Ancora un grave episodio di violenza nel Veronese. Solo il sangue freddo della vittima e il rapido intervento dei Carabinieri hanno evitato conseguenze ben più drammatiche. L’uomo è finito in carcere.
NOGARA – Un’altra notte di violenza che riporta al centro il tema della sicurezza nelle strade della provincia veronese. Un’aggressione improvvisa, apparentemente senza alcun motivo, che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia se la vittima non fosse riuscita a difendersi e se i Carabinieri non fossero intervenuti in pochi minuti.
I fatti risalgono alla notte tra domenica 5 e lunedi 6 luglio a Nogara. Un uomo di 51 anni, di origine romena, aveva appena terminato il turno di lavoro e si stava dirigendo verso un ristorante per cenare quando è stato preso di mira da uno sconosciuto.
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, il presunto aggressore, un 28enne marocchino senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale e già noto alle forze dell’ordine, avrebbe tentato di colpirlo alle spalle con un lungo coltello da cucina.
Ad evitare il peggio è stato un dettaglio tanto banale quanto decisivo: la vittima ha notato il riflesso della lama sulla vetrata d’ingresso del locale, si è voltata all’ultimo istante ed è riuscita a disarmare l’assalitore, lanciando il coltello a terra.
Ma la furia dell’uomo non si è fermata. Pochi istanti dopo avrebbe estratto un taglierino dalla tasca, riuscendo a colpire il 51enne con due fendenti alla schiena. A quel punto la vittima ha reagito per difendersi, dando origine a una violenta colluttazione terminata sul marciapiede.
Sono stati due dipendenti del ristorante, usciti dopo aver assistito alla scena, a lanciare immediatamente l’allarme al numero unico di emergenza 112.
L’intervento dei Carabinieri
La pattuglia della Stazione Carabinieri di Nogara, già impegnata nel controllo del territorio, è arrivata sul posto in pochi istanti, trovando i due uomini ancora a terra mentre si affrontavano.
I militari hanno immediatamente disarmato il 28enne, recuperando il taglierino, e separato i contendenti. Entrambi presentavano tumefazioni ed escoriazioni.
Se il 51enne si è mostrato subito collaborativo, ben diversa è stata la reazione dell’aggressore, apparso in evidente stato di alterazione psicofisica, probabilmente dovuto all’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti.
L’uomo ha iniziato a urlare, insultando sia la vittima sia i Carabinieri, arrivando perfino a colpire con una testata la saracinesca di un esercizio commerciale. Quando i militari hanno tentato di immobilizzarlo, ha opposto una violenta resistenza, spintonando e strattonando gli operatori. Durante le fasi dell’arresto, uno dei Carabinieri ha riportato un’escoriazione al gomito dopo aver urtato contro un muro.
Solo con l’applicazione delle manette di sicurezza è stato possibile riportare la situazione sotto controllo.
Arrestato e trasferito in carcere
Coltello da cucina e taglierino sono stati sequestrati, mentre il 28enne è stato accompagnato in caserma e arrestato con l’accusa di lesioni personali aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti ad offendere.
Nella mattinata successiva il Tribunale di Verona ha convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere in attesa della prossima udienza, fissata per la seconda metà di luglio.
Un episodio che riaccende il dibattito sulla sicurezza
L’episodio rappresenta l’ennesimo grave fatto di cronaca che, nel giro di pochi giorni, riaccende il dibattito sulla sicurezza anche nella Bassa Veronese. A preoccupare non è soltanto la violenza dell’aggressione, ma soprattutto la sua apparente casualità: una persona che termina il proprio turno di lavoro e viene assalita da uno sconosciuto armato mentre sta entrando in un ristorante.
Ancora una volta emerge l’importanza della presenza capillare delle forze dell’ordine sul territorio. In questo caso il tempestivo intervento dei Carabinieri ha consentito di bloccare l’aggressore prima che la situazione degenerasse ulteriormente, evitando conseguenze che avrebbero potuto essere ben più gravi.
Si ricorda che la responsabilità penale dell’indagato sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna.
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