L’89enne è ancora ricoverato dopo il violento pestaggio. Le indagini proseguono senza escludere alcuna pista, ma in paese monta la rabbia: sui social decine di cittadini denunciano un clima di crescente insicurezza e chiedono risposte concrete.
BOVOLONE – Un uomo di 89 anni massacrato di botte nella propria abitazione, lasciato a terra con il volto tumefatto e ricoverato in codice rosso. Un episodio che va ben oltre la cronaca nera e che riapre con forza il tema della sicurezza nella media pianura veronese.
A distanza di oltre due settimane dall’aggressione avvenuta il 21 giugno in un’abitazione di via Canton, il pensionato, R.R., ex commercialista e titolare in passato di un noto studio di consulenza contabile, è ancora ricoverato. Le sue condizioni sono stabili e il trasferimento all’ospedale di Bovolone per la riabilitazione appare ormai vicino, ma restano ancora molte ombre su quanto accaduto.
L’anziano, che viveva da solo al momento dell’aggressione, sarebbe stato colpito con una violenza inaudita, riportando gravi lesioni al volto. I medici dell’ospedale di Legnago, vista la gravità delle ferite, hanno immediatamente attivato il referto obbligatorio, facendo scattare l’intervento dei Carabinieri e della Procura.
Rapina l’ipotesi più probabile, ma resta il mistero
Gli investigatori stanno lavorando senza escludere alcuna pista. L’ipotesi della rapina resta quella più accreditata, anche se sarà soltanto il prosieguo delle indagini a chiarire il movente e a stabilire se il fatto è stato compiuto da una o più persone.
Secondo quanto riferito dai familiari, dall’abitazione sarebbero spariti il denaro contenuto nel portafoglio e forse anche alcuni oggetti di valore, tra cui un orologio. Tuttavia, l’89enne, ancora profondamente scosso, non sarebbe stato finora in grado di fornire una ricostruzione completa dell’accaduto.
Una comunità sotto choc
La brutalità dell’aggressione ha sconvolto Bovolone. Il sindaco Orfeo Pozzani ha espresso vicinanza alla vittima e ai suoi familiari, invitando al tempo stesso la cittadinanza a non alimentare inutili allarmismi:
«Siamo molto vicini alla famiglia e auguro una completa guarigione al nostro concittadino. Si tratta di un episodio grave e delicato, sul quale sono in corso le indagini, per questo è necessario mantenere la massima riservatezza. Abbiamo piena fiducia nel lavoro della Procura e delle forze dell’ordine. Bovolone può contare su un presidio dei Carabinieri, sulla Polizia Locale e su un sistema di controllo totale del territorio che rappresentano un’importante garanzia per la comunità. Ai cittadini dico di mantenere alta l’attenzione, ma anche di stare tranquilli: si tratta di episodi isolati che, fortunatamente, non fanno parte della quotidianità del nostro paese».
Parole istituzionali che però non bastano a placare il malcontento di molti cittadini.
Sui social esplode la rabbia
Nelle ultime ore i social network sono stati invasi da decine di commenti durissimi. C’è chi parla di “paese non più sicuro”, chi denuncia furti e tentativi di intrusione nelle abitazioni e chi sostiene di vivere con la paura, soprattutto nelle zone periferiche.
Molti chiedono un deciso rafforzamento dei controlli sul territorio, pattugliamenti più frequenti e soprattutto l’accelerazione del progetto di videosorveglianza della media pianura veronese, annunciato ormai da mesi ma non ancora pienamente operativo.
Un tema che torna prepotentemente d’attualità proprio dopo un episodio tanto grave. Le future telecamere previste nei principali punti di accesso ai Comuni potrebbero infatti rappresentare un importante supporto investigativo grazie ai moderni sistemi di riconoscimento dei veicoli e dei movimenti.
La sicurezza non può diventare un’emergenza permanente
Al di là dell’esito dell’inchiesta, resta una domanda che molti cittadini si pongono: è accettabile che un uomo di 89 anni venga pestato nella propria casa senza che, a distanza di settimane, vi siano ancora certezze su quanto accaduto?
Le indagini faranno il loro corso e sarà la magistratura ad accertare responsabilità e movente. Ma questo episodio rappresenta anche un forte campanello d’allarme. Perché quando gli anziani iniziano ad avere paura di restare soli nella propria abitazione, significa che il senso di sicurezza di un’intera comunità si sta incrinando.
La richiesta che arriva dal territorio è chiara: più prevenzione, più controlli e strumenti tecnologici realmente operativi. Perché la sicurezza dei cittadini non può essere affrontata solo dopo che la cronaca racconta episodi di una violenza così brutale.
Foto: il sindaco di Bovolone Orfeo Pozzani e il luogo dell’aggressione in via Canton.
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