Dal 7 agosto sei serate-evento all’Opera Festival 2026 per celebrare il centenario della prima assoluta. In scena un cast internazionale, il celebre allestimento di Franco Zeffirelli e il debutto del Coro di Voci Bianche della Fondazione Arena.

VERONA – Ci sono opere che attraversano il tempo senza perdere un briciolo della loro forza. Turandot è una di queste. A cento anni dalla sua prima assoluta, l’ultimo e incompiuto capolavoro di Giacomo Puccini torna a dominare il palcoscenico più spettacolare del mondo: l’Arena di Verona.

Da venerdì 7 agosto, l’Opera Festival 2026 rende omaggio a un titolo entrato nella leggenda con il monumentale allestimento firmato da Franco Zeffirelli, impreziosito dagli straordinari costumi della premio Oscar Emi Wada, per sei rappresentazioni in programma il 7, 14, 21 e 27 agosto, quindi il 3 e l’11 settembre.

L’edizione di quest’anno assume un significato speciale. Proprio nel 1926, infatti, Turandot debuttava al Teatro alla Scala di Milano diretta da Arturo Toscanini, pochi mesi dopo la morte di Puccini. Una prima destinata a entrare nella storia: il direttore interruppe l’esecuzione nel punto esatto in cui il compositore aveva lasciato incompiuta la partitura, rendendo omaggio al genio lucchese davanti a un pubblico commosso.

Un secolo di storia e un’opera immortale

A distanza di cento anni, Turandot continua a conquistare il pubblico con una miscela unica di spettacolarità, emozione e musica. È la storia della principessa dal cuore di ghiaccio che sfida i pretendenti con tre enigmi mortali, del misterioso principe Calaf disposto a rischiare tutto per conquistarla e della dolce Liù, simbolo di sacrificio e amore assoluto.

Ed è proprio da quest’opera che nasce una delle arie più celebri della storia della musica, “Nessun dorma”, diventata un patrimonio universale ben oltre il mondo dell’opera.

L’Arena e Turandot: un legame lungo quasi un secolo

Il rapporto tra l’anfiteatro veronese e l’opera pucciniana è profondo. Turandot arrivò in Arena già nel 1928, appena due anni dopo la prima assoluta, diventando la prima opera di Puccini rappresentata nell’anfiteatro.

Da allora ha totalizzato 161 rappresentazioni, conquistando il quarto posto assoluto tra i titoli più eseguiti nella storia del Festival, preceduta soltanto da Aida, Carmen e Nabucco.

Sul palco areniano sono passati alcuni dei più grandi interpreti del Novecento, da Maria Callas a Birgit Nilsson, da Franco Corelli a Plácido Domingo, fino ad Anna Netrebko, contribuendo a costruire la leggenda di questa produzione.

Il kolossal di Zeffirelli torna protagonista

Per celebrare il centenario, Fondazione Arena ripropone il grandioso spettacolo creato da Franco Zeffirelli per il Festival 2010.

Un allestimento che è diventato un classico dell’Arena grazie alle scenografie monumentali, alla ricchezza visiva e alla capacità di sfruttare tutta la maestosità dell’anfiteatro romano.

A rendere ancora più affascinante la produzione sono i raffinati costumi realizzati dalla premio Oscar Emi Wada, autentiche opere d’arte che trasformano la leggendaria Pechino immaginata da Puccini in un universo fiabesco dai colori spettacolari.

Un cast internazionale per sei serate

Sul podio si alterneranno Andrea Battistoni, direttore veronese oggi protagonista della scena internazionale, e Francesco Ivan Ciampa.

Nel ruolo della principessa Turandot saliranno sul palco Anna Pirozzi e Lise Lindstrom, mentre il principe Calaf sarà interpretato da SeokJong Baek e Yusif Eyvazov.

Grande attesa anche per le interpreti di Liù: Mariangela Sicilia, Maria Agresta e il debutto nel ruolo del soprano americano Lisette Oropesa, tra le artiste più acclamate della lirica internazionale.

Completano il cast artisti di primo piano come Alexander Vinogradov, Michele Pertusi, Gezim Myshketa, Matteo Macchioni, Saverio Fiore, Carlo Bosi e Ankhbayar Enkhbold.

Debutta il Coro di Voci Bianche

Tra le novità più significative dell’edizione 2026 ci sarà il debutto in scena del Coro di Voci Bianche della Fondazione Arena di Verona, nato appena un anno fa e già chiamato a partecipare a una delle produzioni più prestigiose del Festival.

Accanto ai giovani coristi, sul palco si muoveranno centinaia di artisti tra orchestra, coro, ballerini, mimi e comparse, confermando Turandot come uno degli spettacoli più imponenti dell’intera stagione areniana.

Un appuntamento da non perdere

Con il centenario della prima assoluta, il ritorno del kolossal di Zeffirelli e un cast di livello mondiale, Turandot si presenta come uno degli appuntamenti più attesi dell’Arena Opera Festival 2026.

Un’occasione per riscoprire un’opera che, a cento anni dalla nascita, continua a emozionare generazioni di spettatori e a dimostrare come il genio di Puccini riesca ancora oggi a parlare con straordinaria intensità al pubblico di tutto il mondo.

Dopo la prima del 7 agosto, già vicina al tutto esaurito, lo spettacolo replicherà il 14, 21 e 27 agosto e il 3 e l’11 settembre, sempre alle 21.00, sotto il cielo dell’Arena di Verona.

Copyright © 2026 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti Riservati