Dopo la grave aggressione all’89enne, l’Associazione dei Commercianti replica al sindaco: «Da un anno chiediamo un confronto. I problemi non si risolvono minimizzandoli».
BOVOLONE – «Non stavamo parlando male di Bovolone. Stavamo cercando di evitare che si arrivasse a situazioni come quella che oggi ha scosso l’intera comunità».
È una presa di posizione dura quella dell’Associazione dei Commercianti di Bovolone, che dopo la grave aggressione subita dal commercialista di 89 anni torna a puntare il dito contro l’Amministrazione comunale e, in particolare, contro il sindaco Orfeo Pozzani (nella foto).
L’associazione ricorda come già un anno fa avesse inviato una lettera al primo cittadino per chiedere un confronto sul tema della sicurezza. L’obiettivo, spiegano i commercianti, era quello di affrontare insieme le crescenti preoccupazioni manifestate da numerosi esercenti, artigiani e imprenditori del territorio, che denunciavano episodi di degrado e situazioni ritenute sempre più preoccupanti.
Secondo l’associazione, la risposta ricevuta fu tutt’altro che positiva. «Come documentato anche da un video pubblico – ricordano – ci venne contestato il fatto stesso di parlare del problema, perché, secondo il sindaco, così si finiva per parlare male di Bovolone.»
Da allora, sostengono i commercianti, gli episodi di cronaca si sarebbero moltiplicati, fino ad arrivare all’ultima e gravissima aggressione che ha colpito un anziano molto conosciuto in paese e che ha suscitato forte preoccupazione tra la popolazione. Un episodio che, evidenziano, ha spinto gli stessi cittadini a chiedere un incontro con il sindaco proprio sul tema della sicurezza.
«A questo punto – affermano – viene spontaneo chiedersi se davvero fossimo noi a screditare il paese oppure se stessimo semplicemente lanciando un allarme che meritava di essere ascoltato.»
L’associazione ribadisce con forza un concetto: «Parlare dei problemi non significa parlare male di Bovolone. Significa voler rendere il nostro paese più sicuro per chi ci vive, ci lavora e lo frequenta ogni giorno.»
Nel mirino finisce anche quello che i commercianti definiscono un atteggiamento di continua minimizzazione. «Ogni volta – sostengono – le risposte sono state evasive e orientate a ridimensionare quanto accade, arrivando perfino ad accusare chi solleva il problema di fare troppo rumore.»
Per l’associazione non si tratta più di episodi isolati, ma di segnali che impongono una riflessione seria e interventi concreti.
«Riconoscere un problema e affrontarlo dovrebbe essere il primo dovere di un sindaco. L’Amministrazione dovrebbe dedicare meno energie a trasmettere l’immagine di un paese dove va sempre tutto bene e più energie a rispondere alle criticità che cittadini e commercianti segnalano da tempo.»
La conclusione è un messaggio rivolto all’intera comunità: «Amare Bovolone significa avere il coraggio di riconoscerne i problemi e lavorare insieme per risolverli, non far finta che non esistano. Perché la sicurezza non ha colore politico: riguarda tutti e merita risposte concrete, non rassicurazioni di circostanza.»
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