3.342 chilogrammi di pesce con la data di scadenza superata, in alcuni casi addirittura dal 2020, prodotti conservati in confezioni anonime senza alcuna etichetta e quindi impossibili da ricondurre all’origine o alla data di conservazione. È il quadro allarmante emerso da una vasta operazione della Guardia Costiera di Venezia, che ha portato a un maxi sequestro nella Bassa Veronese, interessando un grossista fornitore di ristoranti, negozi al dettaglio e numerose sagre del territorio, oltre a un grande ristorante etnico.

L’intervento è scattato durante un’attività di controllo sulla filiera ittica. Già dalle prime verifiche gli ispettori hanno riscontrato gravi irregolarità nella tracciabilità degli alimenti, tanto da richiedere il supporto dei veterinari dell’ULSS per approfondire gli accertamenti.

Le ispezioni nelle celle frigorifere hanno fatto emergere una situazione definita particolarmente critica. Sono stati rinvenuti 3.342 chilogrammi di prodotti ittici con data di scadenza o termine minimo di conservazione superati, alcuni fermi addirittura da sei anni. Altri alimenti erano invece custoditi in contenitori privi di qualsiasi etichettatura, rendendo impossibile verificarne provenienza, lotto e periodo di conservazione.

Nel corso dell’operazione sono stati inoltre sequestrati 2.516 chilogrammi di pesce destinati al circuito della ristorazione, tra cui branzini, orate, rombi, merluzzi, tonni, pesci spada, seppie e calamari, oltre a 514 chilogrammi di lucci, specie molto richiesta durante le tradizionali sagre paesane della Bassa Veronese.

Per le violazioni accertate sono state contestate sanzioni amministrative per 4.000 euro.

Ma i controlli non si sono fermati alla sicurezza alimentare. Gli uomini della Guardia Costiera hanno infatti effettuato anche un’ispezione ambientale sulla gestione degli scarichi e dei rifiuti dell’azienda, accertando un irregolare smaltimento degli oli vegetali esausti e dei grassi di origine animale. Una violazione che ha comportato un’ulteriore sanzione amministrativa di 15.000 euro.

L’operazione è poi proseguita in un grande ristorante etnico della Bassa Veronese, dove gli ispettori hanno sequestrato altri 312 chilogrammi di prodotti ittici – tra cui gamberi, mazzancolle, tonno, pesce spada e seppie – già filettati e pronti per essere serviti, anche crudi, ma completamente privi delle informazioni obbligatorie relative alla tracciabilità e alle modalità di conservazione.

Complessivamente l’operazione ha portato al sequestro di oltre 3,3 tonnellate di prodotti ittici, evitando che alimenti potenzialmente non sicuri finissero sulle tavole dei consumatori.

L’intervento rappresenta un nuovo richiamo sull’importanza dei controlli lungo tutta la filiera alimentare. La tracciabilità non è infatti un semplice adempimento burocratico, ma uno strumento essenziale per garantire la sicurezza dei cittadini e la trasparenza nei confronti di chi acquista o consuma prodotti ittici, soprattutto quando vengono serviti crudi o poco cotti.

 

 

Copyright © 2026 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti Riservati