Una risposta concreta a una famiglia che, dopo la tragedia del 24 febbraio a Prun di Negrar, si è trovata costretta a lasciare la propria abitazione. ATER Verona ha individuato a Sona la soluzione abitativa per la famiglia Savoia: uno degli alloggi sarà ristrutturato e disponibile già a settembre. Un risultato arrivato superando anche un non semplice nodo di finanziamenti e programmazione.
Dalla tragedia alla ricerca di una nuova normalità. Per la famiglia Savoia, coinvolta nell’esplosione della palazzina avvenuta il 24 febbraio a Prun di Negrar di Valpolicella, arriva ora una risposta sul fronte abitativo.
ATER Verona ha infatti trovato una soluzione nel Comune di Sona, dove la famiglia aveva chiesto di potersi trasferire per rimanere vicina alla figlia che si occupa dei propri familiari.
Un percorso tutt’altro che automatico. ATER non dispone infatti di immobili propri nel Comune di Negrar e gli alloggi disponibili a Sona erano interessati da una programmazione di interventi che rischiava di rendere complicata un’assegnazione in tempi brevi.
Il nodo degli alloggi e dei finanziamenti
A spiegare come sia stata superata l’impasse è il presidente di ATER Verona, Emanuele Tosi (nella foto).
«Non era né facile né scontato riuscire a dare una risposta in tempi così rapidi – sottolinea Tosi – in quanto diversi sono gli attori interessati».
Il problema riguardava in particolare tre alloggi sfitti a Sona, due dei quali erano inseriti nella programmazione 2027 finanziata attraverso il POR-FESR. Anticiparne unilateralmente la ristrutturazione al 2026 avrebbe significato per ATER perdere il finanziamento destinato a coprire la spesa.
Da qui la necessità di trovare una strada diversa.
«Abbiamo ritenuto che, in una situazione di emergenza come questa, fosse doveroso fare tutto il possibile per trovare una soluzione – prosegue Tosi – ed in meno di una settimana siamo riusciti a sbloccare la situazione grazie alla collaborazione della Regione del Veneto».
La Regione ha infatti accolto la richiesta di ATER di sostituire nella programmazione POR-FESR i due immobili di Sona con altri due alloggi rientranti nello stesso ambito di finanziamento.
Contemporaneamente l’Azienda ha individuato risorse proprie nel bilancio 2026 per finanziare direttamente la sistemazione degli immobili di Sona.
I due alloggi saranno così ristrutturati e consegnati al Comune entro la fine dell’anno, mentre uno dovrebbe essere pronto già nel mese di settembre, consentendo di destinarlo in tempi rapidi alla famiglia Savoia.
Roma: «Non basta gestire la burocrazia»
L’operazione ha coinvolto ATER Verona, Regione Veneto e i Comuni di Sona e Negrar di Valpolicella, chiamati a trovare una soluzione amministrativa compatibile con l’urgenza sociale.
«È stato un lavoro di squadra, di consapevolezza delle reali possibilità di attivazione delle istituzioni pubbliche, un approccio di vicinanza in questa situazione», afferma l’assessore regionale ai Servizi Sociali Paola Roma.
L’assessore ricorda anche come la Regione, su indicazione del presidente Alberto Stefani, abbia contattato direttamente le famiglie coinvolte nell’esplosione.
«Rimanere al fianco dei cittadini nei momenti di fragilità ed emergenza è il dovere primario della nostra rete sociale e amministrativa. Non ci siamo limitati a gestire la burocrazia, ma abbiamo cercato il contatto umano per ascoltare i bisogni reali di chi ha perso tutto».
Roma assicura inoltre che la situazione continuerà ad essere seguita affinché nessuna delle famiglie colpite dalla tragedia rimanga senza il necessario sostegno.
Rossignoli: «Una soluzione per nulla scontata»
Soddisfatto anche il sindaco di Negrar di Valpolicella, Fausto Rossignoli, che sottolinea la difficoltà vissuta da chi, dopo l’esplosione, ha dovuto improvvisamente abbandonare la propria casa.
«Quando le istituzioni sanno lavorare insieme, i risultati arrivano», afferma il sindaco, ringraziando ATER, Regione Veneto e Comune di Sona per avere accolto quella che definisce una «pressante richiesta» dell’amministrazione di Negrar.
Una soluzione, aggiunge Rossignoli, «per nulla scontata», ma particolarmente importante perché permetterà alla famiglia Savoia di trascorrere l’intera fase dell’emergenza vicino alla figlia.
Dopo mesi segnati dalle conseguenze dell’esplosione di Prun, almeno sul fronte della casa arriva dunque una risposta concreta. E questa volta la macchina amministrativa, spesso accusata di muoversi lentamente proprio nelle situazioni di maggiore necessità, è riuscita a trovare in pochi giorni il modo di superare vincoli, programmazioni e finanziamenti.
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