Presidio davanti alla struttura e appello alla Direzione: «Più personale, più rispetto e un confronto vero». Il sindacato annuncia nuove iniziative se non arriveranno segnali concreti.
LEGNAGO – La protesta non si ferma. Dopo lo sciopero di martedì 30 giugno alla Casa di Riposo di Legnago, la FP CGIL di Verona parla di una partecipazione significativa e di un messaggio chiaro rivolto alla Direzione e al Consiglio di amministrazione: il personale chiede interventi concreti per migliorare le condizioni di lavoro e garantire un’assistenza sempre più efficace agli ospiti della struttura.
Secondo il sindacato, l’adesione alla mobilitazione conferma un malessere che da tempo attraversa il personale. Nella giornata dello sciopero erano previsti 26 operatori tra i turni di mattina, pomeriggio e notte nei tre reparti dell’ente. Di questi, 22 sono stati precettati e hanno quindi dovuto garantire il servizio. La FP CGIL sottolinea come diversi lavoratori avessero chiesto di essere sostituiti per poter partecipare allo sciopero, richiesta che – afferma il sindacato – non sarebbe stata accolta, evidenziando così la difficoltà nel reperire personale sufficiente. Tra i quattro operatori non precettati, almeno due hanno aderito alla protesta.
Dalle 10 alle 12 si è svolto anche un presidio davanti all’ingresso della Casa di Riposo, organizzato insieme allo SPI CGIL di Legnago. Un’iniziativa che ha voluto portare la vertenza all’attenzione della cittadinanza e dei familiari degli ospiti, raccogliendo – riferisce il sindacato – manifestazioni di solidarietà e incoraggiamento a proseguire la mobilitazione.
«Il risultato dello sciopero dimostra che il disagio è reale e profondo – dichiara Valentino Geri, segretario della FP CGIL di Verona –. Le lavoratrici e i lavoratori chiedono risposte semplici ma fondamentali: più personale, più rispetto e più condivisione nelle scelte che incidono sulla qualità del lavoro e dell’assistenza».
Al centro della vertenza ci sono problematiche che il sindacato definisce ormai strutturali: organici ritenuti insufficienti, una programmazione del personale giudicata inadeguata, interventi tardivi nella gestione delle risorse umane, criticità nell’organizzazione dei turni e la necessità di rinnovare o integrare gli strumenti di lavoro, dagli ausili per la movimentazione degli ospiti ai letti di degenza destinati ad anziani e persone con disabilità.
Tra i punti contestati figura inoltre la decisione di affidare in appalto il servizio notturno durante il periodo estivo, scelta che la FP CGIL considera poco trasparente e che, secondo il sindacato, merita un approfondimento e un confronto preventivo con le rappresentanze dei lavoratori.
Per questo la richiesta rivolta alla Direzione e al Consiglio di amministrazione è quella di aprire rapidamente un tavolo di confronto stabile con le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise nell’interesse sia dei dipendenti sia della qualità dell’assistenza offerta agli anziani ospiti della struttura.
La FP CGIL conclude avvertendo che, in assenza di risposte ritenute adeguate, la mobilitazione proseguirà con ulteriori iniziative nelle prossime settimane.
Foto: il presidio davanti alla Casa di Riposo
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