La mozione di Fratelli d’Italia sulla sicurezza di via San Francesco arriva in aula senza un precedente confronto in Giunta. Il sindaco ne chiede il ritiro, i meloniani vanno avanti e il resto della maggioranza la boccia insieme alla Lega. Il vicepresidente della Provincia Paolo Longhi, chiamato a esprimersi sulla fattibilità dell’intervento e sulla possibilità di reperire risorse, apre alla proposta. Montagnoli si dice disponibile al dialogo per evitare crisi e commissariamenti. Faustini: «Domani è un altro giorno e si vedrà».

OPPEANO – Separati in casa, almeno politicamente. È questa l’immagine uscita dall’ultimo Consiglio comunale di Oppeano, quello di mercoledì 29 luglio, dove le crepe all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Luca Faustini sono diventate difficili da nascondere.

Non si tratta più soltanto di indiscrezioni, malumori o differenti sensibilità politiche. Questa volta la divisione è finita direttamente sui banchi del Consiglio comunale, con una votazione che ha visto contrapposte componenti della stessa maggioranza.

Al centro dello scontro una mozione riguardante la sicurezza di via San Francesco, presentata da Fratelli d’Italia attraverso la capogruppo Glenda Soave FdI, costituitosi come gruppo consiliare di maggioranza nell’aprile scorso e composto da quattro consiglieri, ha deciso di portare la proposta direttamente in aula.

Ed è qui che si è consumato lo strappo.

Il sindaco Faustini ha chiesto il ritiro della mozione, facendo presente che la questione non era stata preventivamente discussa e affrontata in Giunta. Una richiesta che Fratelli d’Italia ha scelto di non accogliere, mantenendo la proposta e chiedendo che venisse sottoposta al voto.

Il risultato, politicamente, è stato pesante: la mozione presentata da una parte della maggioranza è stata bocciata dal resto della stessa maggioranza, con il voto contrario anche della Lega, che siede all’opposizione ed è guidata dal capogruppo Alessandro Montagnoli.

Più ancora del contenuto della mozione, dunque, a fare rumore è il metodo. Perché se quattro esponenti della maggioranza presentano una proposta senza che questa sia stata prima condivisa con il sindaco e con gli altri amministratori, e se il primo cittadino arriva a chiederne pubblicamente il ritiro, significa che qualche problema di comunicazione politica esiste. E non sembra proprio marginale.

Longhi: apertura sull’intervento

In Consiglio era presente anche Paolo Longhi, vicepresidente vicario della Provincia di Verona e sindaco di Legnago, chiamato a esprimersi sulla fattibilità dell’intervento e sulla possibilità di reperire risorse per affrontare la questione.

Longhi ha manifestato un’apertura rispetto alla possibilità di intervenire. Ma il punto politico emerso dalla seduta non riguarda la necessità di mettere in sicurezza via San Francesco, esigenza sostanzialmente condivisa, bensì il percorso scelto per arrivarci.

Il nodo resta infatti il modo con cui la mozione è arrivata in Consiglio e, soprattutto, l’assenza di un confronto preventivo tra le diverse anime della maggioranza.

Ed è proprio questo il dato politico più difficile da ignorare.

Fratelli d’Italia resta, ma la crepa è aperta

La domanda adesso è inevitabile: Fratelli d’Italia è ancora pienamente dentro la maggioranza Faustini oppure sta iniziando a prenderne politicamente le distanze?

La capogruppo Glenda Soave allontana, almeno per il momento, qualsiasi ipotesi di rottura: «La maggioranza c’è», assicura.

Formalmente è così.

Politicamente, però, il Consiglio del 29 luglio racconta una situazione più complicata. Perché una maggioranza non vive soltanto di numeri, ma di confronto, condivisione e capacità di arrivare in aula con una linea politica comune.

Se invece una sua componente presenta una mozione che il sindaco chiede di ritirare e gli altri consiglieri della coalizione finiscono per bocciare, diventa difficile liquidare tutto come semplice dialettica interna.

È una maggioranza che, almeno su questa vicenda, non ha parlato con una sola voce perché, evidentemente, prima ancora non aveva parlato abbastanza al proprio interno.

Montagnoli punge e tende una mano a Faustini

Ad approfittare politicamente della situazione è stato Alessandro Montagnoli.

Il capogruppo della Lega non ha risparmiato frecciate alla maggioranza, mettendo in evidenza quello che considera il vero problema dell’amministrazione: la difficoltà di comunicare e confrontarsi persino al proprio interno.

Ma Montagnoli è andato oltre la semplice critica.

L’esponente leghista si è detto disponibile al confronto qualora fosse necessario garantire stabilità amministrativa al Comune, evitando cadute anticipate dell’amministrazione o addirittura l’ipotesi di un commissariamento.

In altre parole, la Lega resta all’opposizione ma lascia socchiusa una porta.

Una disponibilità politicamente significativa. Faustini venne eletto nel 2024 sostenuto da Forza Italia e dalla lista civica AmOppeano e, qualora il rapporto con i quattro consiglieri di Fratelli d’Italia dovesse deteriorarsi ulteriormente, potrebbero aprirsi nuovi scenari.

Per ora siamo nel campo delle possibilità. Ma nei Comuni i numeri contano e spesso finiscono per pesare molto più delle dichiarazioni ufficiali.

«Domani è un altro giorno e si vedrà»

Il sindaco Faustini, al termine della seduta, non ha sciolto completamente i dubbi sul futuro della coalizione. Anzi, con poche parole li ha forse alimentati ancora di più: «Domani è un altro giorno e si vedrà».

Una frase che fotografa bene l’incertezza del momento.

Sul fondo resta poi un’altra questione, sollevata dalla minoranza e anche da parte del pubblico presente alla seduta: il rapporto dell’amministrazione con i cittadini e con il territorio.

Le critiche riguardano una comunicazione considerata insufficiente e una difficoltà nel rendere partecipi i cittadini delle scelte e delle problematiche amministrative.

E quanto accaduto nell’ultimo Consiglio finisce inevitabilmente per rafforzare una domanda: se il confronto appare complicato persino tra le diverse componenti della maggioranza, quanto può essere efficace quello con il paese?

Il Consiglio del 29 luglio non ha fatto cadere l’amministrazione Faustini. I numeri, almeno per ora, ci sono e Fratelli d’Italia ribadisce di essere ancora parte della maggioranza.

Ma quella seduta ha mostrato pubblicamente qualcosa che politicamente pesa: a Oppeano esiste una maggioranza sulla carta che ora deve dimostrare di esserlo anche nei fatti.

 

 

Foto: da sinistra, il sindaco Luca Faustini; La capogruppo FdI Glenda Soave e il capogruppo della Lega Alessandro Montagnoli durante il consiglio comunale del 29 luglio.


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