Una violenta ondata di maltempo ha attraversato gran parte della provincia nella notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio 2026, un violentissimo fronte temporalesco ha colpito la provincia di Verona, causando gravi danni a causa di forti raffiche di vento, nubifragi e intense grandinate.
CODIVE ha avviato la ricognizione: colpite anche Legnago, Cerea, Bovolone e Villa Bartolomea.
Un’altra notte di maltempo e un’altra pesante conta dei danni per l’agricoltura veronese. Grandine e raffiche di vento hanno attraversato un’ampia fascia della provincia, lasciando dietro di sé coltivazioni danneggiate e aziende agricole costrette, ancora una volta, a fare i conti con le conseguenze di un clima sempre più estremo.
Le prime stime parlano di danni rilevanti a vigneti, frutteti, cereali, soia e tabacco. Per questo Condifesa Verona (CODIVE) ha già avviato la ricognizione sul territorio, raccogliendo le segnalazioni delle aziende agricole e inviando i propri tecnici nelle zone maggiormente colpite.
Il fronte temporalesco ha investito inizialmente il Villafranchese, interessando anche Sona e Sommacampagna, dove la grandine ha colpito soprattutto pesche, kiwi e vigneti. Successivamente la perturbazione si è spostata verso la pianura veronese, interessando il territorio a sud di Buttapietra, il nord-ovest di Isola della Scala e l’area di Tarmassia.
Da lì il maltempo si è esteso in più direzioni, raggiungendo il nord di Bovolone, San Pietro di Morubio, Salizzole, Concamarise Vecchia, Cerea, Legnago, Terrazzo e Villa Bartolomea. Segnalazioni arrivano anche da Bevilacqua, Boschi Sant’Anna, Minerbe e da numerosi comuni lungo la sponda sinistra dell’Adige, dove si concentrano importanti produzioni frutticole e vitivinicole.
«Il fenomeno è stato caratterizzato soprattutto da grandine abbondante e raffiche di vento – spiega Michele Marani, direttore di CODIVE –. Le colture interessate sono numerose: frutta, in particolare pesche e kiwi, uva, ma anche cereali, soia, tabacco, mele, vivai e altre coltivazioni della pianura veronese. Le prime segnalazioni indicano danni importanti, anche se serviranno i prossimi giorni per comprenderne l’effettiva entità».
La valutazione definitiva richiederà tempo. Se per alcune colture i danni sono già evidenti, per vigneti, frutteti e coltivazioni in pieno campo sarà necessario attendere l’evoluzione delle piante per capire quanto la grandine abbia compromesso la produzione.
Per il presidente di CODIVE, Davide Ronca, l’episodio rappresenta l’ennesima conferma di una tendenza ormai consolidata. «L’agricoltura veronese si trova ancora una volta a fare i conti con eventi atmosferici violenti e difficili da prevedere. Il caldo record si alterna a temporali estremi che in pochi minuti possono distruggere il lavoro di mesi. È una situazione che rende sempre più indispensabile investire nella gestione del rischio attraverso strumenti assicurativi e mutualistici capaci di tutelare il reddito delle imprese agricole».
L’ennesima ondata di maltempo riporta così al centro il tema dei cambiamenti climatici. Se fino a pochi anni fa grandinate di questa intensità erano considerate eccezionali, oggi sembrano diventare un appuntamento sempre più frequente dell’estate, con conseguenze pesanti per uno dei comparti economici più importanti della provincia di Verona. Nei prossimi giorni la ricognizione di CODIVE consentirà di quantificare con maggiore precisione l’entità dei danni e l’impatto sulla campagna agricola 2026.
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