Dall’insulto all’aggressione nel giro di pochi minuti. Il vicesindaco interviene per evitare un pericolo in strada e si ritrova accerchiato da un gruppo di giovani. L’episodio riaccende il dibattito sul degrado, sull’abuso di alcol e droga e sulla necessità di un maggiore controllo del territorio.
NOGARA – È bastato un gesto di senso civico per trasformare una normale serata in un incubo. Il vicesindaco di Nogara, Marco Poltronieri, è stato aggredito davanti alla propria abitazione dopo aver invitato alcuni giovani a liberare la carreggiata. Un episodio che, fortunatamente, si è concluso con una contusione alla schiena e tanto spavento, ma che lascia aperti interrogativi sempre più pressanti sulla sicurezza nei centri della provincia veronese.
L’aggressione è avvenuta mercoledì sera, poco dopo le 23.30, in via Gramsci. Rientrando a casa dopo una riunione di Giunta, Poltronieri ha notato un ragazzo disteso in mezzo alla strada, mentre altri giovani gli stavano attorno. Il primo pensiero è stato quello di prestare soccorso.
«Sono andato a vedere se stava male – racconta il vicesindaco – ma il ragazzo si è messo a ridere, mi ha insultato e mi ha detto di farmi gli affari miei. Era evidente che fosse completamente ubriaco».
Di fronte al rifiuto di spostarsi e al rischio per la circolazione, Poltronieri ha avvertito che avrebbe chiamato i carabinieri. È stato proprio quel gesto a far precipitare la situazione.
Prima gli insulti, poi le minacce. Nel giro di pochi minuti altri giovani hanno raggiunto il gruppo. La tensione è salita rapidamente. I ragazzi hanno iniziato a suonare tutti i campanelli del condominio e a prendere a calci il portone d’ingresso.
Nel frattempo la compagna del vicesindaco, uscita dall’abitazione, ha iniziato a riprendere la scena con il cellulare per documentare quanto stava accadendo. Uno dei giovani le ha colpito una mano nel tentativo di impedirle di filmare.
Poco dopo è arrivata la vera e propria aggressione.
«Mi sono ritrovato davanti altri quattro maggiorenni – racconta Poltronieri – tra italiani e stranieri. Uno di loro, un italiano, mi ha colpito violentemente alla schiena con un borsello. Gli altri erano dell’Est e marocchini. Ho avuto davvero paura, soprattutto pensando alla mia compagna. Per fortuna sono riuscito a rientrare in casa prima che la situazione degenerasse ulteriormente».
Secondo il vicesindaco, alcuni componenti del gruppo apparivano fortemente alterati dall’alcol e, in almeno un caso, probabilmente anche dall’assunzione di sostanze stupefacenti.
L’intervento dei carabinieri ha evitato conseguenze peggiori. I militari hanno rintracciato il gruppo nel vicino parco, identificando i giovani e procedendo con la denuncia a piede libero.
«Domani presenterò regolare denuncia – afferma Poltronieri –. Mi è andata bene, ma continuo a pensare a cosa sarebbe potuto accadere se qualcuno avesse avuto un coltello. Questo però non mi farà arretrare. Continuerò a intervenire davanti a situazioni di illegalità. Nogara appartiene ai cittadini onesti, non a pochi scalmanati con problemi di alcol o droga, italiani o stranieri che siano».
L’episodio rappresenta molto più di una vicenda personale. Colpire un amministratore mentre svolge, anche fuori dall’orario di servizio, un gesto di responsabilità civica significa colpire il senso stesso della convivenza civile. Chi ricopre un incarico pubblico non può essere lasciato solo quando sceglie di intervenire davanti a situazioni di evidente pericolo.
Negli ultimi mesi la cronaca veronese ha registrato una lunga serie di aggressioni, episodi di vandalismo, spaccate ai danni di attività commerciali e violenze che hanno interessato sia il capoluogo sia numerosi comuni della provincia. Un quadro che alimenta la percezione di un disagio crescente e che rende sempre più urgente una risposta coordinata delle istituzioni.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Partito Liberaldemocratico di Verona, esprimendo piena solidarietà al vicesindaco Poltronieri e a tutti gli amministratori e cittadini vittime di episodi di violenza.
«Gli amministratori locali sono il primo presidio dello Stato sul territorio e non possono essere lasciati soli, né esposti a contesti di degrado e microcriminalità ormai intollerabili», afferma la segreteria provinciale del partito, che chiede una strategia comune tra Comuni, forze dell’ordine e istituzioni, con un rafforzamento del controllo del territorio, una presenza più capillare e una linea di tolleranza zero contro degrado e criminalità.
L’aggressione di Nogara rilancia così un tema che non può più essere liquidato come una semplice successione di episodi isolati. La sicurezza non è una questione di appartenenza politica, ma un diritto fondamentale dei cittadini. E quando chi cerca di far rispettare le regole viene aggredito davanti a casa propria, il problema riguarda l’intera comunità.
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