta alla base della Fondazione: «DVG è nata per costruire qualcosa che prima non esisteva: una strategia di promozione capace di presentare Verona e il Garda sui mercati nazionali e internazionali come una destinazione forte, organizzata e riconoscibile».

E mette un punto su una questione che sembra essere al centro dello scontro: il rapporto tra le esigenze dei singoli Comuni e la strategia complessiva della destinazione.

«DVG non è la Fondazione di un singolo Comune e non può essere valutata esclusivamente sulla base delle aspettative di una singola realtà. È uno strumento territoriale che deve tenere insieme esigenze diverse».

Una frase che, pur senza alimentare direttamente la polemica, fotografa bene la distanza tra le due posizioni.

Arena: «Un conto sono le opinioni, un altro i risultati»

Ancora più dura la reazione del presidente della Camera di Commercio di Verona, Paolo Arena, socio fondatore della Fondazione.

«Un conto è la soggettività del pensiero, un altro è l’oggettività dei risultati. Un’uscita di questo tipo lascia francamente basiti. DVG sta ottenendo numeri estremamente positivi e in crescita».

Arena ricorda inoltre che il Piano strategico 2027-2031, presentato a maggio, è stato approvato all’unanimità.

Ma c’è soprattutto un passaggio destinato a far discutere a Garda. Secondo il presidente camerale, l’uscita dalla Fondazione non avrebbe soltanto conseguenze sul piano della promozione, ma potrebbe incidere direttamente sulle opportunità delle imprese del territorio.

«L’uscita da DVG precluderà alle imprese del Comune di Garda l’opportunità di partecipare ai bandi della Regione Veneto, come il bando “1.3.9 Club di Prodotto” e la quarta edizione del bando “1.3.8 per rigenerazione delle strutture ricettive” prevista nel 2027».

Se così sarà, il confronto si sposterà inevitabilmente anche sul terreno economico: quanto costa restare dentro DVG e, soprattutto, quanto potrebbe costare restarne fuori?

Ugolini: «Faccio fatica a non leggerla come una scelta politica»

Tra le reazioni più significative c’è quella dell’assessora al Turismo del Comune di Verona Marta Ugolini, che introduce apertamente anche il tema politico.

«Faccio fatica a interpretare questa decisione se non in chiave politica. Dal punto di vista tecnico è difficile comprendere la scelta di uscire senza aver prima portato fino in fondo le proprie istanze nelle sedi deputate».

Parole che alzano ulteriormente il livello dello scontro. Bendinelli aveva infatti motivato l’addio parlando di una decisione maturata dopo anni di confronti e aspettative che, a suo giudizio, non sarebbero state soddisfatte.

Due letture, dunque, diametralmente opposte: Garda sostiene di aver atteso risultati che non sono arrivati; DVG e i suoi sostenitori rispondono che quei risultati esistono e che andrebbero valutati su scala territoriale, non comunale.

I sindaci del Garda difendono la regia unitaria

Anche dal lago arrivano prese di posizione che, almeno per ora, sembrano lasciare Garda piuttosto isolata.

La sindaca di Peschiera del Garda Orietta Gaiulli sottolinea il valore di «uno strumento capace di sviluppare una promozione turistica unitaria e coesa», ricordando anche l’azione della Fondazione sul tema della sicurezza e il coinvolgimento delle forze dell’ordine.

Più articolata la posizione del sindaco di Bardolino Daniele Bertasi, che non nasconde come in passato siano esistite criticità, ma riconosce che «negli ultimi mesi ho riscontrato un netto e concreto cambio di passo».

Per Bertasi, quindi, la soluzione resta lavorare dall’interno: «La strada del dialogo e della collaborazione costruttiva rimane la via migliore».

Anche il sindaco di Malcesine Giuseppe Benamati prende le distanze dalla scelta di Garda, spiegando che il proprio Comune si è «sempre sentito supportato da DVG».

Albergatori e campeggiatori: «Serve fare sistema»

Compatto anche il fronte delle categorie economiche.

Maurizio Russo, presidente provinciale degli Albergatori, considera DVG «uno strumento strategico per fare sistema e presentare il nostro territorio con una voce unica».

Sulla stessa linea Alberto Granzotto, presidente di Faita Federcamping, che sottolinea «l’ottimo lavoro svolto in questo periodo dalla Fondazione per definire un quadro complessivo attrattivo».

Non è un dettaglio: sul Garda il turismo è il cuore dell’economia e la capacità di presentarsi sui mercati internazionali con una strategia comune è da anni uno dei temi centrali del dibattito.

Ora servono i numeri sul tavolo

La replica di DVG è politicamente forte e il fronte costruito attorno alla Fondazione è ampio. Ma lo strappo di Garda pone comunque una questione che difficilmente potrà essere archiviata con una sequenza di dichiarazioni.

Bendinelli ha contestato incisività, concretezza e risultati. La Fondazione risponde che i risultati sono «estremamente positivi e in crescita».

A questo punto il passaggio più utile sarebbe mettere sul tavolo i numeri: risorse investite, progetti realizzati, campagne promozionali, ritorni ottenuti, finanziamenti intercettati e benefici prodotti nei diversi territori, Garda compresa.

Perché dietro il botta e risposta c’è una domanda molto semplice, alla quale amministratori, operatori turistici e cittadini hanno diritto di avere una risposta altrettanto semplice: quanto ha prodotto concretamente DVG per il territorio e quanto rischia di perdere Garda scegliendo di camminare da sola?

È probabilmente su questi dati, più che sulle dichiarazioni, che si misurerà la fondatezza delle due posizioni.

 

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